Plus24 Risparmio

Lo sprint dei fondi con le small cap

di Marzia Redaelli

2' di lettura

È lo sprint delle società a piccola e media capitalizzazione (small e mid cap) a spingere i fondi comuni azionari focalizzati su Piazza Affari. I migliori prodotti da inizio anno classificati come «azionari Italia» hanno rendimenti a doppia cifra grazie al rimbalzo delle aziende di minori dimensioni quotate sulla Borsa milanese. Il riscatto dei titoli meno popolari del listino (soprattutto tra gli investitori esteri) nelle fasi di recupero del mercato ha sempre una velocità più elevata della media, perché sono mossi da una leva maggiore del rischio che amplifica le le oscillazioni dei prezzi (anche nei periodi di ribasso).

Da gennaio l’indice Ftse Italy Small Cap è salito del 32%, il Ftse Italy Star (che comprende aziende di medie dimensioni) il 34%, mentre il Ftse Italy generale il 17%. In media, i fondi della categoria azionari Italia hanno guadagnato il 19% nello stesso periodo e i migliori sono focalizzati proprio sulle piccole e medie imprese: il più remunerativo da inizio anno è Symphonia Azionario Small Cap Italia (+31,6%), seguito da Atomo Made in Italy Fund (+31,2%), Eurizon Azioni Italia (+30,2%). Bnl Azioni Italia (+20,7%) è il primo della categoria con un paniere allargato all’intero parterre; è caratterizzato da una vasta diversificazione dei titoli in portafoglio, selezionati in base a parametri fondamentali e di mercato (per esempio la qualità degli utili o la volatilità). Fanalini di coda, invece, sono due fondi di Ubi Pramerica (Ubi Sicav italian equity e Ubi Pramerica Azioni Italia) che hanno guadagnato «solo» il 10%, preceduti dal +11% di Mediolanum Challenge Italian Equity. Questi ultimi fondi sono più adagiati sul mercato, ma nel confronto pagano lo scotto delle commissioni.

Loading...

I buoni risultati dei fondi azionari specializzati sull’Italia viaggiano in coppia con il successo della raccolta: questa categoria di prodotti nel 2017 ha registrato sottoscrizioni nette superiori a 500 milioni di euro, dopo un anno di riscatti. I gestori non sono preoccupati di ingressi tardivi dei risparmiatori rispetto alla eventualità di correzioni delle quotazioni a causa della forza dell’euro o di minori stimoli monetari della Banca centrale europea. Per lo meno, le credono poco probabili: «Seguiamo con attenzione gli sviluppi della situazione italiana e internazionale - spiega Massimo Terrizzano, responsabile Investimenti di Bnp Paribas A. M. - La prudenza con cui si muove la Banca centrale europea ci rassicura su un’uscita graduale dalla politica accomodante. Allo stesso tempo, il rafforzamento dell’euro rallenterà le esportazioni italiane, ma non la crescita indotta dal miglioramento del commercio internazionale». Le stime sui profitti aziendali sono in aumento per i prossimi esercizi; il 2018, tuttavia, sarà un anno di test per i prezzi delle piccole e medie società italiane, che potrebbero lievitare eccessivamente per via degli incentivi all’investimento della legge sui Piani individuali di risparmio, a meno di nuovi sbarchi in Borsa. Anche le elezioni sono fonte di tensioni , ma incidono di più sul mercato obbligazionario. «Complessivamente - conclude Terrizzano - siamo ottimisti sulle prospettive di crescita dei mercati azionari europei, tra i più attraenti nel panorama internazionale. Il pericolo maggiore sul fronte politico è la crescita eccessiva della spesa pubblica a fini elettorali nei mesi che precedono le elezioni di primavera».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti