i fondi della lega

Lombardia Film Commission, i commercialisti della Lega agli arresti domiciliari

L’inchiesta della Procura di Milan o riguarda la compravendita “gonfiata” dell’immobile di Cormano, ceduto dalla Andromeda alla Lombardia Film Commission, controllata dalla Regione Lombardia

di Sara Monaci

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(Imagoeconomica)

L’inchiesta della Procura di Milan o riguarda la compravendita “gonfiata” dell’immobile di Cormano, ceduto dalla Andromeda alla Lombardia Film Commission, controllata dalla Regione Lombardia


4' di lettura

I tre commercialisti vicini alle Lega, coinvolti nell’inchiesta milanese relativa alla vicenda della Lombardia Film commission e alla compravendita di un immobile a Cormano (hinterland milanese) sono agli arresti domiciliari. Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare, che riguarda anche Fabio Giuseppe Barbarossa, sono stati i militari del nucleo di Polizia economico-finanziario della Guardia di Finanza.

Ai tre professionisti, Arturo Maria Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, insieme a Barbarossa, sono stati contestati a vario titolo i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Scillieri e Barbarossa sono accusati di peculato e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (Scillieri in quanto amministratore di fatto della Paloschi srl). Di Rubba e Manzoni di peculato e turbata libertà di scelta del contraente.

La compravendita del capannone, utile formalmente alle produzioni televisive promosse dalla società controllata dalla Regione Lombardia, la Lombardia Film Commission appunto, è stata oggetto di indagine già da un paio di anni da parte della procura di Milano, ed ha visto sviluppi importanti all’inizio dell’estate, con l’arresto di Luca Sostegni, il prestanome della Paloschi srl, la società venditrice dell’immobile. Sostegni stava scappando in Brasile, ed è stato fermato con l’accusa di estorsione, perché per mantenere il silenzio sull’operazione stava ricattando gli altri commercialisti.

Il ricatto potrebbe essere il racconto di come si sono svolte davvero le cose. Ecco come, secondo le prime indagini. L’immobile, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è stato acquistato (fittiziamente in realtà) a 400mila euro dalla Andromeda alla Paloschi, e rivenduta dalla Andromeda per 800mila euro alla Film Commission, presieduta allora proprio da uno dei commercialisti della Lega, Alberto Di Rubba. L’operazione si è sviluppata tra il 2016 e l’inizio del 2017 e sono stati prelevati dalla Gdf anche documenti dalla Regione Lombardia.

Di Rubba è ex revisore dei conti della Lega, uno dei commercialisti del partito già indagato dalla procura di Bergamo. Scillieri, amministratore di fatto della Andromeda e della Paloschi, è invece il commercialista nella cui sede a Milano è stata registrata e domiciliata l’ssociazione “Lega per Salvini Premier”.

Gli 800mila euro - cifra che secondo gli investigatori potrebbe essere stata gonfiata senza motivo, nonostante i lavori per la ristrutturazione - sono usciti dalle casse della Regione (per questo si parla di peculato), per entrare in quelle della fondazione cinematografica e saldare così immediatamente il conto del capannone alla Andromeda.

Secondo gli inquirenti questa operazione, che potrebbe essere servita a riversare attraverso lavori e consulenze il denaro al giro di professionisti vicini ai commercialisti, potrebbe essere frutto di uno schema fis so, utilizzato in più comprovendite di immobili di società in stato di fallimento, come era appunto la Paloschi srl.

Sostegni infatti, prestanome della Paloschi, risulta il liquidatore di una galassia di oltre cinquanta società, che vanno dal settore immobiliare a quello dell’alimentare passando per l’edilizia. Figura come una sorta di “liquidatore” di professione, più probabilmente un prestanome.

L’ipotesi è che ci siano state più operazione di compravendite “camuffate” per sottrarre risorse al fisco, realizzate con fondi pubblici e con prezzi gonfiati per distribuire “parcelle” ad un ristretto gruppo di persone. Questa teoria andrà approfondità. Al momento i riscontri sarebbero arrivati da una società simile, la New Quien.

Per quanto riguarda la società che ha acquistato l’immobile da 400mila euro, la Andromeda, questa è la concatenazione societaria: la Fidirev controllava la Fiduciaria Partecipazioni, che a sua volta era a capo della Andromeda.

C’è da precisare un aspetto: la Andromeda i soldi alla Paloschi, da cui ha rilevato l’immobile, non li ha mai versati. Il prezzo pattuito di 400mila euro si è dimostrato di fatto fittizio, perché gli assegni non sono stati versati. Da capire se la Paloschi sia stata frodata o se ci fosse un accordo. I soldi al fisco comunque non sono mai arrivati.

Inoltre, un altro aspetto da precisare - rilevante nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco - è la ristrutturazione che doveva essere inclusa nel prezzo (800mila euro) richiesto alla Lombardia Film Commission. Il pagamento in parte è stato sostenuto dalla Andromeda (200 milioni), in parte dalla stessa Film Commission (71 milioni). In teoria doveva essere sostenuto tutto dalla Andromeda, che chiedeva formalmente il doppio della cifra a cui aveva rilevato l’immobile proprio per i lavori che avrebbe dovuto sostenere per intero.

I lavori sono stati effettivamente realizzati, e l’immobile è diventato un cine-porto. Se ne è occupata la Barachetti service, molto legata a Di Rubba e a Manzoni (e, dicono gli inquirenti, «al mondo della Lega, e il suo ruolo in questa vicenda non è stato chiarito del tutto»).

Inoltre dalla Andromeda sono usciti 30mila euro (su 133.550 intascati) per Fabio Barbarossa a titolo di compenso per amministratore unico. Tutti questi passaggi non sembrano a prima vista logici dal punto di vista commerciale. Le indagini potrebbero rivelare perché furono fatte.

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