L’analisi

lo snodo decisivo per l’auto elettrica

di Gian Primo Quagliano

2' di lettura

Per la maggior parte dei gestori di flotte aziendali l’auto elettrica è una innovazione interessante, ma per un numero ancora importante di gestori l’auto elettrica è una innovazione preoccupante. Nonostante le riserve di questi ultimi le flotte aziendali sono la punta di diamante della diffusione dell’auto elettrica in Italia. La quota delle elettriche sul parco circolante delle flotte è dell’1% contro una quota sul parco circolante complessivo dello 0,13% a fine 2020.

Non sono numeri confortanti. Se però si considerano anche le auto “ibride”, la quota sul parco circolante nazionale di ibride ed elettriche sale all’1,49%, mentre quella sulle flotte tocca il 7%. È evidente che nella fase iniziale della transizione all’elettrico il ruolo delle flotte sarà decisivo, mentre è del pari evidente che la transizione all’elettrico è ormai ineluttabile per una serie di buone ragioni. La prima è che l’Unione Europea la impone, la seconda è che la vogliono le autorità politiche nazionali e locali, la terza è che la vuole la gente, la quarta, e decisiva, è che le case auto hanno accettato il diktat della Ue consapevoli che la posta in gioco è la sostituzione accelerata del parco circolante mondiale, cioè un miliardo e cinquecento milioni di auto.

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Se dunque qualcuno nelle flotte aziendali fosse ancora riottoso nei confronti della mobilità elettrica dovrà mutare avviso. Non solo perché il punto di partenza del processo è nelle flotte, ma anche perché la partenza non sarà spontanea, ma dovranno esserci e vi saranno provvidenze ed incentivi specifici per le flotte a cui sarà difficile rinunciare. E chi dovrà adeguarsi dovrà farlo in fretta perché il decollo della mobilità elettrica è imminente.

Il Recovery Fund stanzia infatti per l’Italia ingenti risorse per la mobilità sostenibile (32 miliardi per alta velocità di rete e manutenzione stradale, intermodalità e logistica) ponendo l’auto elettrica o elettrificata al centro della transizione ecologica (69 miliardi di stanziamento, dei quali oltre 18 miliardi per energie rinnovabili, idrogeno e mobilità sostenibile) ed è inoltre pensabile che una parte importante di questi fondi sia destinata al tallone d’Achille del sistema: la mancanza di una rete di ricarica capillare ed efficiente.

Quanto agli incentivi specifici per le flotte, l’autorevolissima associazione Motus-E propone deducibilità fiscale nella misura dell’80% per le auto delle flotte con emissioni da 21 a 60 g/km di CO2 e del 100% per quelle con emissioni da 0 a 20 g/km di CO2. E questa è solo una proposta.

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