basato su dati satellitari e ricerche online

Lo studio di Harvard: il coronavirus circolava in Cina già in estate. Pechino: ridicolo

Le immagini satellitari dimostrano uno strano traffico verso gli ospedali di Wuhan a partire da agosto. E anche le ricerche su Internet confermerebbero la presenza del virus già in quei giorni. Il mistero sui giochi militari di ottobre

di Biagio Simonetta

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(Afp)

Le immagini satellitari dimostrano uno strano traffico verso gli ospedali di Wuhan a partire da agosto. E anche le ricerche su Internet confermerebbero la presenza del virus già in quei giorni. Il mistero sui giochi militari di ottobre


3' di lettura

E se il coronavirus fosse esploso in Cina già ad ottobre scorso, o ancora prima? La tesi, che ha infiammato subito la discussione internazionale, arriva da uno studio condotto da Harvard Medical School, Boston University of Publich Health e Boston Children's Hospital. E rischia di sconvolgere ogni quadro di riferimento attualmente disponibile sulla pandemia in corso. Perché se il virus ha iniziato veramente a diffondersi alcuni mesi prima rispetto a quella che, orientativamente, dovrebbe essere la data del contagio zero (e cioè dicembre 2019), lo scenario della diffusione globale cambia radicalmente. Ma facciamo un piccolo passo indietro.

La versione ufficiale

La versione ufficiale, al momento, rimane la stessa: il coronavirus è esploso in Cina negli ultimi giorni di dicembre 2020. Il primo a rendersene conto fu il povero medico Li Wenliang, che a ridosso di Capodanno denunciò alcuni strani casi di SARS fra i suoi pazienti del Wuhan Central Hospital. L'oculista, poi morto proprio a causa del coronavirus, venne in un primo momento costretto a ritrattare la sua tesi dalle autorità cinesi, intente a non diffondere il panico. Ma dopo un paio di settimane di negazionismo, in cui le autorità dell'Hubei hanno giocato malissimo le loro carte, la Cina fu costretta ad ufficializzare la presenza di un nuovo virus, definito SARS-CoV2 e trasmissibile da uomo a uomo. Era il 22 gennaio, poche ore prima che Xi Jinping decise un rigido lockdown durato molte settimane. Quello che è successo da quel giorno in tutto il mondo lo conoscono un po' tutti. Ed è una storia ancora tutta da scrivere.

Lo studio americano

Per i ricercatori della Harvard Medical School, qualcosa di strano a Wuhan si è verificata già nei mesi precedenti: in particolare a iniziare da agosto, con un picco evidente ad ottobre. E lo confermano almeno due fatti del tutto particolari. Il primo riguarda le presenze negli ospedali cittadini. Dalle immagini satellitari, infatti, emergerebbe in modo clamoroso come il numero di cittadini che ad ottobre si sono recati presso i vari nosocomi di Wuhan fosse evidentemente superiore rispetto agli stessi giorni degli anni precedenti. Da un'immagine contenuta nello studio, per esempio, si nota che all'Hubei Women and Children Hospital c'è una differenza sostanziale di auto presenti nei parcheggi: 393 auto in un giorno dell'ottobre 2018 e 714 nel 2019. Poco meno del doppio. Secondo lo studio, tra settembre e ottobre, cinque dei sei ospedali di Wuhan analizzati hanno visto il loro più alto volume giornaliero di automobili. «Si tratta di un crescente numero di informazioni che indicano qualcosa che stava accadendo a Wuhan in quel momento», ha detto il dottor Brownstein alla ABC.

Il secondo fatto portato come esempio calzante nello studio americano, riguarda invece le ricerche online: l'utilizzo delle parole “diarrea” e “tosse” è aumentato notevolmente ben prima del picco nei casi confermati di Covid-19 alla fine del 2019. Segno, questo, che potrebbe voler dire che il coronavirus era già in fase di picco epidemiologico.

La risposta di Pechino

Lo studio americano, chiaramente, è basato su teorie complesse. E anche per questo dalla Cina è arrivata una presa di posizione abbastanza sentita, che alimenta ulteriormente un cielo già costellato da scontri durissimi fra i due Paesi. Da Pechino hanno bollato come «ridicolo» lo studio della Harvard Medical School. «È incredibilmente ridicolo – ha detto Hua Chunying, la portavoce del ministero degli Esteri del governo cinese - presentare una conclusione come questa basata su osservazioni superficiali come il volume del traffico».

Il mistero dei giochi militari di Wuhan

Di certo, però, l'ipotesi di un virus già in circolazione ad ottobre, alimenta i sospetti sui Giochi Militari di Wuhan, disputati nella città cinese (considerata oggi l'epicentro della pandemia) tra il 18 e il 27 Ottobre 2019. Durante quei giochi, secondo molte testimonianze, diversi atleti (anche italiani) accusarono sintomi influenzali abbastanza importanti. A quella manifestazione, giova ricordarlo, hanno partecipato circa 10 mila sportivi provenienti da oltre cento Paesi di tutto il mondo. E se veramente l'epidemia era già esplosa, quell'evento ne ha di certo aiutato la diffusione al di fuori dai confini cinesi.

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