intervista a

«Logistica e Zes subito, si rafforzi la tratta Roma-Pescara»

Per il presidente di Confindustria Abruzzo: cruciale l’utilizzo dele risorse del Recovery Fund

di Nicoletta Picchio

default onloading pic
Marco Fracassi. Presidente di Confindustria Abruzzo

Per il presidente di Confindustria Abruzzo: cruciale l’utilizzo dele risorse del Recovery Fund


2' di lettura

Un anno determinante per l’economia dell’Abruzzo. Potrà essere di svolta rispetto alla crisi provocata dalla pandemia, se si verificheranno alcune condizioni. Le elenca Marco Fracassi, presidente di Confindustria Abruzzo, convinto che la sua Regione abbia una serie di punti di forza da cui ripartire: un’industria farmaceutica che nel 2020 è cresciuta, un comparto agroalimentare e quello aerospaziale che hanno tenuto e registrato anche qualche segno positivo, a fronte dell’automotive che invece ha perso terreno. Soffre il tessile-abbigliamento e nel turismo si può parlare di un vero e proprio crollo.

Sarà l’uso delle risorse del Recovery Plan a fare la differenza, dice Fracassi, con, al primo posto, quel rafforzamento della tratta ferroviaria Roma-Pescara che è in tutti gli elenchi delle priorità ma che deve partire, garantendo non solo una rapidità di spostamento tra e persone, ma anche, e soprattutto, delle merci. Circa 250 chilometri che andrebbero inseriti anche nelle reti europee Ten-T, per poter utilizzare i fondi Ue destinati ai corridoi.

Loading...

È un’infrastruttura decisiva, così come è fondamentale far partire la Zes, la Zona economica speciale. È stata istituita, deve essere nominato il commissario», dice Fracassi. Che spera in una accelerazione: la Zes coprirebbe alcune aree dell’Abruzzo, dando vantaggi fiscali e una maggiore rapidità burocratica. Logistica, burocrazia, fisco: le tre parole chiave del rilancio regionale. Logistica, soprattutto: «è strategica, le nostre aziende devono poter raggiungere i mercati nel mondo più rapido e meno costoso possibile. Inoltre nessuna impresa fa più magazzino, bisogna essere sempre più rapidi nelle consegne», dice il presidente degli industriali.

Una necessità ancora più impellente dopo questo periodo di crisi a causa Covid, con il pil della Regione che si è ridotto di un quarto rispetto all’anno precedente. E dopo quel -16,3% di export registrato a luglio. Grazie alle misure per il sostegno della liquidità concesse dal governo il sistema industriale tutto sommato ha tenuto. Ed anche l’occupazione non ha avuto scossoni: l’Istat ha confermato il tasso di occupazione abruzzese al 58,6 per cento.

Ma la prova del nove arriverà a 2021 inoltrato, quando, a fine marzo, scadrà il blocco dei licenziamenti e a mano a mano che si ridurranno le protezioni statali sulla liquidità. «Speriamo di riuscire a gestire la situazione: che le imprese non chiudano, con la conseguenza di licenziamenti collettivi, e che le misure di politiche attive possano attutire i contraccolpi», continua Fracassi.

Bisogna anche accelerare l’uso delle nuove tecnologie e la digitalizzazione. «L’Aquila è una delle città in cui è prevista la sperimentazione del 5G» dice Fracassi. Bisogna potenziare anche Industria 4.0, un impegno che vive in prima persona come presidente del Digital Innovation Hub regionale, Match 4.0, inserito tra quelli europei. C’è da affrontare, inoltre, sottolinea Fracassi, la ricostruzione delle zone del terremoto. Una particolare attenzione va data alle aree interne: «c’è bisogno di politiche mirate per evitare la desertificazione». E bisogna far crescere le piccole imprese del territorio. Le potenzialità però ci sono tutte. A condizione, conclude Fracassi, che si facciano al più presto gli interventi necessari.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti