Attualità

Coronavirus. Ema: al via esame su terza dose vaccino Pfizer

Le notizie sulla pandemia di lunedì 6 settembre in diretta dall'Italia e dal mondo

I dati dei vaccinati al 5 settembre 2021
  • Emergency e Oxfam: «Dal G20 nessun passo concreto sul vaccino globale»

    «Nella risposta alla pandemia, in termini di accesso globale ai vaccini, nessun passo decisivo e concreto è stato impresso per la definizione di strategie e strumenti di medio e lungo periodo che di fronte a future pandemie, permettano di cambiare il paradigma e mettere fine alle vergognose disuguaglianze nell’accesso alle cure e ai vaccini». Così Sara Albiani, policy advisor sulla salute globale di Oxfam Italia, e Rossella Miccio, presidente di Emergency, a conclusione della Ministeriale Salute del G20. I dati - precisano le organizzazioni in una nota congiunta - sono eloquenti, come ha riconosciuto il presidente Draghi in occasione del G20 Compact with Africa: nei paesi ad alto reddito quasi il 60% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, mentre in quelli a basso reddito appena l’1,4%. Si parla di fallimento morale, il British Medical Journal è arrivato a chiedersi se non possa essere considerato un crimine contro l’umanità. Ma si tratta anche di un fallimento di politica sanitaria globale: vaccinare solo una fetta (per altro minoritaria) della popolazione mondiale e lasciare che il virus circoli indisturbato nei paesi a basso e medio reddito, semplicemente significa lasciare le porte aperte a pericolose varianti.

  • Piemonte, 17.300 vaccini somministrati. Sabato nuovo open day al Valentino

    Sono 17.304 le persone che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid comunicate all’Unità di Crisi della Regione Piemonte. A 10.880 è stata somministrata la seconda dose.Tra i vaccinati odierni, in particolare, sono 3.256 i 12-15enni, 5.074 i 16-29enni, 2.949 i trentenni, 2.119 i quarantenni, 1.704 i cinquantenni, 772 i sessantenni, 366 i settantenni, 204 gli estremamente vulnerabili e 131 gli over80. Dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 5.594.534 dosi (di cui 2.535.868 come seconde), corrispondenti all’89,8% di 6.228.030 finora disponibili per il Piemonte. Intanto, un nuovo Open Day al centro vaccinale Valentino di Torino è stato programmato per sabato prossimo: 750 i posti disponibili dalle 8 alle ore 15 per tutto il Piemonte e per tutte le fasce d'età (dai 12 anni in su).

  • Cile, via libera a Sinovac per i bambini da 6 anni in su

    L’ente regolatore sui farmaci del Cile ha approvato l’utilizzo del vaccino cinese Sinovac sui bambini sopra i 6 anni di età, permettendo a più persone di accedere alla campagna di inoculazione. Il paese sudamericano ha già approvato l’uso del vaccino Pfizer BioNTech per i ragazzi sopra i 12 anni, con 654.053 soggetti che hanno ricevuto almeno una dose da maggio. Il CoronaVac della Sinovac costituisce però la spina dorsale della campagna di vaccinazione del Cile, con più di 13 milioni dei 19 milioni di abitanti del paese completamente vaccinati finora e 19,49 milioni di dosi di CoronaVac somministrate in totale.

  • Regno Unito: 41.192 nuovi casi di contagio, 45 morti

    Il Regno Unito ha riportato oggi 41.192 nuovi casi di contagio da Covid-19 e 45 decessi attribuiti alla malattia. Il numero dei casi registrati nel paese dal 30 agosto è del 12,2% più alto rispetto ai precedenti sette giorni. Stando all’Ufficio nazionale di statistica, ci sono stati 157mila decessi attribuiti al Covid-19 nel paese.

  • Speranza (Salute): a breve l'estensione del Green Pass

    “I giovani si stanno vaccinando più delle altre generazioni e questo è un messaggio molto bello. I numeri dell’Italia sono positivi e importanti ma dobbiamo crescere ancora di più. C'è una discussione in corso, che avverrà anche nei prossimi ,che ci porterà a determinazioni che ci consentiranno di estendere la campagna vaccinale, penso all’estensione del green pass e altre ipotesi per rafforzare la campagna vaccinale”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a conclusione dei lavori del G20 Salute a Roma.

  • Agenas, ricoveri in Calabria al 19% e Sardegna al 15%

    La percentuale di pazienti Covid nei reparti ospedalieri di ’area non critica’ rispetto al totale dei posti disponibili cresce, cresce dell’1% in Basilicata (raggiungendo il 13%), in Calabria (arrivando al 19%), in Sardegna (al 15%) e in Friuli Venezia Giulia (al 9%), mentre in Sicilia resta stabilmente al 23% e quindi oltre la soglia limite, fissata al 15%. È quanto emerge dai dati del monitoraggio giornaliero dell’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), che confronta i dati di oggi, 6 settembre, con quelli di ieri.

  • Scuola, Costarelli (presidi Lazio): “Il 13 sarà un terno a lotto, disfunzionalità enormi”

    “Stiamo vivendo situazioni paradossali. Da un lato chi non ha il green pass per scelta; dall’altro chi lo ha o almeno dovrebbe averlo ma non riesce a scaricare il certificato, o chi ha già avuto la malattia ma non ha ancora ricevuto la certificazione. E noi ci troviamo nella assurdità di non potere fare entrare questi lavoratori a scuola che hanno ragione”. L'allarme arriva da Cristina Costarelli, presidente dei presidi del Lazio (Anp) e dirigente del liceo Newton nella Capitale che tracciando il bilancio dei primi giorni di rientro avvisa: “Al momento tamponiamo con il lavoro da remoto. Ma il 13 tutto questo produrrà disfunzionalità enormi. È un terno a lotto. Il problema non sono i no-vax”. Il quadro è aggravato “dall’app che potrebbe non leggere la certificazione verde - prosegue la presidente di Anp Lazio - Abbiamo riscontrato che con quella scaricata dalla regione Lazio spesso non si riesce. Mentre con l'applicazione mobile Io sì”.

    Complicano lo scenario anche i dispositivi che si utilizzano: “con alcuni tablet non si riesce a leggere il green pass, con altri sì. Ma non può essere un terno a lotto tutte le mattine”, commenta la Dirigente. Infine la questione abbassamento della mascherina nelle classi in cui tutti gli studenti sono vaccinati: “i docenti sono preoccupati. C'è paura del contagio, che il virus possa diffondersi anche se sono tutti vaccinati. Sarebbe meglio andare per gradi cominciando intanto con la mascherina. Da escludere - conclude in modo categorico - che si possa lasciare la scelta al docente o al preside in nome dell'autonomia scolastica. Sarebbe troppo rischioso. Questo è un tema sanitario. Ci servono indicazioni chiare e non discrezionali”.

    Debutta Green pass a scuola, super app dal 13 settembre
  • Regno Unito oltre i 7 milioni di casi, quinta al mondo

    Il Regno Unito supera quota 7 milioni di contagi censiti da Covid dall’inizio della pandemia. Lo certifica il ministero della Sanità, portando oggi il totale dei casi registrati nel Paese dal 2020 al quinto posto al mondo in cifra assoluta: a larga distanza da Usa (40 milioni di contagi certificati), India e Brasile, ma ormai vicinissimo a ri-superare la Russia. I contagi vanno peraltro calcolati anche in relazione ai test fatti (e nel Regno sono moltissimi), oltre che in rapporto alla popolazione: dato rispetto al quale l’isola resta alle spalle degli Usa, come di Francia, Spagna, Olanda, Cechia, Svezia o Israele fra gli altri.

