la donazione

Lo spin off dell’università della Calabria regala 40 chili di igienizzante a Codogno

Specializzato nella formulazione di prodotti nel campo dell’assistenza sanitaria ha prodotto nei propri laboratori il disinfettante che risulta ormai introvabile nel Lodigiano

di Donata Marrazzo

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(Phanie / AGF)

Specializzato nella formulazione di prodotti nel campo dell’assistenza sanitaria ha prodotto nei propri laboratori il disinfettante che risulta ormai introvabile nel Lodigiano


2' di lettura

Quaranta chili di gel igienizzante per le mani donati alla Protezione civile di Codogno da uno spin off dell'Università della Calabria. Specializzato nella formulazione di prodotti nel campo dell’assistenza sanitaria, Macrofarm srl, del dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, ha prodotto nei propri laboratori il disinfettante, che risulta ormai introvabile nel Lodigiano, una delle aree più colpite dall'emergenza Coronavirus.

Un disinfettante per Codogno
Il team di ricercatori e docenti dell'Unical, Francesco Puoci, Vincenzo Pezzi, Fabio Amone e Rocco Malivindi, fondatori dello spin off che si occupa, in particolare, dell'elaborazione di tecnologie d'avanguardia per coniugati polimerici e prodotti funzionali, utilizzabili sia in campo cosmetico, sia dermocosmetico, nutraceutico e farmaceutico, ha risposto all'appello lanciato sui social dalla Protezione civile che opera nella provincia di Lodi.

Ipoclorito di sodio e solidarietà
La formulazione scelta per il gel, a base di ipoclorito di sodio elettrolitico, è stata ideata in modo da poter reperire facilmente le materie prime di partenza. La catena della solidarietà si è messa subito in moto e ha coinvolto, infatti, anche altre aziende locali: Jrs Silvateam Ingredients srl ha fornito la materia prima necessaria per ottenere il disinfettante, la filiale di Rende del Corriere Bartolini si è messa a disposizione per effettuare in modo gratuito la spedizione.

Il piano anti coronavirus per la Calabria
Intanto in Calabria, dove non esistono focolai e le persone positive al test del coronavirus sono due (un docente siciliano dell'università di Reggio Calabria, di ritorno da un convegno a Udine, che si sta curando fuori regione, e un uomo di Cetraro, in provincia di Cosenza), si pianificano gli interventi per contenere l'epidemia, facendo però i conti con la mancanza di personale, in qualche caso anche con il blocco degli interventi chirurgici e la chiusura di alcuni reparti.

Focus sulle rianimazioni
In una riunione tra anestesisti, infettivologi, pneumologi, direttori sanitari, protezione civile e dipartimento regionale della Salute, sono state fornite notizie precise al ministro della Salute Roberto Speranza sul numero dei posti letto nelle rianimazioni: 107 i posti ordinari attivi. In caso di necessità nelle strutture più capienti sarà possibile integrarli, come pure si prevede di poter procedere alle assunzioni di personale a tempo determinato. La Protezione civile ha montato le tende negli spazi esterni degli spoke per il pretriage. Per il resto valgono le linee guida ministeriali.

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