ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo sviluppo dei porti

Logistica e cantieristica, primi investitori per la Zes Ionica

L'area tra Puglia e Basilicata fa leva sullo scalo di Taranto. Iniziativa di Confindustria a Port Days 2022

di Domenico Palmiotti

3' di lettura

Logistica, cantieristica navale, digitalizzazione: sono gli investimenti che puntano alla Zes (Zona economica speciale) Ionica. Un’area che si estende per complessivi 2.579,41 ettari di cui 1.518,41 in Puglia e il resto in Basilicata e che fa leva sul porto di Taranto. Zes che dallo scorso 19 settembre ha attivato lo sportello unico digitale per semplificare e accelerare le procedure burocratiche preliminari all'avvio degli investimenti.

Lo ha annunciato Floriana Gallucci, commissario della Zes Ionica, ad una iniziativa di Confindustria svoltasi a Taranto, nel porto, nell'ambito di Port Days 2022, presente il vice presidente di Confindustria con delega all'internazionalizzazione Barbara Beltrame Giacomello. «Sono già pervenute una serie di richieste. L'iter – ha dichiarato il commissario Gallucci – è un’autorizzazione semplificata. Stiamo attivando le competenze che ci attribuisce la legge, quindi pareri velocissimi, silenzio assenso nella misura in cui gli enti locali o gli enti preposti non porteranno avanti le iniziative. Il mio motto è fattore tempo».

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Sulle domande degli investitori, «le istruttorie – ha spiegato il commissario – sono fatte dalla struttura di supporto. Le attività sono in corso». Sugli investimenti nella Zes Ionica, il commissario Gallucci ha affermato che «in termini di investimenti sono parecchi milioni di euro, ma a noi adesso interessa valutare il piano industriale con un grandissimo indice rispetto al valore occupazionale».

Beltrame Giacomello: essenziali porti e logistica

«Porti e logistica possono spingere assolutamente l'internazionalizzazione delle nostre imprese. Ce ne siamo resi conto in questi due anni col problema della pandemia e anche della guerra. Abbiamo visto quanto sono essenziali i porti in questo momento», ha affermato Barbara Beltrame Giacomello, vice presidente Confindustria. Ma i porti, per Beltrame Giacomello, sono importanti «anche per quello che riguarda la sostenibilità. Inoltre, senza avere dei porti tecnologici importanti in tutto il mondo, avremmo anche difficoltà a reperire molte merci. Credo quindi che sia il momento buono per portare un porto come quello di Taranto ad essere un hub europeo e internazionale».

Gli investimenti del Pnrr, ha aggiunto Beltrame Giacomello, «hanno alzato il livello competitivo dei porti, ma c'é da fare di più. Io sono convinta che c'è da fare di più e soprattutto adesso con i soldi che arriveranno dal Pnrr per i porti, qui per noi Italia è l'occasione per diventare degli hub europei internazionali». Beltrame Giacomello ha parlato anche di export ricordando che «sono usciti poco tempo fa dei dati dal nostro sistema confindustriale». I dati «sulla internazionalizzazione non sono diminuiti – ha sostenuto – anzi devo dire che proprio grazie alla internazionalizzazione e grazie alle nostre aziende che esportano, noi stiamo andando avanti molto bene».

Avanza progetto Eco Industrial Park

«La Zes riscuotendo successo ed è uno strumento utile per incrementare la presenza imprenditoriale che abbia come riferimento il porto di Taranto» ha aggiunto Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio. Per l'Eco Industrial Park, progetto che punta alla Zes, «stiamo aspettando l'ultimo documento per chiudere la procedura interna. È un investimento importante – ha aggiunto Prete – che intercetta il finanziamento del Pnrr e con capitali privati prevede anche la realizzazione di una piattaforma logistica-imprenditoriale green innovativa».

L'Eco Industrial Park, previsto nell'area (75 ettari) ex Distripark, è un progetto da 212,462 milioni di euro. «Le Zes sono finalmente partite e il porto di Taranto diverrà il più importante del Mediterraneo. Come Confindustria abbiamo già chiesto una sede, ci crediamo tantissimo, e penso che nei prossimi cinque-dieci anni qui ci sarà un cambiamento totale» ha infine commentato Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto.


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