  • Salvini (Lega): allarme chiusure Speranza? Sarebbe suo fallimento

    “Chiederò a Draghi che intenzioni ha” sull'estensione del Green Pass, ma “quello che non capiamo è l'allarmismo di Speranza. Se dovessimo tornare a nuove chiusure, sarebbe un suo fallimento”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, al termine della riunione della segreteria politica del partito alla Camera. Al Governo, ha poi aggiunto Salvini, “chiederò che non si metta la fiducia sul Green Pass”. “Il Parlamento conta, se ha un peso allora non metti la fiducia, visto che ci sono solo 50 emendamenti, di cui cinque della Lega”.

  • Nel pomeriggio incontro a Palazzo Chigi tra Draghi e Landini

    Il segretario della Cgil Maurizio Landini, nel pomeriggio è stato a Palazzo Chigi dove ha incontrato il premier Mario Draghi. Landini è arrivato nella sede del governo attorno alle 16:30 per lasciarla poco prima delle 18. La settimana scorsa i sindacati avevano chiesto al presidente del Consiglio un incontro urgente in vista della ripartenza e, in particolare, sulla questione Green Pass e obbligo vaccinale.

  • Fi: senza immunità gregge a inizio ottobre necessario obbligo vaccinale

    “Se entro la prima settimana di ottobre non si dovesse raggiungere l'obiettivo prefissato”, ovvero l’immunità di gregge, estendendo il green pass a tutto il mondo del lavoro pubblico e privato, “riteniamo necessario introdurre l'obbligo vaccinale per tutta la popolazione”. Così in una nota Forza Italia, al termine di una riunione con i dirigenti, i ministri, i sottosegretari e i governatori azzurri, presieduta dal coordinatore nazionale, Antonio Tajani. “Chi non può essere vaccinato per motivi di salute -si precisa- deve poter fruire dei tamponi gratuiti”.

  • Ordine medici: “Bene accesso universale sancito da Patto Roma”

    “Forte apprezzamento e sostegno, da parte dei medici, per l’impegno, assunto con il Patto di Roma dal G20 Salute, di assicurare l’accesso ai vaccini” anti-Covid “a tutta la popolazione mondiale, supportando i Paesi in via di sviluppo, e di rilanciare l’impianto universalistico dei servizi sanitari”. Li esprime Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), commentando in una nota le dichiarazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la conferenza stampa che ha chiuso la due giorni capitolina. “Garantire l’accesso universale ai vaccini è una scelta lungimirante e solidale che la Fnomceo indica da tempo - sottolinea Anelli - Risponde non solo a ragioni etiche, ma è anche una precisa strategia di sanità pubblica, ineludibile in un mondo globalizzato nel quale nessun Paese è isolato, neppure dal punto di vista epidemiologico e della circolazione del virus. Plaudiamo dunque al ministro Speranza per averla proposta e sostenuta”. “Allo stesso modo - aggiunge il numero uno della Fnomceo - abbiamo apprezzato le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che intervenendo ieri a Pavia ha spostato il dibattito sulla vaccinazione dal piano politico a quello del dovere civico e morale, e ha duramente condannato le aggressioni e le intimidazioni a medici, scienziati e giornalisti. E’ vero: vaccinarsi è un dovere civico, perché rende sostenibile il sistema di cure offerto dal nostro Servizio sanitario nazionale, liberando posti e risorse per curare anche le altre patologie. Se la vaccinazione diminuisce i ricoveri, se diminuisce la possibilità di finire in terapia intensiva e se tutti siamo vaccinati, si possono tornare a programmare interventi chirurgici, a smaltire le liste d’attesa, a curare anche tutto quello che non è Covid. La vaccinazione è lo strumento, inoltre, che permette di prefigurare finalmente il ritorno a una vita normale”.

  • Speranza: ”Estensione Green pass e altre opzioni per più vaccinazioni”

    “Dobbiamo crescere ancora di più con le vaccinazione” contro Covid-19 “e c’è una discussione in corso che avverrà anche nei prossimi giorni e che ci porterà probabilmente anche a determinazioni che ci consentiranno di rafforzare ancora di più la nostra campagna. Penso all’estensione del Green pass, come già annunciato dal presidente del consiglio Draghi, e ad ulteriori ipotesi che sono state dibattute e che possono consentirci, se dovesse servire, di rafforzare ancora di più la nostra campagna”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella conferenza stampa conclusiva del G20 Salute, a Roma.

  • Infantino a club Europa, risolviamo quarantena sudamericani

    "La consulenza su come somministrare le vaccinazioni rimane prerogativa dei gruppi consultivi tecnici nazionali sull'immunizzazione (Nitag) che guidano le campagne vaccinali" anti-Covid "in ciascuno Stato membro dell'Ue". Per questo, "mentre l'Ema valuta i dati" sul cosiddetto 'booster', "gli Stati membri possono già prendere in considerazione piani preparatori per la somministrazione di richiami e dosi aggiuntive". Lo precisa l'Agenzia europea del farmaco, annunciando di avere "iniziato a valutare una domanda per l'uso di una dose di richiamo di Comirnaty*", il vaccino di Pfizer/BioNTech, "da somministrare 6 mesi dopo la seconda dose a persone di età pari o superiore a 16 anni". L'ente regolatorio, "separatamente", sta anche "valutando i dati della letteratura sull'uso di una terza dose aggiuntiva di un vaccino a mRna - Comirnaty o SpikeVax* (il prodotto di Moderna, ndr) - in persone gravemente immunocompromesse". "Mentre queste valutazioni sono in corso - ricorda l'Agenzia - l'Ema e l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, hanno evidenziato la loro posizione attuale in una comunicazione separata" diffusa la scorsa settimana. "Sebbene Ema ed Ecdc", come si spiegava in quella nota, "non considerino urgente la necessità di dosi di richiamo del vaccino Covid-19 nella popolazione generale, l'Ema sta valutando la domanda" del produttore di Comirnaty "per garantire che siano disponibili prove a sostegno di ulteriori dosi, se necessario"

  • Ema, Stati possono già definire piani su terza dose vaccini

    "La consulenza su come somministrare le vaccinazioni rimane prerogativa dei gruppi consultivi tecnici nazionali sull'immunizzazione (Nitag) che guidano le campagne vaccinali" anti-Covid "in ciascuno Stato membro dell'Ue". Per questo, "mentre l'Ema valuta i dati" sul cosiddetto 'booster', "gli Stati membri possono già prendere in considerazione piani preparatori per la somministrazione di richiami e dosi aggiuntive". Lo precisa l'Agenzia europea del farmaco, annunciando di avere "iniziato a valutare una domanda per l'uso di una dose di richiamo di Comirnaty*", il vaccino di Pfizer/BioNTech, "da somministrare 6 mesi dopo la seconda dose a persone di età pari o superiore a 16 anni". L'ente regolatorio, "separatamente", sta anche "valutando i dati della letteratura sull'uso di una terza dose aggiuntiva di un vaccino a mRna - Comirnaty o SpikeVax* (il prodotto di Moderna, ndr) - in persone gravemente immunocompromesse". "Mentre queste valutazioni sono in corso - ricorda l'Agenzia - l'Ema e l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, hanno evidenziato la loro posizione attuale in una comunicazione separata" diffusa la scorsa settimana. "Sebbene Ema ed Ecdc", come si spiegava in quella nota, "non considerino urgente la necessità di dosi di richiamo del vaccino Covid-19 nella popolazione generale, l'Ema sta valutando la domanda" del produttore di Comirnaty "per garantire che siano disponibili prove a sostegno di ulteriori dosi, se necessario"

  • Cuba riapre gradualmente al turismo dal 15 novembre

    Le autorità cubane sperano di riattivare il loro settore turistico, la più importante fonte di valuta pregiata del Paese, a partire dal 15 novembre, quando le frontiere del Paese cominceranno ad aprirsi gradualmente, se continuerà l'evoluzione positiva della situazione sanitaria. Il ministero del Turismo ha affermato in un comunicato che questo processo sarà sostenuto dallo sviluppo nell'isola del piano di vaccinazione contro il Covid.19, dalla sua efficacia e dal completamento di una campagna di immunizzazione che in novembre dovrebbe coprire oltre il 90% della popolazione (un totale di 11 milioni di abitanti) "I protocolli igienico-sanitari - si legge nella nota consegnata ai media - saranno resi più flessibili all'arrivo dei viaggiatori, e le autorità sanitarie si concentreranno sul monitoraggio dei pazienti sintomatici, su controlli casuali e sul rilevamento della temperatura. Non verrà più richiesto un test molecolare e i certificati di vaccinazione dei turisti saranno convalidati". Commentando l'annuncio, uno specialista locale ha indicato che "la conferma definitiva di questa misura di apertura dipenderà dalla tenuta del trend favorevole nel controllo dell'epidemia". Per il momento, tuttavia, dalle statistiche epidemiologiche emergono ancora dati troppo alti, e secondo il rapporto pubblicato oggi dal ministero della Salute, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 85 morti, e 7.230 nuovi contagi.

  • Calcio,Lituania: ct Ivanauskas ha Covid,Razanauskas in panchina contro Italia

    Il commissario tecnico della Lituania Ivanauskas ha il Covid e non sarà in Italia per la sfida contro gli azzurri a Reggio Emilia, valida per le qualificazioni al Mondiale. In panchina al suo posto ci sarà il suo assistente, Tomas Razanauskas

  • Fisico, calo contagi prima volta senza lockdown

    “La novità è che non ci sono novità. E questa è una gran buona notizia”, perché “è la prima volta che questo accade senza che si sia dovuto applicare a livello nazionale o locale alcun lockdown”: è l’analisi di Luca Gammaitoni, fisico sperimentale dell’Università di Perugia che, attraverso i modelli matematici, sta seguendo l’evolversi della pandemia da Covid. “Qualche settimana fa avevamo previsto che a breve il numero dei contagiati in Umbria sarebbe diminuito, dopo aver raggiunto un massimo, e questo è quanto è avvenuto (la stessa cosa avverrà in Italia nei prossimi giorni)” ricorda Gammaitoni su Facebook. “Poiché abbiamo già assistito in passato ad un calo dei contagi, perché - prosegue - in questo caso, per questa quarta ondata, dobbiamo essere particolarmente contenti? Semplice: perché è la prima volta che questo accade senza che si sia dovuto applicare a livello nazionale o locale alcun lockdown. In tutte le altre tre ondate, era sempre stato necessario applicare delle chiusure e delle restrizioni per ottenere la formazione di un massimo e il conseguente calo. Questa è la prima volta che accade ’spontaneamente’. Il motivo è legato alla diffusione dei vaccini che stanno finalmente sottraendo persone suscettibili di essere contagiate all’epidemia. Questo ci conferma che la vaccinazione di massa è la strada giusta per battere l’epidemia una volta per tutte”. “Avanti così: vacciniamoci - conclude Gammaitoni - e facciamo vaccinare i nostri cari” .

  • Vaccini: Russia, ’in 39 milioni hanno completato il ciclo’

    In Russia, “più di 46 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose di un vaccino” contro il Covid-19 “e 39 milioni sono completamente vaccinate”: lo ha detto la vice premier russa Tatiana Golikova all’agenzia Interfax. In Russia vivono circa 144 milioni di persone.

  • Piemonte, nessun decesso e 99 nuovi casi

    L'Unita' di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 99 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 10 dopo test antigenico), pari allo 0,7% di 14.857 tamponi eseguiti, di cui 11.843antigenici. Dei 99 nuovi casi, gli asintomatici sono 49 (49.5%). I casi sono 28 di screening, 55 contatti di caso, 16 con indagine in corso, 3 quelli importati, tutti dall'estero. Il totale dei casi positivi diventa quindi 377.909, di cui 30.857 Alessandria, 17.842 Asti, 11.903 Biella, 54.546 Cuneo, 29.449 Novara, 201.463 Torino, 14.115 Vercelli, 13.517 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.552 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.665 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 21 (-1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 186 (+22 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 3.628. I tamponi diagnostici finora processati sono 6.556.707(+ 14.857 rispetto a ieri), di cui 2.054.120 risultati negativi.

  • G20: Speranza, agevolare produzione vaccini in tutti paesi

    “Condividiamo l’obiettivo di portare i vaccini in ogni angolo del mondo e agevolare la produzione in tutti i territori e non solo in alcuni angoli del mondo e il nostro impegno va in questa direzione”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, alla conferenza stampa a conclusione dei lavori del G20 Salute a Roma.

  • Oregon e Idaho, terapie intensive quasi al completo

    Anche Oregon e Idaho rientrano nella lista degli Stati Usa dove si stanno esaurendo i posti letto nelle terapie intensive, mentre sale il numero dei contagi da Covid. Le autorità sanitarie dell’Oregon hanno riferito che solo 50 dei 638 posti letto sono ancora disponibili, mentre in Idaho sono 4 su quasi 400. Solamente un pugno di Stati americani ha oltre il 30% dei posti letto ancora a disposizione, secondo il ministero della sanità Usa.

  • Appello docenti, niente green pass in atenei, firma anche Barbero

    Contro il Green pass in università hanno preso posizione centinaia di docenti, vaccinati contro il Covid e non, sottoscrivendo un appello e la sua in cui si definisce “discriminatoria” la natura del certificato digitale. L’appello dei docenti universitari contro la natura discriminatoria del ’green pass’, per ribadire che l’Università è un luogo di inclusione e per avviare un serio e approfondito dibattito sui pericoli di una tale misura, evitando ogni forma di esclusione e di penalizzazione di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo”, si legge nel testo, che ha superato le trecento adesioni, fra cui quella di Alessandro Barbero, professore ordinario di Storia Medievale all’Università del Piemonte Orientale, nonché noto divulgatore televisivo. “Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia. Tutti noi, però - si legge nell’appello -, reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione e con quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021, che chiarisce che ’è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate’ per diversi motivi o ’che hanno scelto di non essere vaccinate’”. Secondo i firmatari, “in sostanza, la ’tessera verde’ suddivide la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione)”.

  • Rasi, ’sulla terza dose di vaccino aspettiamo valutazione dell’Ema’

    “Sulla terza dose aspettiamo la valutazione dell’Ema. Credo che Israele e Uk non siano due esempi trasferibili a noi. Il trend della vaccinazione è molto buono, anche rispetto agli paesi Ue stiamo facendo molto bene. Sull’ipotesi di togliere la mascherina in classe direi vediamo, aspettiamo qualche dato in più, è difficile dare una risposta. La variante Delta è molto contagiosa. Tra i prossimi obiettivi ci sono il raggiungimento dell’80% dei vaccinati entro fine mese, poi c’è da valutare l’uso della terza dose e la conseguente macchina logistica. Bisogna valutare le categorie a cui somministrare la terza dose. Per la salute pubblica poi si può dire che dopo 9 o 11 mesi è giusto farla per tutti. Per gli indecisi bisogna aprire un confronto per spiegare i benedici dei vaccini. I governi possono imporre l’obbligo del vaccino anche senza autorizzazione dell’Ema”. Lo ha detto Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata e consulente del generale Figliuolo per la campagna vaccinale, ospite a SkyTg24.

  • In Emilia-Romagna 513 nuovi casi e tre morti

    Sono 513 i nuovi casi di positività al Coronavirus riscontrati in Emilia-Romagna nelle ultime 24 ore sulla base di 14.012 tamponi. Si contano ancora tre morti, si tratta di tre donne, di 89, 90 e 92 anni, della provincia di Ferrara. Dei nuovi positivi poco meno della metà (230) sono asintomatici, individuati grazie soprattutto al contact tracing e la loro età media è di 36,6 anni. Modena è la provincia con il maggior numero di contagi con 143 nuovi positivi. I casi attivi salgono a 15.658, il 97,1% dei quali in isolamento a casa, perché non necessitano di cure particolari. I ricoverati in terapia intensiva sono 49 (due in meno di ieri), mentre negli altri reparti Covid sono 410 (+19).

  • Consumi ortofrutta in primi 6 mesi tornano livelli pre-Covid

    Tornano ai livelli pre-Covid, nel primo semestre del 2021 i consumi di frutta e verdura delle famiglie italiane, ma sempre in calo rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto emerge dall’Osservatorio di mercato di Cso Italy Centro servizi ortofrutticoli, su elaborazione dei dati Gfk, secondo il quale i 2,9 milioni di tonnellate di ortofrutta fresca acquistata tra gennaio e giugno sono diminuiti del 5% anno su anno, ma per una quantità invariata rispetto alla media del triennio 2017-2019. Un dato positivo arriva dall’ortofrutta biologica che sale a 171 mila tonnellate con una crescita dell’1% rispetto al 2020. Analizzando le singole categorie, il primo semestre si chiude con 1,48 milioni di tonnellate di frutta acquistata, il 6% in meno rispetto al 2020, con un prezzo medio di 2,27euro/kg, in discesa del 3% sullo scorso anno. Le dieci specie più richieste sono state arance, mele, banane, clementine, fragole, pere, limoni, kiwi, ananas e mandarini. Per gli ortaggi i volumi sono leggermente al di sotto del 1,5 milione di tonnellate, con una flessione del 5% rispetto al 2020. In classifica tra le più vendute spiccano le patate, sebbene in ribasso dopo il record del 2020, con poco meno di 190 mila tonnellate; seguono pomodori, carote e finocchi, tutti con volumi inferiori all’annata precedente, poi zucchine, insalate, cipolle, carciofi, cavolfiori e broccoli. Da inizio anno il prezzo medio di acquisto si è attestato a 2,02 euro/kg, con una lieve contrazione dell’1% anno su anno.

  • Campania; 11 nuove vittime, incidenza in calo

    Dati in chiaroscuro sul fronte Covid in Campania: nel bollettino di oggi cala l’incidenza nonostante il ridotto numero di tamponi domenicali, si allenta la pressione sugli ospedali ma per il secondo giorno consecutivo si contano 11 nuove vittime, di cui ben nove nelle ultime 48 ore e due risalenti ai giorni precedenti. I contagi censiti nel bollettino dell’Unità di crisi sono 192 su 10.248 test: l’incidenza è dell’1,87%, contro il 2,18 del giorno precedente. L’occupazione delle terapie intensive scende a quota 28 (-3), quella delle degenze a 351 (-18).

  • Un decesso e 17 nuovi contagi oggi in Trentino: ricoveri in calo

    Un decesso e 17 nuovi contagi oggi in Trentino. Scendono a 17 i ricoverati in ospedale dopo la dimissione di ieri. Sul fronte dei nuovi positivi ci sono 4 casi tra under 19: 1 tra 3-5 anni, 2 tra 6-10 anni, 1 tra 14-19 anni. La campagna vaccinale ha invece toccato quota 700mila somministrazioni di cui 320.318 sono seconde dosi.

  • Anelli, circa 1.000 medici non vaccinati ma in attività

    “Sono presumibilmente circa 1500, secondo i dati della Federazione nazionale ordini dei medici (Fnomceo), i medici non vaccinati: di questi, circa 1000 stanno ancora esercitando la professione, ovvero quasi il 70% sul totale dei non vaccinati”. Lo afferma il presidente Fnomceo Filippo Anelli, che lancia un appello ai colleghi non immunizzati - ma che possono vaccinarsi perchè non hanno motivazioni legate al loro stato di salute - a sottoporsi subito alla vaccinazione. Dei 1500 medici non vaccinati, 500 sono attualmente sospesi. Altri 120, prima sospesi, hanno regolarizzato la propria posizione comunicando l’avvenuta vaccinazione.

  • In Friuli Venezia Giulia 35 casi e nessun decesso

    Oggi in Friuli Venezia Giulia su 1.144 tamponi molecolari sono stati rilevati 32 nuovi contagi (tra cui 2 migranti/richiedenti asilo nell’area udinese) con una percentuale di positività del 2,80%. Sono inoltre 696 i test rapidi antigenici eseguiti dai quali sono stati rilevati 3 casi (0,43%). Nella giornata odierna non si registrano decessi. Sono 15 le persone ricoverate in terapia intensiva e 48 gli ospedalizzati in altri reparti. Lo comunica il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute. Complessivamente i decessi ammontano a 3.805, con la seguente suddivisione territoriale: 815 a Trieste, 2.018 a Udine, 678 a Pordenone e 294 a Gorizia. I totalmente guariti sono 106.313, i clinicamente guariti 102 mentre le persone in isolamento scendono a 1.275. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono stati registrati complessivamente 111.558 contagi con la seguente suddivisione territoriale: 22.332 a Trieste, 51.794 a Udine, 22.435 a Pordenone, 13.450 a Gorizia e 1.547 da fuori regione. Per quanto riguarda il Sistema sanitario regionale non è stata rilevata alcuna positività così come nessun caso è stato rilevato nelle strutture residenziali né tra operatori né tra gli ospiti.

  • Al via in Grecia somministrazione vaccino fuori dalle chiese

    La Grecia ha iniziato a somministrare i vaccini contro il Covid-19 fuori dalle chiese, in un programma pilota annunciato di recente dal governo per incoraggiare le persone a immunizzarsi. Le unità mobili hanno iniziato a somministrare i farmaci ad Archanes, vicino a Heraklion sull’isola di Creta, con il monodose Johnson and Johnson. Cinquantadue gli appuntamenti nel primo giorno, più altri di persone che si sono presentate spontaneamente. Il governo ha annunciato il programma il mese scorso, prima a Creta e poi nelle città del resto del Paese.

  • Speranza, ’impegno G20 per vaccini a tutti e sostegno Paesi via sviluppo’

    “Dal G20 un impegno importante per assicurare l’accesso ai vaccini a tutta la popolazione mondiale, soprattutto offrendo sostegno ai Paesi in via di sviluppo”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza sui social, mentre si avvia a conclusione il G20 Salute a Roma.

  • Costa, «sì obbligo Green pass a lavoratori luoghi dove è chiesto ai clienti»

    “Ritengo ragionevole e di buon senso estendere l'obbligo del #greenpass anche a dipendenti e lavoratori dei luoghi dove è già previsto l'utilizzo del certificato verde per utenti e clienti, penso a bar, ristoranti, mezzi di trasporto”. Lo scrive in un tweet il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

  • Ema: al via esame richiesta su terza dose vaccino Pfizer

    L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha avviato l’esame della domanda da parte di Pfizer per l’uso di una terza dose del vaccino da somministrare 6 mesi dopo la seconda dose nelle persone dai 16 anni in su. L’esito della valutazione è previsto nelle prossime settimane. “Il comitato per i medicinali umani dell’Ema - si legge nella nota - effettuerà una valutazione accelerata dei dati presentati dalla società che commercializza Comirnaty, compresi i risultati di uno studio clinico in corso in cui circa 300 adulti con sistema immunitario sano hanno ricevuto una dose di richiamo circa 6 mesi dopo la seconda dose”. L’esito della valutazione, precisa l’ema, è atteso nelle prossime settimane, a meno che non siano necessarie informazioni supplementari.

