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Lo Stato valuta garanzie finanziarie per 1 miliardo per soccorrere l’ex Ilva

Vertice al Mise con sindacati, istituzioni locali, i ministri Giorgetti e Orlando e l’ad di Acciaierie Italia Lucia Morselli. Produzione cresciuta del 22% e 2 milioni di ore di manutenzione

di Domenico Palmiotti

(IMAGOECONOMICA)

4' di lettura

«Stiamo producendo tutto il possibile con questa situazione finanziaria e stiamo lavorando per avere la finanza sufficiente al ramp-up previsto». Nel vertice al Mise del 23 giugno 2022 con i sindacati, le istituzioni locali, Confindustria e i ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) e Andrea Orlando (Lavoro), l'ad di Acciaierie d'Italia, Lucia Morselli, riassume così la situazione dell'ex Ilva. E spiega: «Quest'anno la crescita dell'output produttivo di Acciaierie d'Italia è ad oggi del 22% contro –7% dell'Europa e –2% dell'Italia».

Due milioni di ore di manutenzione

Morselli fornisce anche altri dati. «Ben 800 Full Time Equivalent sono stati impegnati in attività di manutenzione nel 2021», pari a pari a 2 milioni di ore specifica Morselli a proposito del Full Time Equivalent, ovvero il numero di risorse a tempo pieno necessarie per svolgere una determinata attività. Inoltre, aggiunge Morselli, «l'indice incidenti su ore lavorate è ai ai minimi storici per lo stabilimento di Taranto».

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Il nodo liquidità

Tuttavia è la liquidità il problema che oggi assilla l'azienda. Il ministro Giorgetti lo riconosce e lancia una proposta: «Se noi miracolosamente domani riusciamo a garantire, attraverso le istituzioni dello Stato, un miliardo di garanzie di finanziamenti, la situazione può migliorare per quanto riguarda la produzione e i pagamenti dei fornitori?». «Io, il ministro Orlando, sicuramente il presidente Draghi, vogliamo che si produca più acciaio possibile a Taranto, a Genova, ovunque, perché è l'unica condizione per riportare al lavoro quelli che oggi sono in cassa integrazione», afferma Giorgetti. «Sappiamo perfettamente – aggiunge – che ci sono dei limiti oggettivi che derivano da sentenze, disposizioni di carattere ambientale che impediscono in qualche modo che si possa arrivare a tutta la capacità produttiva che questi impianti almeno a Taranto possono avere».

«Su questo non possiamo farci niente. Nessuno in questa stanza – afferma Giorgetti – può in qualche modo cambiare condizioni che sono state definite da sentenze. Quello che è emerso con chiarezza, per stessa ammissione dell'azienda, è che oggi, nelle condizioni date, ciò che preclude la possibilità di lavorare al massimo potenziale, è un problema di liquidità, è un problema finanziario. Questa azienda non è nelle condizioni di finanziare il circolante».

Giorgetti: garanzia Sace inferiore al necessario

C'è stato uno sforzo con la garanzia Sace per quanto riguarda il finanziamento bancario «che però è una parte purtroppo molto inferiore rispetto al necessario - afferma Giorgetti -. Quello su cui possiamo impegnarci è vedere che spazi ci sono. Capire se questo polmone finanziario possiamo estenderlo con l'aiuto diretto o indiretto dello Stato per produrre maggiore acciaio, assorbire personale in cassa integrazione, ridare fiato alle produzioni che sono collegate a Taranto».

Verifica sulla Cassa integrazione

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, annuncia invece l'invio a Taranto dell'Ispettorato nazionale del Lavoro per una verifica sulla cassa integrazione. «La cassa integrazione l'abbiamo data sulla base degli investimenti che sono stati indicati nella richiesta. Siamo tenuti a verificare la realizzazione degli investimenti anche con una presenza sui luoghi dell'Ispettorato nazionale del lavoro», dice Orlando. «Sarà anche la condizione per verificare questioni rispetto alle quali non posso sfuggire – rileva Orlando –. Non posso girarmi dall'altra parte rispetto al fatto che si da una rappresentazione diametralmente opposta rispetto alla questione delle condizioni di sicurezza dei lavoratori».

Orlando: preoccupano le relazioni industriali

A un prossimo passaggio, ha sostenuto Orlando, «dovremmo avere una fotografia con le relazioni dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Questa credo che possa essere la base per la ripartenza di un confronto». Per il ministro del Lavoro, «l'elemento che può non preoccupare è lo stato delle relazioni industriali. Non è che si fa una transizione ecologica di questa natura con l'attuale condizione delle relazioni industriali».

Fim Cisl: Il governo ci riconvochi entro la pausa estiva

«Il Governo ci ha garantito di riconvocarci entro la pausa estiva per verificare che la crisi finanziaria dell'impresa sia affrontata. Il Governo non può andare in maggioranza ma deve aiutare l'azienda ad avere quel credito per fare gli investimenti ed aumentare la produzione», commenta Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl. «Il ministro Orlando – aggiunge – ci ha garantito che farà una verifica sugli ammortizzatori perché non è possibile che quest'azienda, con un mercato della siderurgia che sta esplodendo, sta aumentando il numero dei cassintegrati».

Fiom Cgil: La finanza è utile, ma non basta

«L'azienda ci ha detto che per far marciare normalmente l'impresa c'è bisogno di finanza e il Governo ha risposto che sarebbe disponibile ad intervenire sui temi che riguardano la finanza», commenta Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil. «Noi abbiamo detto – prosegue De Palma – che la finanza è utile ma non basta. La finanza serve con degli elementi di garanzia per l'occupazione dei lavoratori da un lato, la salute dall'altro, e anche per gli investimenti di carattere ambientale».

Uilm: la produzione non arriverà ai 6 milioni di tonnellate

Infine per Rocco Palombella, segretario generale Uilm, nel vertice al Mise «sono emerse due posizioni opposte, la nostra e quella di Acciaierie d'Italia. Per l’azienda il problema è solo finanziario, mentre noi abbiamo messo in luce tutti i problemi legati alla sicurezza degli impianti, alla cassa integrazione di oltre 5mila lavoratori, al dramma che vivono i lavoratori in amministrazione straordinaria e quelli degli appalti, alla produzione che di questo passo non raggiungerà mai i 6 milioni di tonnellate annui necessari per la sostenibilità dell'azienda».

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