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Lombardia avanti adagio

Primo trimestre positivo anche se in rallentamento. Corrono le vendite per l’effetto-listini. Previsioni più pessimistiche per i prossimi mesi

di Luca Orlando

(Mario Savoia - stock.adobe.com)

3' di lettura

Avanti adagio ma comunque avanti. Guerra, vincoli alla supply chain e rincari dell’energia rallentano ma non inchiodano la produzione industriale lombarda, che nel primo trimestre pur riducendo l'intensità della crescita congiunturale avanza comunque dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, decisamente meglio rispetto alla media nazionale registrata dall’Istat, che vede invece un calo congiunturale dello 0,9%.

Ancora robusta, nella rilevazione di Unioncamere Lombardia, la variazione tendenziale, +11,2%, anche questo caso ben oltre la media nazionale, che vede una crescita di appena un punto. Risultato positivo diffuso a quasi tutti i settori con l'eccezione dei Mezzi di trasporto che registrano un live calo tendenziale (-0,1%).

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Situazione mediamente positiva confermata dal dato record sull’utilizzo degli impianti, che sfiora l’80%, ben al di là dei livelli pre-crisi. Dati positivi anche sul fronte occupazionale, dove il saldo tra ingressi e uscite è pari allo 0,7%, livello toccato solo lo scorso anno in un trimestre e superato solo nel 2018. Tonicità del mercato del lavoro confermata anche dalle richieste di Cig: la quota sul monte ore trimestrale è di appena lo 0,5%, in linea con i livelli pre-Covid.

Fanno ancora da traino al recupero produttivo gli ordini esteri, cresciuti del 4,0% rispetto al trimestre precedente anche se resta positiva anche la domanda interna (+2,7%).

Crescono maggiormente in questo trimestre i settori del comparto moda (Abbigliamento, Pelli-Calzature e Tessile) ma scontano gap significativi da recuperare rispetto al dato medio, in particolare Abbigliamento e Tessile.

Rimane alta l'attenzione sui prezzi per i rincari di beni energetici, delle materie prime e componenti varie.

Rispetto al I° trimestre 2021 i prezzi delle materie prime sono cresciuti mediamente del 57,6% per le imprese industriali e del 76,8% per le artigiane. Persistono difficoltà di approvvigionamento con rallentamenti e interruzioni delle catene di fornitura.

Le aspettative delle aziende per il prossimo trimestre si fanno più caute. Rimangono in area positiva per l'industria ma i saldi si riducono per tutte le variabili con quote cospicue di imprese che non prevedono variazioni nei livelli.

Se la produzione rallenta, l’effetto prezzi continua a gonfiare i ricavi: il fatturato a prezzi correnti dell'industria segna infatti ancora un buon risultato tendenziale (+19,1%) e un incremento rispetto al trimestre precedente dell'1,7%. Gli incrementi di prezzo dei prodotti finiti in atto, con un ulteriore crescita dell'8,3% congiunturale, influiscono evidentemente sul risultato.

«I risultati positivi del trimestre - evidenzia il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio - sono sostenuti da portafogli ordini ancora ai massimi: per la maggior parte dei settori il problema non sembra essere la domanda, ma una capacità produttiva ostacolata da carenza di materiali e componenti e prezzi dell'energia crescenti. Gli imprenditori reagiscono a queste difficoltà con aspettative ancora positive per il prossimo trimestre, ma in netto peggioramento riflettendo le loro preoccupazioni».

«La positività complessiva dei dati non deve illudere - spiega il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella - : a inizio 2022 assistiamo a un trascinamento della fortissima crescita registrata negli ultimi trimestri del 2021 e gli effetti del conflitto in Ucraina si stanno traducendo in una forte incertezza e volatilità che rappresentano i due principali nemici dell'impresa. I segnali di uno scenario in peggioramento del quadro economico lombardo sono innanzitutto nell'indice delle scorte di magazzino: -7,5% le materie prime e -6,8% dei prodotti. Questo significa che, esaurite le scorte, i costi delle produzioni in corso sono direttamente correlati ai prezzi attuali dei materiali oltre che alla volatilità dei costi dell'energia. I margini che l'industria aveva risultano quindi tutti assorbiti e a questi livelli di prezzo si può resistere 3 mesi, oltre i quali vi è una tempesta all'orizzonte. In questo quadro va riconosciuta agli imprenditori lombardi una sorprendente capacità di adattamento nel lavorare con un orizzonte di brevissimo termine».


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