Consegne a domicilio

Lockdown e paura del virus spingono i conti di Eismann

L'ad Paolino: una tendenza destinata a continuare Fatturato 2020 a 100 milioni

di Carlo Andrea Finotto

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Consegne in crescita. L'effetto Covid e lockdown fa salire il fatturato Eismann

L'ad Paolino: una tendenza destinata a continuare Fatturato 2020 a 100 milioni


3' di lettura

Una frase fatta dice che le imprese debbano trasformare le crisi in opportunità. La pandemia di coronavirus è sicuramente una crisi senza precedenti. E alcune aziende, in effetti, la stanno traducendo anche in un’opportunità. Tra queste c’è Eismann Italia, specializzata nella vendita online e nella consegna a domicilio di prodotti surgelati. Un caso singolo rivelatore di un trend generale, almeno per chi ha saputo farsi trovare pronto con la trasformazione digitale.

In Italia Eismann è presente da più di 30 anni: il gruppo tedesco da cui è nata è infatti sbarcato nella Penisola nel 1988, a 24 anni dalla sua nascita . In seguito il gruppo è stato acquisito da un fondo e successivamente è stato riacquistato dai manager con un’operazione di management bayout ideata dall’amministratore delegato di Eismann Italia, Giovanni Paolino. Ora il gruppo è presente oltre che in Italia e Germania, anche in Austria e Olanda.

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Nel 2019 Eismann Italia ha raggiunto un fatturato di 98 milioni di euro, ma nel 2020, a dispetto della forte crisi economica indotta dall’epidemia e dai conseguenti lockdown, il fatturato si stima supererà i 100 milioni, mentre l’Ebitda è stimato a fine anno a 4,5 milioni, rispetto ai 3,2 dell’esercizio precedente.

Del resto, secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, gli acquisti dei consumatori (su siti sia italiani sia stranieri) nel comparto Food&Grocery varranno 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 55%, quasi un miliardo in valore assoluto in più rispetto al 2019.

Lo stesso studio sottolinea come la componente più rilevante (87% del comparto) sia rappresentata dall’alimentare: in questa categoria i prodotti da supermercato diventano il principale segmento online, con una crescita dell’85% rispetto al 2019 e un valore di 854 milioni di euro. Seguono il food delivery (cibo pronto consegnato a domicilio) con 706 milioni (+19%) e l’enogastronomia (prodotti di nicchia) con 589 milioni (+63%).

Allargando lo sguardo, l’Osservatorio sottolinea anche un altro aspetto: «La pandemia e il lockdown hanno creato uno dei cambiamenti più profondi e radicali del retail degli ultimi dieci anni. Le disposizioni governative, la trasformazione di alcune abitudini di consumo e il potenziamento dei progetti ecommerce da parte di numerosi attori del settore generano effetti visibili sui numeri del mercato italiano: a fronte della crescita più rilevante di sempre degli acquisti online di prodotto (+5,5 miliardi di euro in 12 mesi), i servizi dimezzano il loro valore (-47%) a causa della crisi che ha colpito, in primis, turismo e trasporti».

Secondo l’amministratore delegato di Eismann, Giovanni Paolino, «la pandemia e il timore di contrarre l’infezione frequentando luoghi chiusi e affollati ha incrementato le richieste di consegne di generi alimentari direttamente a casa. Questa tendenza è stata particolarmente accentuata durante i mesi di picco del Covid-19 e sta proseguendo tutt’ora». Eismann ha aumentato in modo esponenziale i preordini e la capacità operativa di consegna entro le ventiquattro ore. Ha incrementato la flotta aziendale e di conseguenza il numero degli incaricati alla vendita di circa 70 unità.

C’è però un altro aspetto: nel periodo di lockdown sono esplose le ricerche per la spesa/consegna a domicilio ma su un campione di 11.500 aziende sono ancora poche quelle utilizzano strumenti di comunicazione e commercio digitali (dati dell’Osservatorio 4.Manager). Eismann, la cui sede italiana è a Sona (Verona), conta 49 filiali, 850 venditori e 240 dipendenti. Serve oltre 350mila famiglie.

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