  • In Sardegna 123 nuovi casi e 3 decessi

    In Sardegna si registrano oggi 123 ulteriori casi confermati di positività al Covid, sulla base di 1.326 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 1.862 test. Si registrano 3 decessi: un uomo di 64 anni e due donne di 83 e 98 anni, tutti residenti nella Provincia del Sud Sardegna.

  • Burioni, ’vaccino come cinture auto, se tutti lo usano salva vite’

    “Chi allaccia la cintura può morire in un incidente stradale, ma se tutti allacciano le cinture meno gente muore negli incidenti stradali. E’ lo stesso principio per cui un singolo vaccinato può trasmettere la malattia, ma se tutti si vaccinano il virus circola di meno”. Lo sottolinea su Twitter il virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Roberto Burioni, che in un secondo ’cinguettio’ aggiunge: “A proposito di cinture di sicurezza, non solo c’è chi muore pur avendola allacciata, ma c’è pure chi è morto proprio a causa della cintura di sicurezza. Nonostante questo - conclude - solo negli Usa l’utilizzo delle cinture salva 15mila vite all’anno. Stesso discorso per i vaccini”.

  • Israele verso immunità di gregge entro 2 mesi

    Israele potrebbe raggiungere l’immunità di gregge contro Covid-19 entro 2 mesi. Ne sono convinti funzionari del ministero israeliano della Salute, citati dall’emittente pubblica ’Kan’, che legano l’obiettivo alla capacità del Paese di mantenere alto il ritmo delle vaccinazioni. In quel caso, “c’è una buona probabilità che entro il prossimo mese o 2 raggiungeremo una situazione che è molto simile all’immunità di gregge”, hanno dichiarato. Secondo i funzionari, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19, mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l’80% della popolazione relativamente protetta dal virus, riportando il Paese a una situazionale analoga a quella di inizio giugno, ovvero prima della diffusione della variante delta. Gli ultimi studi riferiti da ’Channel 13’ sostengono che le persone che hanno ricevuto la terza dose sono protette al 96% dal Covid-19.

  • Fedriga: battaglia vaccinazioni si vince coinvolgendo cittadini

    «È chiaro che su specifiche categorie servirà l’obbligo vaccinale e sono più che disponibile a ragionarci, però l’obiettivo deve essere quello di camminare coi cittadini». Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine del festival di giornalismo ’Link’ a Trieste. «Riteniamo che l’obbligo possa creare delle distorsioni - ha sottolineato Fedriga - ovvero anche delle radicalizzazioni di posizioni. Non a caso tra i sanitari, dove c’è l’obbligo, purtroppo non abbiamo una partecipazione al 100%, quindi questa battaglia dobbiamo vincerla coinvolgendo i cittadini».

  • In Basilicata 4 casi e 32 guariti

    Nella giornata di ieri sono stati processati 302 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 4 (tutti relativi a residenti in Basilicata), sono risultati positivi. Nella stessa giornata sono state registrate 32 guarigioni (29 riferite a residenti in Basilicata).

  • In Abruzzo 4 nuovi casi e un decesso

    Sono 4 i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, che portano il totale dall'inizio dell'emergenza a 79.591. Il totale risulta inferiore in quanto sono stati eliminati 4 casi, comunicati nei giorni scorsi, risultati duplicati o in carico ad altra Regione. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 2534 (si tratta di un 83enne della provincia di Teramo). Lo comunica l'Assessorato regionale alla Sanità. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 74.874 dimessi/guariti (+109 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 2183* (-110 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 464 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall'inizio dell'emergenza, sui quali sono in corso verifiche. Sono 83 i pazienti (invariato rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 4 (-1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 2096 (-109 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 493 tamponi molecolari (1346777 in totale dall'inizio dell'emergenza) e 1307 test antigenici (728552). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.22 per cento.

  • Vaccini: da asma a miocarditi, i pediatri rispondono a dubbi

    «È importante vaccinare contro il Covid i bambini e ragazzi dai 12 anni in su» perché «anche se non soffrono di altre malattie, sono a rischio di ricovero e forme gravi». E, a vaccinarsi, possono e dovrebbero essere anche coloro che soffrono di allergie, asma e celiachia o altre malattie croniche che li espongono a maggior rischio. A sottolinearlo è un poster con le 8 domande più frequenti sulla vaccinazione Covid-19 per bambini e adolescenti, messo a punto dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) per sensibilizzare in vista della ripresa dell’anno scolastico. Il poster, che le famiglie troveranno esposto negli studi pediatrici, passa in rassegna i principali dubbi e paure associati alla vaccinazione, a partire dalle miocarditi: «è difficile stabilire un collegamento diretto con il vaccino» i casi che si sono verificati, oltre che rarissimi, spiegano i pediatri, «sono stati tutti di modesta entità e si sono risolti in breve tempo». Non è stato associato un aumento di trombosi in chi è stato vaccinato con vaccini a mRNA e «non sono consigliati né esami per valutare lo stato di coagulazione del sangue specifici pre vaccinali né terapie preventive». Quanto al rischio di infertilità collegata al vaccino, la mancanza di dati e «l’assenza completa di una base teorica credibile» non la rende un’ipotesi plausibile. Rispetto all’assunzione di paracetamolo prima del vaccino meglio evitarla: «potrebbe ridurre la risposta immunitaria dell’organismo al vaccino», va invece usata in caso di effetti collaterali. No, infine, ai test sierologici pre vaccino: «possono generare falsi positivi o falsi negativi e avere conseguenze gravi». Il Poster sarà inviato a tutti gli 11.000 pediatri aderenti alla Sip, attraverso la rivista Pediatria e sarà lanciato sui social media per promuovere una sensibilizzazione anche attraverso Facebook.

  • Meno di 1.000 casi a Tokyo, prima volta dal 19 luglio

    Tokyo ha registrato 968 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, scendendo così sotto quota 1.000 per la prima volta dal 19 luglio scorso: lo riporta il Japan Times. I dati indicano un progressivo calo delle infezioni nella capitale giapponese, con una media giornaliera (calcolata sull’ultima settimana) di 2.414 contagi contro i 3.708 della settimana precedente. Nonostante il trend al ribasso, il numero dei casi gravi rimane elevato a quota 267, tre in più rispetto a domenica. Nelle ultime 24 ore Tokyo ha registrato 16 decessi provocati dal Covid.

  • Zaia: «L'80% dei ricoveri in terapia intensiva è non vaccinato»

    «Abbiamo superato i 13 milioni di tamponi da febbraio 2020. Nelle ultime 24 ore abbiamo registrato 274 positivi su 13mila tamponi circa, con un'incidenza di 2,1%, mentre sono 458.467 i positivi da inizio pandemia. 9 i nuovi ricoveri (+6 in area non critica e +3 in terapia intensiva, per un totale rispettivamente di 233 e 52 ricoveri. Non siamo davanti a una curva che sta flettendo, abbiamo alcune realtà che passano da scenario 1 a scenario 2 , come le province di Verona e Padova. È una situazione gestibile ma è una situazione che ha bisogno dell'aiuto dei cittadini sia per il comportamento (mascherine, evitare assembramenti) sia per le vaccinazioni. Confermo che l'80% dei ricoverati in terapia intensiva sono non vaccinati, mentre i non vaccinati nelle aree non critiche sono oltre il 70%». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel corso del punto stampa.

  • Da Ecdc 77 milioni per potenziare controllo varianti

    Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha assegnato oltre 77 milioni di euro a 24 paesi dell’Unione europea per rafforzare le infrastrutture che eseguono il sequenziamento del genoma e i tamponi molecolari nei programmi nazionali di salute pubblica, in modo da potenziare la loro capacità di rilevare subito e monitorare le varianti del virus SarsCov2, sia quelle note che emergenti. Il supporto viene in risposta alla richiesta avanzata dall’Ecdc alla Commissione europea di implementare le attività parte del programma ’Incubatore Hera’ dell’Ecdc, per la rilevazione rapida delle varianti del virus nell’Unione europea. La cifra stanziata si basa sui bisogni indicati dai singoli paesi nelle loro domande. Le attività saranno finanziate al 90% dall’Ecdc, e il rimanente 10% dai paesi stessi. I progetti dovrebbero partire questo settembre-ottobre e terminare il 30 settembre 2022. “In questo modo gli stati membri potranno ampliare in modo significativo la loro capacità di rilevare e monitorare le varianti del SarsCov2 - commenta la direttrice dell’Ecdc, Andrea Ammon - A lungo termine, le infrastrutture rafforzate contribuiranno anche ad un’analisi potenziata delle epidemie basata sul genoma, oltre che ad una migliore sorveglianza e preparazione per altre malattie infettive”.

  • Agenas, intensive in Sicilia e Sardegna al 14% e 13%

    Cresce in 4 regioni, a livello giornaliero, il tasso di occupazione delle terapie intensive da parte dei pazienti Covid (Sardegna, Sicilia, Campania e PA di Bolzano) tornando al 13% in Sardegna e al 14% in Sicilia, ben oltre la soglia d'allerta del 10%. Mentre cala in Calabria, Umbria e Veneto. È quanto emerge dai dati del monitoraggio giornaliero dell'Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), che confronta i dati di ieri, 5 settembre, con quelli del giorno precedente. La percentuale di pazienti Covid nei reparti ospedalieri di 'area non critica' rispetto al totale dei posti disponibili cresce, invece, dell'1% in Basilicata (raggiungendo il 12%) e cala in Friuli Venezia Giulia e Sardegna, mentre in Sicilia resta stabilmente al 23% e quindi oltre la soglia limite, in questo caso stabilita pari al 15%. Questi i valori di occupazione dei posti Covid rispettivamente in terapia intensiva e nei reparti di area medica in tutte le regioni e province autonome: Abruzzo (3% e 6%), Basilicata (3% e 12%), Calabria (8% e 18%), Campania (6% e 10%), Emilia Romagna (6% e 5%), Friuli Venezia Giulia (9% e 3%), Lazio (7% e 7%), Liguria (4% e 4%), Lombardia (4% e 6%), Marche (10% e 6%), Molise (0% e 7%), Pa di Bolzano (5% e 6%), Pa di Trento (0% e 3%), Piemonte (4% e 3%), Puglia (4% e 8%), Sardegna (13% e 14%), Sicilia (14% e 23%), Toscana (10% e 8%), Umbria (8% e 7%), Valle d'Aosta (0% e 0%), Veneto (4% e 3%). A livello nazionale i valori sono stabili e pari al 6% e 7%.

  • India, con chiusura scuole il 37% ha abbandonato

    Un’indagine resa nota oggi, condotta da volontari di alcune organizzazioni non-governative mostra l’impatto devastante della chiusura delle scuole nelle campagne indiane: nei 18 mesi di chiusura, il 37% dei bambini è uscito dai percorsi scolastici mentre solo l’8% ha studiato regolarmente con la didattica a distanza. Ma anche tra chi ha continuato in qualche modo a studiare, almeno la metà risulta incapace di leggere più di qualche parola. Lo studio, che ha coinvolto oltre 1.500 famiglie in 15 stati del paese, si è incentrato, oltre che sulle campagne, sulle aree più povere delle città, gli slum e i quartieri degradati, dove i bambini non hanno alternative alle scuole pubbliche. Nelle aree urbane la situazione è solo leggermente migliore, con il 24% degli scolari che hanno seguito le lezioni online regolarmente. Le difficoltà principali per i bambini sono state ovunque la mancanza di smartphone o tablet, la cattiva qualità delle connessioni e l’impossibilità di pagare i costi. Nelle campagne, appena il 51% delle famiglie ha uno smartphone, a differenza del 77% che lo possiede nelle zone urbane. Nelle aree rurali, inoltre, solo raramente gli insegnanti hanno inviato ai bambini i materiali per lo studio online. Lo studio mostra che anche l’insegnamento attraverso le televisioni, tentato in vari stati, non ha funzionato come alternativa alle lezioni in presenza, mentre quasi ovunque la chiusura ha messo in pericolo la sicurezza alimentare garantita ai bambini dal pasto quotidiano fornito dalle scuole . A fronte della stragrande maggioranza dei genitori, il 90%, che chiede la riapertura delle scuole, chiuse dal marzo del 2020, quando il Premier decretò il primo lockdown nazionale, sono appena cinque gli stati, l’Uttar Pradesh, Delhi, l’Haryana, il Maharashtra e il Punjab che hanno riaperto le aule dall’inizio di settembre. Tra moltissime cautele: solo per gli studenti delle superiori, con tutto il personale scolastico vaccinato, e limitando al 50% le presenze ammesse. New Delhi ha annunciato oggi la costituzione di una cabina di regia per coordinare le riaperture a livello nazionale.

  • Cdc, in Usa ricoveri under 17 aumentati 5 volte per Delta

    I ricoveri ospedalieri per Covid in bambini e adolescenti tra 0 e 17 anni, negli Usa, sono aumentati di circa 5 volte da giugno ad agosto 2021, in coincidenza con la diffusione della variante Delta. E, nello stesso arco di tempo, sono aumentate di 10 volte le ospedalizzazioni di bimbi sotto i 4 anni. A mostrare che la pandemia, pur essendo sempre la stessa, è ora ben diversa per i più piccoli, è un nuovo studio pubblicato nel Morbidity and Mortality Report dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), che evidenzia come questi ricoveri siano stati più alti negli Stati con una copertura vaccinale inferiore. L’analisi mostra che negli Usa il tasso di ospedalizzazione settimanale associato a Covid per 100.000 tra bambini e adolescenti durante la settimana terminata il 14 agosto è stato quasi 5 volte superiore al tasso registrato durante la settimana terminata il 26 giugno 2021. Inoltre, limitatamente ai bambini tra 0 e 4 anni, il tasso di ospedalizzazione durante la settimana terminata il 14 agosto 2021 è stato quasi 10 volte superiore rispetto a quella terminata il 26 giugno 2021. Le visite al pronto soccorso e i ricoveri sono state di oltre 3 volte superiori negli stati con i tassi di vaccinazione più bassi (quelli del Sud) rispetto agli stati con i tassi di vaccinazione più elevati. Infine, tra i ragazzi non vaccinati (tra 12 e 17 anni) il tasso di ricovero era 10 volte superiore a quello tra gli adolescenti vaccinati. Questo, però, non significa che la variante Delta abbia effetti più aggressivi sui giovanissimi. “Le proporzioni di ospedalizzati per Covid”, scrive il team del Cdc, “erano simili prima e durante la predominanza della Delta”: a cambiare è stato il fatto che tra di loro ci sono stati più contagiati. Per questo, “la vaccinazione ampia è una componente fondamentale delle strategie per proteggere le popolazioni pediatriche”. Oltre a questo, è consigliato “l’uso della mascherina a partire dai 2 anni di età nelle scuole e in altri spazi al chiuso destinati all’infanzia”.

  • Recovery, ok dell’Ecofin ai piani di Repubblica Ceca e Irlanda

    Il Consiglio dell’Ue Economia e finanze ha accolto oggi con favore la valutazione dei piani di ripresa e resilienza della Repubblica Ceca e dell’Irlanda. Le decisioni attuative del Consiglio sull’approvazione dei due piani saranno adottate mediante procedura scritta poco dopo la videoconferenza dei ministri di oggi. Lo comunica una nota del Consiglio dell’Ue. «L’adozione delle decisioni consentirà a questi Paesi di avviare l’attuazione delle riforme e degli investimenti delineati nei loro piani nazionali, con l’obiettivo di favorire la ripresa dalla pandemia di Covid-19 e rendere le loro economie adatte al futuro. Consente inoltre alla Repubblica Ceca di firmare una convenzione di sovvenzione con la Commissione e di ricevere un prefinanziamento del 13%. L’Irlanda non ha chiesto di anticipare una parte dei fondi stanziati», si legge nella nota.

