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Lombardia, la grande bellezza con le eccellenze di moda, design e beauty

3' di lettura

Che cosa accadrebbe se parafrasassimo “Tutte le strade portano a Roma” con “Tutte le strade partono da Milano”? Ci avvieremmo verso meravigliose scoperte. Perché il punto di vista diverso che si ha dando, per una volta, le spalle a Milano, condurrebbe a incrociare, dopo pochi chilometri tanti capolavori che impreziosiscono la grande bellezza lombarda.
Gioielli di architettura. Musei unici al mondo. Distretti d’impresa senza uguali nei cinque continenti. Campagne curatissime. Laghi. Fiumi. Montagne. Un catalogo gigantesco: lo potete sfogliare su in-Lombardia.it, il portale turistico ufficiale della regione che vi prende per mano e vi conduce alla scoperta di un tesoro racchiuso in 23.864 chilometri quadrati e ripartito tra 1.516 comuni.
Ecco, quindi, Pavia, la capitale del regno longobardo. O Mantova, lo scrigno dei Gonzaga. Oppure Sondrio, il passepartout verso vette mozzafiato. Per non dire di Lecco, la culla romantica del più grande capolavoro letterario italiano, I promessi sposi. E, poi, Lodi, simbolo della fertile Pianura Padana. Varese, città giardino per antonomasia. Bergamo, la perla che impreziosisce una terra d’impresa. Brescia, inaspettata nei suoi tesori culturali capaci di oscurare il primato nell’acciaio. E, quindi, Como, Cremona, Monza e Brianza, cui, in questa prima tappa del nostro viaggio in Lombardia (ne seguiranno altre cinque), vorremmo regalare tre menzioni speciali. Perché con le loro rispettive eccellenze sono in grado di gareggiare, appunto, con Milano, nei giorni in cui nel capoluogo regionale si apre Host, la fiera mondiale dedicata al mondo della ristorazione e dell’accoglienza.
Cominciamo da Como, l’altra capitale lombarda della moda, dove la lavorazione della seta ha origini nel Rinascimento e prende la leadership in Europa nella seconda metà dell’Ottocento. Al Museo della Seta, macchine, utensili e collezioni moda testimoniano le evoluzioni artistiche, storiche e tecnologiche dalla fine del XIX agli ultimi decenni del XX secolo. E raccontano l’intero processo di lavorazione, dall’allevamento del baco fino all’abito, con un percorso straordinario attraverso 12 sale. Al Museo Studio del Tessuto, invece, si può ammirare la collezione di Antonio Ratti: più di 3.300 reperti tessili e oltre 2.500 libri-campionario. Se dopo la visita vi viene voglia di fare shopping, le storiche boutique del centro e gli outlet alle porte della città propongono le creazioni dei più celebrati stilisti di tutto il mondo.

Spostiamoci a Cremona, l’altra capitale lombarda della musica. Che non… abita, appunto, solo al Teatro alla scala di Milano. Il ricchissimo cartellone del Teatro Ponchielli. Le emozioni del Monteverdi Festival (ha appena compiuto 40 anni). Le meraviglie dello Stradivari Festival nell’Auditorium del Museo del Violino - eccellenza internazionale per resa acustica – che impreziosisce la culla della liuteria mondiale. Da uscirne piacevolmente storditi. Magari unendo i piaceri musicali a quelli architettonici. La Loggia dei Militi, originaria del Duecento; il Torrazzo; la Cattedrale, particolarissima, e il Battistero, proprio accanto, di una bellezza semplice e suggestiva. I monumenti a Cremona sono disseminati un po’ ovunque. Basti pensare all’elegante Palazzo Cittanova, disposto su due piani e coronato da merli a freccia; o a Palazzo Fodri, ottimo esempio di architettura rinascimentale. Senza dimenticare, in provincia, i castelli di Pandino e Soncino, quest’ultimo uno dei Borghi più Belli d’Italia: travolgente.
Così come travolgente è il viaggio che Monza e Brianza regalano agli appassionati di design. Perché se Milano richiama il mondo intero con il suo magnifico Salone del mobile, l’origine di tutto è a nord del capoluogo regionale. Già agli inizi del Novecento, infatti, a Lissone fioriva l’industria del legno, del compensato, del tranciato, degli specchi, degli accessori in metallo, dei marmi, dei tessuti e delle vernici. E in quel periodo gli artigiani brianzoli andavano a caccia di legni pregiati in Africa e America Latina per impreziosire ancor più la magnifica Villa Reale di Monza. Sono profonde, quindi, le radici dello sviluppo legato al mercato dell’arredamento di massa che dalla fine della seconda guerra mondiale in poi ha visto nascere e consolidarsi la leadership del distretto pronto ad accompagnare la rinascita e lo sviluppo del Paese. A partire dagli anni ‘70 la svolta: dal “su misura al “su disegno” il design ha preso il sopravvento, regalando nuovi successi. Oggi solo a Lissone ci sono 173 negozi di arredamento e 248 aziende produttrici. Non basta. Con 2.754 attività e 400 punti vendita tra negozi, outlet e show room, la Brianza genera un giro d’affari che vale oltre 2 miliardi di euro. A Lissone, poi, c’è la più grande Biblioteca del Mobile e dell’arredamento in Europa, nata nel 1941. E l’Istituto del legno, del mobile, dell’arredamento G. Meroni (IPSIA) è la più grande scuola europea del legno.
Stop. Capito che cosa si può vedere, assaporare, imparare percorrendo da Milano pochissimi chilometri? E non finisce qui… Alla prossima puntata!

Scopri di più su https://www.in-lombardia.it/

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