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Lo spread Italia-Grecia scivola verso i 100 punti: ora è Atene a rischiare il contagio

di Maximilian Cellino

2' di lettura

Un tempo era il famigerato spread fra BTp e Bund a dettare le regole e a riempire le cronache quando si trattava di identificare il «rischio Italia» sui mercati. Per un certo periodo il confronto si è esteso anche ai Bonos, visto che la Spagna sembrava un buon metro di paragone per la competitività del nostro Paese. Ora il rischio è che i calcoli si debbano fare addirittura sulla Grecia. Certo, il differenziale Italia-Germania ha sempre il suo peso, ed è difficile ignorarlo in questo periodo di alta tensione nei confronti dei titoli del Tesoro. Ma è anche vero che il distacco in termini di rendimenti decennali dei titoli ellenici si è di recente ridotto a poco più di cento punti base e viaggia ai minimi dal 2009.

I progressi di Atene...
I passi avanti compiuti da Atene negli ultimi mesi sono per la verità innegabili e il riconoscimento da parte dell’Eurogruppo, che due settimane fa ha concesso una dilazione dei rimborsi e la sospensione del pagamento degli interessi per agevolare l’uscita dal programma di salvataggio e il ritorno sui mercati del Tesoro greco ad agosto, ha favorito la discesa del tasso del titolo a 10 anni sotto il 4% per la prima volta dal 2006. «La Grecia - conferma Fabio Balboni, economista di Hsbc - sta concludendo il programma con un cuscinetto di liquidità di 24 miliardi di euro, circa il 13% del Pil, e si è finanziata almeno fino al 2020. Ora deve soltanto dimostrare ai mercati di essere in grado di crescere: se sarà in grado di farlo potrebbe innescare un ciclo virtuoso fatto da miglioramento della sostenibilità del debito e rendimenti più bassi».

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...e le tensioni sul nostro Paese
Così come sono evidenti le tensioni che accompagnano sui mercati obbligazionari BTp e soci, prima e dopo l’avvento nel nostro Paese del governo a guida Lega-M5s. «Gli italiani potranno anche essere costretti a ridimensionare le proprie ambizioni fiscali, ma il Paese continua a rappresentare per il momento una situazione difficile e la volatilità su rendimenti obbligazionari e spread resterà probabilmente molto elevata», ammette d’altra parte Cesar Perez Ruiz, capo degli investimenti di Pictet Wealth Management.

Il paradosso: ora è l’Italia a contagiare la Grecia!
La testimonianza più evidente, e per certi versi paradossale, di quanto il clima sia cambiato fra gli operatori di mercato la fornisce un commento di Francois Cabau di Barclays Capital: «Il ritorno del contagio proveniente dall’Italia per via della formazione del Governo, anche se limitato, ha probabilmente impedito alla Grecia di emettere sul mercato obbligazionario nei mesi di maggio e giugno», sottolinea l’economista, avvertendo addirittura che «un periodo esteso di condizioni di mercato turbolente legato alle questioni italiane potrebbe scoraggiare gli investitori e i collocamenti». Insomma, ora sembra essere l’Italia a mettere a rischio la ripresa greca, e non viceversa. Se non è una rivoluzione copernicana questa, poco ci manca.

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