  • Molise, contagi stabili ma aumentano ricoveri

    Sostanzialmente stabile il numero dei contagi nell’ultima settimana in Molise mentre sale quello dei ricoverati. Negli ultimi sette giorni i nuovi casi in regione sono stati 109 contro i 11 della settimana precedente. Il tasso di positività però è in calo e passa dal 4,5 di lunedì scorso al 3,9 di oggi (2744 i tamponi effettuati). Sale leggermente il numero degli attualmente positivi che sono ora 258 contro i 243 di lunedì scorso. In ospedale sono ora 13 i pazienti ricoverati mentre una settimana fa erano 8. Resta comunque vuota la terapia intensiva e nella settimana non si sono registrati decessi.

  • Coldiretti, ad agosto +10 miliardi per ristorazione e ospitalità nonostante green pass

    Agosto ha fatto segnare un significativo incremento dell'ospitalità e degli incassi per la ristorazione, per un valore stimato in quasi 10 miliardi di euro, nonostante l'entrata in vigore dell'obbligo del green pass per i locali al chiuso. È quanto afferma la Coldiretti, nel sottolineare come si tratti di una vera boccata d'ossigeno per i circa 360mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi presenti in Italia che si trasferisce positivamente sull'intera filiera. «Anche se i valori risultano ancora inferiori a quelli di prima della pandemia, si tratta di un risultato importante che – sottolinea l’associazione – non può essere messo a rischio dalla ripresa dei contagi e da nuove chiusure che limitano le opportunità dei cittadini e mettono in crisi il primato Made in Italy nell'enogastronomia a livello internazionale. Per mangiare fuori casa è destinato oltre 1/3 del totale dei consumi alimentari delle famiglie italiane con una tendenza all'aumento che non si è mai arrestata prima dell'emergenza Covid, mentre nel 2020 si è dimezzato (- 48%) il fatturato della ristorazione».

  • Mele (pediatri Simpe): mascherine in aula? Precauzioni non sono mai troppe

    «Le precauzioni non sono mai troppe. Noi ad esempio abbiamo finito di svolgere un congresso per la prima volta in presenza e avevamo tutti la mascherina pur essendo tutti vaccinati. L'idea del test rapido salivare la si deve prendere in considerazione nel momento in cui c'è una classe in cui non tutti sono vaccinati». Così il professor Giuseppe Mele, Presidente della Società Italiana Medici Pediatri, ai microfoni della trasmissione “L'Italia s'è desta”, su Radio Cusano Campus.

  • Messa (Università e Ricerca): andare avanti, libertà collettiva ha la prevalenza

    «Bisogna pensare agli altri in questo momento e non a se stessi. Capisco che uno possa pensare che questa sia una lesione della propria libertà individuale, ma esiste una libertà collettiva che ha prevalenza». Così il ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, rispondendo in diretta su Radio24 nel corso della trasmissione 24 Mattino a una domanda sulla lettera di alcuni professori universitari contro il green pass. «Il mondo dell'università è quello dove la dialettica è forse al suo massimo - ha proseguito il ministro -. Gli studiosi sono persone, hanno le loro opinioni e convinzioni che portano avanti, in genere, non tutti purtroppo ma la maggior parte, sulla base dello studio. Io li ascolto assolutamente perché credo serva sempre ascoltare, ma poi bisogna tenere ferma la barra e andare avanti».

  • Save the Children: 10-16 milioni di bambini rischiano di non tornare a scuola

    «In un quarto dei paesi del mondo, l’educazione di centinaia di milioni di bambini rischia di collassare. Già prima della pandemia 258 milioni di bambini in tutto il mondo, un sesto della popolazione totale in età scolare, non avevano accesso all'istruzione e oggi si stima che 10-16 milioni di bambini rischino di non tornare mai più a scuola a causa delle conseguenze economiche del Covid-19 perché costretti a lavorare o a contrarre matrimoni precoci». Questo l'allarme lanciato da Save the Children, l'organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. «Crisi climatica, carenza di vaccini contro il Covid-19, sfollamenti, attacchi alle scuole e mancanza di connessione digitale stanno mettendo a rischio l’accesso all'istruzione - spiega l'organizzazione -. In 48 paesi nel mondo, in particolare, l'educazione è ad altissimo rischio. Un rischio che non risparmia neppure gli studenti in Italia, che dopo un anno e mezzo di dad, fanno registrare una grave perdita di apprendimento, con una ’dispersione implicita’ che sale di 2,5 punti nella media nazionale, con importanti disparità territoriali e una drammatica ricaduta sul Mezzogiorno».

  • In «era Covid» triplicate richieste d’aiuto legate al suicidio

    Crescono ancora, in questo secondo anno passato in pandemia, le richieste d'aiuto legate al suicidio ricevute dall'organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia. Nella prima metà del 2021 sono state quasi 3mila le persone che si sono rivolte all'organizzazione perché attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un proprio caro, quasi il triplo rispetto alle segnalazioni del periodo pre Covid. I dati raccolti dall'organizzazione rivelano, inoltre, una tendenza al peggioramento con il protrarsi dell'emergenza Covid-19, confrontando il primo semestre del 2020 e quello del 2021 emerge, infatti, un aumento percentuale delle segnalazioni legate al suicidio di oltre il 50%. Le richieste d'aiuto, arrivate attraverso i tre servizi di Telefono Amico Italia - il numero unico 02 2327 2327, la chat WhatsApp al 324 011 7252 e Mail@mica, attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it - sono arrivate per la maggior parte da donne (il 51,2%) e da giovani tra i 19 e 25 anni (21,3%) e tra i 26 e i 35 (19,6%).

  • Mattarella: non si invochi libertà per sottrarsi al vaccino

    il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri nel suo intervento all’apertura dell’anno accademico dell’Università di Pavia, ribadito anche da un post su Twitter, è stato esplicito: «Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi, con l’eccezione di chi non può farlo per salute, e di svolgere una vita normale frequentando luoghi di lavoro o svago, costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunciare alla propria possibilità di recuperare in pieno luoghi e modi e tempi di vita».

  • Cartabellotta (Gimbe): su obbligo superare nodi politici e operativi

    «Obbligo vaccinale? Vanno superate problematiche politiche ed operative. In Parlamento probabilmente non ci sarebbero i numeri per approvarlo e bisogna ragionare sulle sanzioni per chi non adempie all'obbligo. Strategia di chiamata diretta ha funzionato poco perché i medici di base non riescono a risalire dagli archivi ai pazienti non vaccinati». Lo ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L'Italia s'è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sul numero dei vaccinati in Italia e il possibile obbligo. «Noi ad oggi abbiamo oltre 38 milioni persone che hanno completato il ciclo vaccinale e poco più di 4.6 milioni che hanno fatto una sola dose - ha affermato Cartabellotta -. Il dato è sicuramente positivo, tenendo conto anche che ad agosto c'è stata una flessione importante per varie ragioni. Ci sono più di 16 milioni senza neanche una dose, dai quali bisogna sottrarre i 5 milioni di bambini da zero a 11 anni. Di fatto, da un punto di vista epidemiologico, quando c'è una fetta di popolazione che non può essere vaccinata non si può utilizzare il termine di immunità di popolazione perché la fascia di popolazione non vaccinabile è una sacca di circolazione virale».

