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Coronavirus: lockdown locali, scuole chiuse, vaccinazione mirata. Ecco le misure nelle Regioni per scongiurare la zona rossa

Lombardia, Emilia Romagna e Campania potrebbero però passare lunedì nella fascia di massimo rischio

Coronavirus, i vaccinati al 4 marzo 2021

3' di lettura

Chiusura delle scuole in singoli comuni, piazze e strade interdette per evitare assembramenti, territori in lockdown, campagne straordinarie di vaccinazione sugli abitanti di centri a rischio, colori “rafforzati”: tutto per frenare il diffondersi dell’epidemia da covid aggravata dall’effetto varianti. Ma, nonostante le misure messe in campo, le Regioni con indici di contagio più alto rischiano comuque lo scivolamento in zona rossa. Lombardia (da venerdì 5 marzo in “arancione rafforzato”), Emilia-Romagna e Campania potrebbero ritrovarsi da lunedì nella fascia di massimo rischio. La decisione sarà decretata dalla riunione della cabina di regia del governo dopo l’analisi dei dati da parte del Cts.

Lombardia: vaccinazioni mirate

La situazione pandemica della Lombardia è in peggioramento (il numero di ricoverati in terapia intensiva è salito a 506). Pesano soprattutto le varianti, in modo particolare quella inglese che è presente nel 64% dei casi. Brescia è la provincia dove continuano ad aumentare i casi: quasi il 30% dei contagi è concentrato qui. La Regione, ha predetto Guido Bertolaso, consulente per la campagna vaccinale, si avvia «a passo spinto verso la zona rossa». Intanto dopo solo un paio di settimane di zona gialla e cinque giorni in arancione, dalla mezzanotte di giovedì 4 marzo si passa all’arancione “rafforzato”. Status in cui erano già tutti i comuni della Provincia di Como, 18 comuni della Provincia di Mantova, 9 della Provincia di Cremona (compreso il capoluogo), 13 comuni della provincia di Pavia e 10 comuni della città Metropolitana di Milano.

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Nel comune varesotto di Viggiù, cittadina al confine svizzero inserita in fascia rossa e poi passata in arancione scuro, particolarmente colpita proprio dalla variante inglese, la Regione sta portando avanti da sabato una campagna straordinaria di vaccinazione di massa su tutta la popolazione maggiorenne. Il modello, ha detto lo stesso Bertolaso, potrà essere replicato per casi analoghi.

Le tre gradazioni di colore dell’Emilia-Romagna

Anche l’Emilia-Romagna stringe ancora le maglie per contenere il coronavirus. La Regione è in fascia arancione (segnalata in “rosso scuro” nella mappa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sull'incidenza dei contagi da Covid-19 nell’Ue) ma da giovedì 4 marzo per tre settimane le province di Bologna (incidenza di 425 casi su 100mila bitanti dal 22 al 28 febbraio) e Modena (incidenza di 337 casi su 100mila abitanti nello stessa settimana) sono entrate in “zona rossa”. Nelle prossime ore si tratterà di capire se il colore si estenderà al resto della province.

L’arancione scuro è scattato invece nel Reggiano che prevede quale misura principale la chiusura delle scuole a partire dalle elementari, come già accade a Rimini, Ravenna e Cesena: in questa area rimangono consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni. Completa il quadro delle restrizioni in Emilia-Romagna, non previste da ordinanza regionale ma dai Comuni coinvolti, lo stop alle scuole superiori (ad eccezione delle quinte al 50%) dal 4 marzo per Forlì, Forlimpopoli e Galeata (fino al 14 marzo).

Campania: chiusure dei singoli comuni

Dal 24 febbraio, tranne che in un’unica giornata, la Regione (in zona arancione) è sempre stata sopra i duemila positivi (oltre 80mila quelli complessivi attuali). Il presidente Vincenzo De Luca ha disposto dal 1° al 14 marzo la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia (0-6 anni), la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado nonché delle università nell’attesa che sia ultimato il piano di vaccinazione per il personale scolastico. Nell’ordinanza si invitano i cittadini ad «evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile».

Nel frattempo si moltiplicano i provvedimenti dei singoli comuni che, giorno dopo giorno, hanno inasprito i divieti. Gli ultimi, in ordine di tempo, in provincia di Napoli: a Bacoli dal fine settimana il sindaco chiuderà i mercati e le aree pubbliche; a Torre Annunziata il primo cittadino ha stabilito che dal 3 al 15 marzo dalle 11 alle 22 alcune strade saranno chiuse al pubblico. Misure simili erano state prese dai sindaci di altri centri come Sant’Anastasia (Napoli), Scafati (Salerno) e Cetara, dove la percentuale dei positivi si è rivelata più alta della media regionale.

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