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Loacker: 60 milioni investiti sulla sostenibilità della filiera

Un accordo con Bonifiche Ferraresi per la coltivazione di nocciole è solo uno dei progetti che l’azienda altoatesina sta portando avanti per il controllo sugli ingredienti, a partire da latte e cacao

di Emiliano Sgambato

Una fase di produzione dei wafer al cacao e nocciole di Loacker

3' di lettura

Quasi sessanta milioni investiti sulla sostenibilità della filiera, dal latte altoatesino al cacao africano, passando per le nocciole made in Italy. È la quantificazione dell’impegno di Loacker che si ottiene mettendo in fila alcuni progetti portati avanti negli ultimi anni.

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è l’annuncio di una partnership con Bonifiche Ferraresi per la coltivazione di nocciole 100% made in Italy. L’obiettivo è sviluppare nei prossimi anni un polo produttivo ecosostenibile. A Cortona (Perugia) saranno dedicati a questa coltivazione 300 ettari di terreni (di cui 33 già piantumati). E ulteriori cento ettari saranno sviluppati a Jolanda di Savoia (Ferrara), sede storica del Gruppo BF. Dal punto di vista societario il legame tra le due aziende prevede l’acquisizione, da parte di Leb srl (Loacker) di una quota pari allo 0,625% del capitale di BF Spa.

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Un’operazione che si inserisce nel progetto “Noccioleti Italiani” portato avanti da Loacker: «Utilizziamo solo nocciole italiane, i progetti sulla filiera vanno avanti ormai dal 2014 e solo negli ultimi 5 -6 anni abbiamo investito 12 milioni – racconta Ulrich Zuenelli, executive chairman di Loacker –. Oltre ai 250 ettari di noccioleti di proprietà soprattutto in provincia di Grosseto e di Siena, stiamo cercando di coinvolgere il più possibile altri coltivatori grazie alla stipula di contratti di fornitura a lungo termine e complessivamente abbiamo oltre mille ettari sotto contratto. Ovviamente pretendiamo e controlliamo che siano rispettati elevati standard di sostenibilità e qualità: le nocciole sono fondamentali per la produzione dei nostri prodotti di punta come il wafer Napolitaner e la Tortina Originale: nella loro crema di farcitura c’è oltre il 30% di nocciole».

Altro ingrediente fondamentale è il latte e in questo caso Loacker ha deciso di investire sul territorio altoatesino con attenzione quindi anche alle ricadute in termini economici e sociali sulla comunità locale. «L’accordo con la Brimi di Bressanone che raccoglie il latte Ogm free delle nostre valli – dice Zuenelli – si può quantificare in un investimento di 38 milioni, dove è stata fondamentale la realizzazione dello stabilimento di Vandoies per ottenere il siero di latte in polvere e del latte scremato per le nostre creme: con le 15mila tonnellate prodotte copriamo più del nostro fabbisogno, tanto che l’eccesso va sul mercato. Oppure è utile per nuovi sbocchi come per esempio nella partenership avviata nei gelati con Sammontana».

Non possono infine mancare la vaniglia e il cacao: dal 2018 per la verticalizzazione della filiera sono stati investiti rispettivamente 300mila euro e 6 milioni di euro. «Puntiamo sulle cooperative locali ed entro il 2031 vogliamo arrivare ad approvvigionarci esclusivamente con questo canale, ad esempio in Ecuador, Costa d'Avorio e Madacascar, realizzando anche progetti a vantaggio delle comunità coinvolte – continua Zuenelli – . Investiremo poi anche nel frumento e nel cocco per migliorare ancor più i nostri prodotti, che conterranno sempre più ingredienti di qualità e meno zucchero».

Oltre che rivolto alla filiera l’impegno è anche sul packaging: «Ad esempio nel 2021 abbiamo diminuito del 15% la plastica negli imballaggi – aggiunge Zuenelli – e più in generale portiamo avanti iniziative su tutti gli aspetti della sostenibilità».

Loacker, secondo produttore mondiale di wafer, nel 2021 ha raggiunto un fatturato di 373 milioni, in crescita del 9% sull’anno precedente. Non sarà facile però mantenere la marginalità nel futuro prossimo: «I costi sono aumentanti in media del 45% – conclude Zuenelli – non si può compensare solo con un aumento della produttività: il rialzo dei listini è inevitabile».

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