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Lo sport nel caos dopo l’ultimo Dpcm: troppe disparità nell’interpretazione delle norme (e c’è chi le aggira tranquillamente)

Il recente decreto del presidente del Consiglio sospende gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra tranne quelli riconosciuti di interesse nazionale. Ma chi decide che cosa sia di interesse nazionale? Le singole federazioni sportive

di Massimo Donaddio

"Io ho battuto il Covid ma tu non sei Zlatan, non sfidare il virus"

Il recente decreto del presidente del Consiglio sospende gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra tranne quelli riconosciuti di interesse nazionale. Ma chi decide che cosa sia di interesse nazionale? Le singole federazioni sportive


3' di lettura

Chiudere sì, chiudere no, chiudere quanto? Tra i tanti dilemmi in cui si dibatte l’Italia che tenta in ogni modo di evitare un lockdown generale sempre più vicino, c'è quello che riguarda lo sport e le sue competizioni, gli allenamenti e le gare, i tornei e tutto il variegato e nutritissimo mondo che ruota attorno alle discipline sportive.

Il recente decreto del presidente del Consiglio, oltre a bloccare l'attività delle palestre e delle piscine o altre attività come le scuole di danza, sospende gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra tranne quelli riconosciuti di interesse nazionale, nei settori sia professionistici che dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali o enti di promozione sportiva, ovviamente senza la presenza di pubblico e nel rispetto dei protocolli di contrasto all'epidemia da coronavirus.

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Il punto critico, però, è che cosa vada considerato come competizione di interesse nazionale, e chi certifica tutto questo. Il Dpcm è paradossalmente molto chiaro nell'individuare chi debba identificare quelle che sono le manifestazioni di carattere nazionale (le stesse federazioni sportive), di fatto, però, provocando – e sta già succedendo – forti disparità tra una disciplina sportiva e l'altra.

Sono gli stessi enti o federazioni sportive, quindi, che “autocertificano” ciò che sia di interessa nazionale o meno. E quindi, via libera ai classici due pesi e due misure.
Facciamo qualche esempio? La Federcalcio attribuisce carattere nazionale ovviamente alle serie professionistiche (A, B e C) ma anche alla serie D (dilettanti), tagliando fuori tutte le competizioni e i tornei di carattere regionale e provinciale (lo dice lo stesso nome…).

Il basket segue una linea molto rigorosa, attribuendo carattere nazionale solo alle competizioni di serie A, A2 e B maschile e A e A2 femminile. Molto più estensiva l'interpretazione della Fipav (pallavolo), che consente i tornei non solo di serie A, B e C, ma addirittura degli under 19, 17, 15 e persino under 13. E quando sono consentiti i tornei, sono consentiti ovviamente anche gli allenamenti. Anche ginnastica, nuoto e scherma hanno applicato una interpretazione estensiva al massimo delle possibilità fornite dal decreto.

Chiaro come questa diversità di approcci porti poi a disparità, polemiche, contrasti, nonché a rischi per la salute degli atleti e possibilità di contagi, in particolare negli sport di contatto (che, come abbiamo visto, non sono certo sospesi per tutti, ma solo per i livelli provinciali e regionali).

In più, c'è da considerare tutto il mondo degli enti sportivi che a vario titolo organizzano tornei in varie fasi, e che prevedono finali nazionali, interessando moltitudini di giovani in tutta Italia. Per far solo un esempio – ce ne sono molti altri - il Centro sportivo italiano si è sentito in dovere di precisare che “i Campionati nazionali rappresentano l'attività ufficiale del Csi e costituiscono un unico circuito di attività continuativa ripartito in più fasi eliminatorie”. Quindi chiarendo che tutte le proprie attività hanno carattere nazionale, pur svolgendosi in gran parte (ma non solo) nelle parrocchie e negli oratori.

Il comunicato ufficiale

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La dirigenza del Csi ha deciso di sospendere tutte le competizioni fino al 13 novembre; consentendo però gli allenamenti di football americano, arti marziali, nuoto, calcio di ogni ordine e grado per ragazzi di tutte le età e molti altri sport, il coinvolgimento di un'immensa popolazione di praticanti è garantito. Con buona pace di chi responsabilmente ha deciso di tenere la barra dritta, tutelando i propri tesserati e le loro famiglie.

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