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Lo “strappo” di Petrus sul Creval: «L'Opa di Credit Agricole è inadeguata, non aderiamo»

«E suggeriamo agli altri azionisti di fare lo stesso» scrive in un report Petrus che possiede il 3,015% dell'istituto valtellinese. «Il fair value della banca in ottica M&A può arrivare fino a 21,1 euro per azione»

di Flavia Carletti ed Enrico Miele

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2' di lettura

Il titolo Credito Valtellinese si muove al rialzo a Piazza a e continua a restare ben al di sopra del prezzo dell'Opa di Credit Agricole Italia. Ma intanto si infiamma il clima tra gli azionisti del Credito Valtellinese davanti all’operazione lanciata dai francesi. «Petrus Advisers ritiene che l’attuale management team abbia realizzato un lavoro eccellente e oggi il Credito Valtellinese sia una banca estremamente solida con un futuro brillante davanti a sé. Riteniamo che l’offerta pubblica di acquisto non sollecitata di 10,50 per azione annunciata da Credit Agricole sia inadeguata» ha infatti scritto in un corposo dossier l’azionista Petrus che stima il "fair value" del Credito Valtellinese in circa 13,2-17,0 euro per azione su base "stand alone" in un’ottica di medio termine e in circa 15,3-21,1 euro per azione il giusto valore in ottica M&A. Per questo, aggiungono, «non siamo interessati al tentativo di Credit Agricole di ottenere il controllo del Credito Valtellinese senza corrispondere un premio di controllo e riconoscere agli azionisti della banca una porzione adeguata del valore creato da un’operazione di M&A».

Petrus dice «no» invita gli altri soci Creval «a fare lo stesso»

Petrus Advisers, quindi, «non intende aderire all’opa» al prezzo di 10,50 per azione e e «suggerisce agli altri azionisti di fare lo stesso». Ma quali sono i motivi? «Riteniamo – si legge nel report – che l’offerta pubblica di acquisto» di Credit Agricole «rappresenti un chiaro segnale di apprezzamento nei confronti della banca e del suo management team. Tuttavia, continuiamo a credere che i termini dell’offerta siano inadeguati e non riflettano il fair value della banca per i suoi azionisti». In particolare, l’offerta «non tiene conto dell’ulteriore valore creato dallo schema di conversione delle imposte differite attive (DTA) recentemente approvato dal Governo». Questo perché «le sole DTA fuori bilancio del Credito Valtellinese valgono circa 2,1 euro per azione in ottica M&A, o circa il 20% dell’OPA. E, fatto ancora più significativo, le DTA possono essere gradualmente utilizzate dalla banca su base stand alone per circa 30 milioni all’anno».

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In base agli ultimi aggiornamenti Consob, Petrus Advisers, che di recente aveva già scritto al cda di Creval giudicando non adeguata l'offerta dei francesi, al 12 febbraio scorso possedeva una quota del 3,015% della banca.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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