  • Pm Torino a Telegram, oscurate chat No Vax

    La procura di Torino ha emesso un decreto di sequestro della chat Telegram ’Basta dittatura’, tra gli strumenti di comunicazione di alcuni gruppi No Vax e No Green Pass. Dalla struttura legale del social, informata via mail dai magistrati secondo quanto riferisce nelle pagine locali il quotidiano La Stampa, non è ancora arrivata una risposta ufficiale e nei prossimi giorni potrebbe essere avviata una rogatoria internazionale. La chat è quella che ha pubblicato, tra i vari riferimenti, i numeri di telefono di Palazzo Chigi, dall’ufficio per la Comunicazione a quello del programma di governo, ma anche di noti virologi e di politici.

  • Nuova Zelanda, fine lockdown eccetto a Auckland

    La Nuova Zelanda abolirà il 7 settembre il lockdown anti- Covid eccetto nella città di Auckland, epicentro del focolaio provocato dalla variante Delta del coronavirus, dove la misura rimarrà in vigore per almeno un’altra settimana. Nel resto del Paese circa 3 milioni di persone saranno libere di uscire di casa e le scuole riapriranno giovedì dopo una pausa di 3 settimane. Nelle ultime 24 ore la Nuova Zelanda ha registrato 20 nuove infezioni per il terzo giorno consecutivo, un dato che porta il totale dei casi del focolaio legato alla variante Delta a quota 821, di cui 40 ricoverati in ospedale e sei in terapia intensiva..

  • Fedriga (Fvg): Sull’obbligo vaccini meglio usare buonsenso o è controproducente

    Per il prosieguo della campagna vaccinale preoccupano “gli over 50 che non hanno prenotato il vaccino. In Friuli Venezia Giulia siamo nella media nazionale, ma ci sono persone che non riusciamo a intercettare. Credo sia necessario rasserenare il clima, mettere da parte le posizioni rigide - che a volte mi sembrano perfino strumentali oltre che controproducenti - e trovare un equilibrio del buonsenso”. Lo afferma, in un’intervista a ’Il Giornale’, Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni. “Io sono per la volontarietà e non per l’obbligatorietà, credo che il vero successo sia convincere a vaccinarsi - continua - Certo ci sono alcune valutazioni che spettano al Cts. È chiaro che sui medici e il personale sanitario una valutazione va fatta, ma la prima cosa è spiegare come stanno le cose e smentire le tante fake-news che vengono messe in circolazione”. Alla domanda se esiste su questi temi una spaccatura all’interno della Lega, Fedriga commenta: “In queste settimane ho scoperto dai retroscena dei giornali mie opinioni che non conoscevo. Il rapporto con i gruppi parlamentari è costruttivo, non c’è una linea dei governatori contrapposta a quella di altri, c’è prima di tutto la volontà di Matteo Salvini”. “I no vax sono solo una piccola parte di chi non è vaccinato, poi c’è gente che ha paura o è poco informata”, osserva Fedriga secondo il quale bisogna “innanzitutto avvicinare la vaccinazione ai cittadini, portandola nei centri più piccoli e più distanti dalle città. Poi serve il contributo dei medici della medicina generale che possono fare molto per spiegare l’utilità della vaccinazione. Il terzo punto è la comunicazione istituzionale. Dobbiamo smentire le sciocchezze che circolano scendendo sullo stesso terreno di chi le veicola, lavorando molto sui social”.

  • Ricciardi: Green pass per tutti i lavoratori o si arriverà a obbligo vaccinale

    In Italia sul fronte della lotta al Covid si sta tenendo la situazione sotto controllo, “anche se l'estate ha aiutato molto e l'apertura delle scuole e il ritorno negli uffici potranno creare nuove occasioni di contagio. La copertura vaccinale attuale non ci mette del tutto al sicuro, ma permette di controllare una risalita dei contagi che difficilmente sarebbe esponenziale come in passato”. Così Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all'Università Cattolica e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato da ’La Stampa’. “Una stima dei No vax? Non sono più del 3 per cento - assicura -, ma ora il vero lavoro va fatto sul 20 per cento di indecisi. Per questo bisogna estendere il green pass a tutte le attività possibili e in un secondo momento considerare l'obbligo. Per tutelare la salute, e l'economia, bisogna incrementare la vaccinazione. Se non bastasse il green pass andrebbe preso inconsiderazione l'obbligo”. Per Ricciardi, quindi, il green pass va esteso a tutti i lavoratori, “agli statali, alle forze dell'ordine e gradualmente a tutte le attività che prevedono assembramenti al chiuso”.

  • In Italia 79,1 milioni di somministrazioni, 38,7 milioni immunizzati

    In Italia sono state somministrate 79.158.422 di dosi di vaccino anti Covid , l’89,8% del totale di quelle consegnate, pari finora a 88.142.098. Le persone immunizzate, che hanno quindi completato il ciclo vaccinale, sono 38.699.389, il 71,65% della popolazione over 12. E’ quanto riporta l’ultimo aggiornamento del report del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria.

    Vaccini in tempo reale

  • Sileri (Salute): Ora a pieno ritmo con i vaccini o si rischia grosso

    “Comincia una settimana chiave. Spero davvero che, finite le vacanze, dopo il calo della seconda metà di agosto, ora riprendano a pieno ritmo le prenotazioni e le vaccinazioni. Altrimenti si rischia grosso...”. Così il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, al ’Corriere della Sera’. “Basta leggere le previsioni dell'Oms - spiega -: da qui a dicembre in Europa il Covid potrebbe fare altri 236mila morti, cioè altri 30mila da noi. E sapete il motivo? Ci sono 3,7 milioni di italiani over 50 che ancora non sono vaccinati, non hanno ricevuto nemmeno la prima dose. E con questi numeri, se il virus non si ferma, dopo la quarta ondata potremmo avere anche la quinta”.

  • Locatelli (Cts): Obbligo sui vaccini è scelta politica, presto la 3^ dose

    “L'introduzione dell'obbligo di vaccinazione anti Covid è una decisione che spetta alla politica. Il premier Draghi e il ministro Speranza sono stati chiari. È una delle opzioni da considerare, attuabile anche in base all'articolo 32 della Costituzione”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, intervistato dal ’Corriere della Sera’. “Dialogo, persuasione e convincimento restano sempre la strada maestra - spiega -. La scelta di non immunizzarsi nuoce soprattutto a chi la prende. Oltre a ’non volersi bene’, significa non voler procedere nella direzione del senso di responsabilità civile. I dati non mentono. Mostrano con chiarezza che il numero dei pazienti vaccinati ricoverati in terapia intensiva è molto contenuto. Numeri che dovrebbero far riflettere chi ancora si tira indietro”. Al momento, prosegue Locatelli, “non ci sono condizioni che prefigurino un'evoluzione dell'epidemia tale da dover ricorrere” a nuove chiusure”. “È un bene, tuttavia, ricordarlo come possibile scenario - sottolinea -. La partita del futuro si gioca sulla vaccinazione ma anche su comportamenti individuali responsabili: indossare la mascherina negli assembramenti, distanziamento, igiene delle mani”. Nessuna paura poi per la riapertura delle scuole: “E’ una priorità. Il Paese è in una situazione al momento favorevole e anche un'eventuale crescita dei contagi dovrebbe essere gestibile. Non dimentichiamoci che ha ricevuto almeno una dose di vaccino il 90% del personale scolastico, più del 70% dei 15-19enni e quasi la metà dei 12-14enni. I ragazzi sono stati ammirevoli”. Locatelli infine si dice favorevole all'estensione del green pass (”anche questa, in ogni caso, sarà una decisione politica”) e apre alla terza dose di vaccino: “Si partirà molto presto con i pazienti immunodepressi. È in fase avanzata la discussione per offrire una terza dose agli over 80, ai ricoverati nelle residenze sanitarie assistite, le Rsa, al personale sanitario”.

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