BILANCIO DEL 2020

Lo stop&go dei ristoranti ha fatto perdere al settore alimentare almeno 10 miliardi di fatturato

Coldiretti e Confeuro fanno una stima dei danni indiretti della chiusura a singhiozzo della ristorazione sull’intera filiera: tra i prodotti più penalizzati prosciutto di Parma (-30%), mozzarella di bufala (fino a -60%), vini (-25%) ittico (-50%)

di L.Ben.

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Ristorante chiuso a Brescia (ANSA/ FILIPPO VENEZIA)

Coldiretti e Confeuro fanno una stima dei danni indiretti della chiusura a singhiozzo della ristorazione sull’intera filiera: tra i prodotti più penalizzati prosciutto di Parma (-30%), mozzarella di bufala (fino a -60%), vini (-25%) ittico (-50%)


2' di lettura

Il 2020 è stato un anno terribile per il mondo della ristorazione. Lockdown, aperture a singhiozzo e limitazioni imposte dalle misure anti-contagio hanno portato a un crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi stimata in una perdita di fatturato di 33 miliardi su 86 complessivi (-38,38%) solo in piccola parte sanata dal decreto ristori.

Ma anche la filiera agroalimentare ne ha risentito. Secondo il consuntivo di Coldiretti mancano all’appello 9,6 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande.

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I consumi fuori casa italiani sono crollati infatti del 48% nel corso del 2020 con una drastica riduzione dell'attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, a danno delle 70 mila industrie alimentari e delle 740 mila aziende agricole italiane. “In questo momento difficile chiediamo di privilegiare il consumo di prodotti alimentari Made in Italy per aiutare l'economia, il lavoro e il territorio nazionale”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nel sottolineare l'importanza che “misure di ristoro adeguate siano previste per l'intero sistema agroalimentare su cui ricadono gli effetti negativi delle chiusure e delle limitazioni del canale ristorazione”.

Un’altra stima è stata fatta dal presidente nazionale di Confeuro (Confederazione degli agricoltori europei e nel mondo), Andrea Michele Tiso secondo il quale considerando il contemporaneo aumento delle vendite al dettaglio per un valore di 13 miliardi, la perdita ammonta a 30 miliardi:“Evidenziando i numeri diffusi da Ismea - afferma - siamo molto preoccupanti, anche perché riguardano alcune delle produzioni più apprezzate in Italia e nel mondo, fiori all'occhiello del settore, dal prosciutto di Parma (-30%) alla mozzarella di bufala (con punte di -60%), dai vini (-25%) all'ittico (-50%). C'è in gioco il destino di migliaia di lavoratori della filiera agroalimentare, della ristorazione e del suo indotto che hanno diritto di essere tutelati appieno dal governo - conclude Tiso - e di poter programmare le loro attività, che non possono cambiare direzione così spesso e con tempi di preavviso così limitati”.

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