il confronto in europa

Lombardia, competitività in caduta

Nessuna regione italiana ha un livello superiore alla media europea

di Gi.Ch.


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(Fotogramma)

2' di lettura

Non c’è neppure una regione italiana con un livello di competitività positivo, cioè superiore alla media europea. E la perdita di slancio non riguarda solo il Sud ma anche il resto del Paese, compresa la Lombardia che fino a poco tempo fa era indicata tra i “motori d'Europa”, al pari della Baviera o dell'Ile-de-France. Il quadro disarmante viene fuori dall'edizione 2019 dell'Indice di competitività regionale pubblicato ieri dalla Commissione europea.

Aggiornato ogni tre anni, misura tra l'altro la qualità delle istituzioni, la stabilità macroeconomica del Paese, le infrastrutture, la sanità, la qualità del sistema educativo di base e superiore, ma anche la capacità di innovazione. In tutto 74 indicatori, di cui 8 inseriti per la prima volta. «La perdita di competitività della regioni italiane è particolarmente evidente – ha spiegato il direttore generale della Dg Regio, Marc Lemaitre davanti alla mappa del nuovo indice – nessuna è in area positiva. Questo – ha aggiunto – si riflette sull'andamento del reddito procapite. Negli ultimi dieci anni questo processo ha riguardato tutto il Paese, da Nord a Sud”. Emblematico è il caso della Lombardia: con un indice di -0,07 resta comunque la regione italiana più competitiva, ma rispetto alla media Ue è indietro su diversi indicatori: qualità delle istituzioni, stabilità macroeconomica nazionale, educazione di base, educazione superiore, formazione permanente, reattività tecnologica. Fa meglio, invece, su sanità, dimensioni del mercato e “business sophistication». Dallo studio, emergono anche due messaggi generali. Il primo è la forte correlazione tra indice di competitività e livello di crescita. Il secondo, meno scontato, è la correlazione inversa tra competitività e disuguaglianze economiche. In sostanza, i territori e le economie meno competitive crescono di meno, e questo è comprensibile, ma ciò contribuisce a far aumentare la disuguaglianza tra le persone.

Nel cogliere molte sfaccettature, nelle intenzioni della Commissione l'indice vuole essere uno strumento nelle mani di autorità locali e nazionali per monitorare, valutare e orientare lo sviluppo nel tempo, confrontandolo con altre regioni.

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