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Logistica green, la Carta di Padova traccia la nuova rotta

Dalla piattaforma digitale della Fiera di Padova, due giorni di dibattito e di business con i leader del settore

di Marco Morino

3' di lettura

Dai porti al cargo aereo, dai corrieri all'autotrasporto e fino ai magazzini e ai treni merci, gli operatori della logistica, pur soffrendo inevitabili perdite nei volumi dei traffici, in questi mesi non si sono fermati un solo minuto, neppure durante il lockdown, nel quale anzi hanno garantito un contributo determinante alla tenuta economica e sociale del paese, assicurando le forniture di generi di prima necessità. La logistica, rivendicano con orgoglio le imprese del settore, non è la cenerentola dell'economia né una opaca commodity della produzione, ma una vera e propria industria che consente, tanto più a un paese che vive di importazioni di materie prime ed esportazioni di beni finiti o semilavorati, di restare nel G7 e nel G20 e tra i paesi più industrializzati ed economicamente solidi del mondo.

Le nuove sfide a cui è chiamata la logistica italiana, a partire dalla sostenibilità, saranno al centro giovedì 12 e venerdì 13 novembre di Green Logistisc Intermodal Forum, l’evento interamente digitale organizzato dalla Fiera di Padova. I leader del settore si ritrovano sulla piattaforma digitale della Fiera di Padova per discutere sia degli investimenti e delle politiche già avviate, sia delle iniziative da prevedere nei prossimi mesi.

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Due gli appuntamenti principali della prima giornata di lavori: il primo convegno “Infrastrutture per l'intermodalità del prossimo decennio- Progetti operativi per il completamento del sistema infrastrutturale italiano” vedrà la partecipazione dei principali protagonisti dell'intermodalità e della portualità italiana.

Il secondo, “La Carta di Padova - insieme per una logistica Sostenibile” presenterà il documento che tredici associazioni non solo della logistica hanno definito come piattaforma condivisa per avviare azioni comuni finalizzate alla reale sostenibilità ambientale, sociale ed economica del sistema logistico e trasportistico nazionale. Del resto, in un Paese dove oltre l’80% delle merci viaggia su gomma, come il nostro, l'intermodalità sia tra ferrovia e strada, sia tra marittimo e ferrovia ha amplissimi margini di crescita e rappresenta una modalità di trasporto che è più pulita e sostenibile del tutto strada.

La Carta di Padova

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La “Carta di Padova”, promossa da SOS-Log, Assologistica, Green Logistics Expo e Interporto Padova, intende rappresentare un manifesto, a firma di un ecosistema esteso di rappresentanza, che riconosce l’importanza per un impegno a favore di una logistica sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico: un check-point, una presa d’atto dell'esigenza di lavorare congiuntamente alla definizione di una nuova cultura e nuovi paradigmi che tengano in considerazione la necessità di muovere merci in maniera più sostenibile ed efficiente. Un documento che vuole contribuire fattivamente al dibattito pubblico e istituzionale inserendo la logistica, l’industria delle industrie, tra le opportunità per uno sviluppo sostenibile della politica industriale italiana ed europea.

Introdurrà la Carta di Padova, Daniele Testi, presidente SOS-LOGistica e della commissione sostenibilità di Assologistica, a cui seguirà una relazione di Ivano Russo, direttore di Confetra con un intervento dedicato ai programmi europei Green New Deal e Next Generation visti come opportunità per la logistica. Spiega Daniele Testi: «La Carta di Padova è una presa di posizione del settore che intende impegnarsi definendo una strategia di medio periodo che poggia su quattro pilastri: formazione e informazione, sviluppo e sostegno all'innovazione e all'ICT, definizione di elementi e modalità di valutazione comuni e condivisi, ricerca di nuove risorse e nuove governance. Questo documento è un punto di partenza attraverso il quale chi si riconosce in questi obiettivi può condividere, mettendole a disposizione delle istituzioni e della pubblica opinione idee innovative sul tema della logistica sostenibile anche con l'obiettivo di sfruttare al meglio le opportunità messe a disposizione dalla Commissione europea».

Sul tema dell'intermodalità, Matteo Gasparato, presidente Uir (Unione interporti italiani), riassume i principali di temi di discussione: «Il ruolo che la rete degli interporti italiani svolge nell'obiettivo di sviluppo e modernizzazione del Paese è oramai chiaro a tutti. Un ruolo che è svolto in sinergia con la rete portuale nazionale assieme alla quale siamo l’asse portante del sistema logistico nazionale che, ricordo vale il 9% del Pil, comprende 108 mila imprese che fatturano circa 85 miliardi e soprattutto ne investono 6. Ecco perchè è necessario che il Parlamento provveda alla revisione della legislazione di riferimento (legge 240 del 1990) proprio per adeguarla al sempre più importante ruolo assunto dagli Interporti nel nostro sistema trasportistico. Questo per avere una maggiore coerenza fra politiche Ue e nazionali attraverso nuovi e specifici organismi e strumenti di coordinamento. È importante anche organizzarsi per attingere ai futuri finanziamenti della programmazione comunitaria 2021-2027 attualmente in discussione».

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