CABINA DI REGIA 

Coronavirus fase 2, pressing delle Regioni ma Conte frena. Patuanelli: valutare riaperture su base regionale

Si è riunita in videoconferenza la cabina di regia Governo - rappresentanti di Regioni e Comuni. È stata l’occasione per affrontare il tema della possibile exit strategy che porti all’avvio della Fase 2

Coronavirus: arriva Immuni, la nuova app per tracciare i contagi

Si è riunita in videoconferenza la cabina di regia Governo - rappresentanti di Regioni e Comuni. È stata l’occasione per affrontare il tema della possibile exit strategy che porti all’avvio della Fase 2


5' di lettura

Le Regioni premono per qualche riapertura prima del 3 maggio, giorno in cui scadrà il lockdown previsto dall’ultimo decreto del Presidente del Consiglio ma il Governo chiude. Si è tenuta nella serata del 18 aprile la riunione della cabina di regia in videoconferenza tra il premier e i rappresentanti di Regioni ed enti locali. Per le Regioni hanno partecipato Fontana, Bonaccini e Musumeci, per i Comuni Decaro, Raggi e Pella. Per i ministri, Francesco Boccia e Roberto Speranza e il sottosegretario Riccardo Fraccaro.

Le Regioni hanno avanzato quattro richieste al presidente del Consiglio. Tra queste, quella di «prevedere la possibilità di riapertura, anche dal 27 aprile dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto e di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale». I Governatori hanno anche chiesto di «adottare linee guida nazionali lasciando autonomia alle Regioni per contemplare le singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali».

A favore di una riapertura graduale su base regionale si è espresso Stefano Patuanelli. «Si può ragionare - ha detto il ministro dello Sviluppo Economico - su una regionalizzazione delle aperture: nelle zone con un numero inferiore di persone positive è più facile valutare la catena dei contatti».

Palazzo Chigi: nessun allentamento misure prossima settimana
Il Governo comunque è prudente. Nessuna riapertura prima del 3 maggio. E nessuna riapertura all’inizio della prossima settimana. «Le notizie filtrate circa l’apertura di attività produttive o l’allentamento di misure restrittive per lunedì prossimo sono prive di fondamento - sottolineano fonti di Palazzo Chigi -. Per la settimana prossima rimangono in vigore le misure già previste, che scadono il 3 maggio, e non è prevista nessuna modifica. Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare ma non sono tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione».

«Intesa governo-Regioni su linee guida nazionali»
Le stesse fonti hanno chiarito che in occasione della cabina di regia «le Regioni hanno convenuto sulla opportunità di avere delle linee guida nazionali in modo da gestire in modo coordinato e uniforme questa ripresa delle attività economiche».

«Si lavora a piano nazionale attività produttive
Nel pomeriggio il presidente del Consiglio ha avuto una riunione, sempre in videoconferenza, con il capo della task force per la “fase 2” Vittorio Colao, alcuni esponenti del comitato tecnico scientifico (tra cui il presidente Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Css Franco Locatelli), e ministri tra cui Speranza, Boccia e il sottosegretario Fraccaro. Dopo l’incontro tra Conte, ministri, Colao e scienziati fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che «si sta lavorando a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza. Un programma che integri una gestione organizzata e coordinata delle attività industriali, della logistica, dei trasporti e che tenga sotto controllo la curva epidemiologica nella prospettiva di un controllo della sua risalita senza che si torni ad affrontare situazioni di sovraccarico delle strutture ospedaliere».

Dal 4 maggio ipotesi riapertura imprese,per cittadini idea fasce età
Nella riunione che ha preceduto quella della cabina di regia sarebbe stata presa in considerazione, in vista del 4 maggio, l’ipotesi di riaperture delle attività produttive, facendo attenzione all’impatto sulla tenuta dei territori sul piano sanitario. E, quanto ai cittadini, misure graduate anche sulle fasce d’età, con maggiore cautela per le persone anziane. Nulla di deciso e sui singoli punti si confrontano esigenze ed opinioni diverse, ma nell’incontro sarebbe emersa l’idea di partire con le attività produttive e procedere con più gradualità delle persone, che potranno uscire di casa per andare al lavoro. Dovrebbero riaprire i parchi ma dovrebbero esserci limitazioni per le persone anziane. Grande attenzione, anche nella fase della ripartenza, sarà posta sulla sanità, con la predisposizione di Covid Hospital e di luoghi per la quarantena dei positivi asintomatici, perché venga limitato il contagio.

La proposta della Lombardia: riaperture Fase 2 per filiere
Tra le proposte che la Lombardia aveva delineato prima della cabina di regia serale con Conte quella di riaprire nella nella fase 2 non in base ai codici Ateco (che classificano le aziende in base alla produzione) ma piuttosto per filiere. La richiesta di ripartire per filiere produttive a cerchi concentrici è, infatti, una di quelle avanzate ieri, 17 aprile, nel tavolo regionale del patto per lo sviluppo. Già dopo l’incontro il governatore Attilio Fontana aveva parlato della convinzione che la riapertura dovesse partire dai cantieri edili. Si tratta non solo di quelli pubblici ma anche di quelli privati. A quanto si apprende, si sta anche valutando il via libera al tessile, alla moda e alla filiera delle automobili. Ma attenzione va anche al settore dei mobilieri e dell’artigianato non aperto al pubblico dove non c’è una concentrazione alta di lavoratori. Il tutto, è l’intenzione, nel rispetto delle disposizioni sanitarie e a tutela della salute dei cittadini.

L’Emilia Romagna: aperture anticipate per filiere internazionali
Una proposta sostanzialmente analoga era stata concepita nelle stesse ore dall’Emilia Romagna. Eccola: sperimentazione di aperture anticipate per alcune filiere internazionali, fra cui automotive e automazione, ceramica, moda, nautica e offshore, per salvaguardare l’export. E poi edilizia e costruzioni, con riferimento ai cantieri delle opere pubbliche e dei comparti operativi collegati. Il tutto, anche in questo caso, «garantendo ciò che serve per avere la massima sicurezza». Questa proposta è stata discussa nelle ultime ore dalla Regione Emilia-Romagna con il Patto per il lavoro.

Toscana: decalogo prescrizioni per riapertura
Intanto una nuova ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi firmata oggi, 18 aprile, la numero 38 dall’inizio dell’emergenza Coronavirus delinea un decalogo di raccomandazioni e prescrizioni per le attività già aperte e quelle che riapriranno. L’ordinanza, spiega una nota, stabilisce l’obbligo di guanti monouso e mascherine sui mezzi pubblici, e raccomanda la mascherina nell’auto propria, se con due persone a bordo. In fabbriche, laboratori artigianali e uffici dovrà essere rispettata la distanza sociale di almeno 1,80 metri. Se nei processi produttivi questa distanza non potrà essere garantita, dovranno essere inseriti elementi di separazione tra le persone oppure usate mascherine Ffp2 senza valvola (o due mascherine chirurgiche insieme) per chi lavora dentro uno stesso ambiente. Le mascherine sono obbligatorie e devono essere fornite dal datore di lavoro. Chi ha febbre o sintomi influenzali dovrà rimanere a casa, si potrà misurare la temperatura ai dipendenti o raccogliere una loro dichiarazione.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti