le nuove ordinanze

Lombardia in zona arancione da domenica insieme alla Sardegna: ecco i nuovi colori regione per regione

La Lombardia è finita in zona rossa sulla base dei dati che la Regione ha inviato alla Cabina di Regia la settimana scorsa e che poi ha rettificato. Restano rosse Sicilia e provincia di Bolzano. Le regioni arancioni diventano 14

di Andrea Gagliardi

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3' di lettura

Sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato due nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domenica 24 gennaio. La Regione Lombardia in seguito alla relazione tecnica dell'Istituto superiore di sanità passa da area rossa ad arancione. Va in zona arancione anche la Sardegna.

Sono 14 le regioni arancioni

Da domenica sono 14 le Regioni colorate di arancione. Confermate Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d'Aosta. A queste si aggiungono la Sardegna e la Lombardia, che prima erano rispettivamente in fascia gialla e rossa. Restano gialle 4 regioni (Campania, Basilicata, Molise e Toscana) più la Provincia autonoma di Trento.

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Restano rosse Sicilia e PA Bolzano

In base alla nuova configurazione dell'Italia per l'emergenza Covid, restano in area rossa la Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano. Entrambe potranno aspirare a migrare in zona arancione domenica 31 gennaio dopo il nuovo monitoraggio dell’Iss che sarà reso noto il prossimo venerdì. Se i dati relativi a Rt e contagi saranno migliorati, Sicilia e provincia di Bolzano potranno entrare nella zona con meno restrizioni rispetto all’attuale.

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Lo scambio di accuse ministero-regione Lombardia

Secondo quanto riportato dall’Istituto superiore di sanità la Lombardia è finita in zona rossa sulla base dei dati che la Regione ha inviato alla Cabina di Regia la settimana scorsa e che ha rettificato. I dati della sorveglianza epidemiologica COVID-19 forniti dalla Regione Lombardia il 20 gennaio 2021 «cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione.

Pertanto, una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia» evidenza infatti la relazione tecnica dell'Istituto superiore di sanità. La rettifica è quella dei «dati relativi alla settimana 4-10 gennaio». Cambiamenti che «riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo Rt».

Che cosa si può fare nelle diverse fasce?

Ecco che cosa si può fare e cosa no in ognuno dei tre scenari (aprendo le singole schede sono visibili in dettaglio tutti i provvedimenti aggiornati con le schede ufficiali di Palazzo Chigi)

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«Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un 'campo del tracciato', tracciato che quotidianamente viene inviato all'Istituto Superiore di Sanità» replica in una nota Regione Lombardia. «Azione, condivisa con l'Istituto Superiore di Sanità - prosegue la nota - resasi necessaria a fronte di un'anomalia dell'algoritmo utilizzato dall'Iss per l'estrazione dei dati per il calcolo dell'Rt, segnalata dagli uffici dell'assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma».

In precedenza fonti qualificate della Regione avevano parlato espressamente di «sovrastima dell'Rt» riferito al 30 dicembre e «calcolato dall'Istituto superiore di Sanità». Fatto sta che l’Rt della scorsa settimana ricalcolato dall’Iss è sotto 1, con valore medio 0,88 (0,84-0,92). Un valore che, in presenza di una classificazione di rischio alto, è compatibile con uno scenario arancione. E che è molto diverso dal precedente: valore medio 1,4 (1,38-1,43). Mentre i dati odierni della Lombardia sarebbero da zona gialla, con Rt medio a 0,82 (0,78-0,87) e classificazione complessiva di rischio moderato.

Umbria a un passo dalla zona rossa

In base al nuovo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità solo Puglia e Umbria registrano questa settimana dati da zona arancione (in particolare l’Umbria è a un passo dalla zona rossa con valore inferiore dell’Rt che sfiora 1 e rischio complessivo alto per la terza settimana consecutiva).

Tutte le altre hanno un quadro in miglioramento che se confermato anche la prossima settimana le porterebbe nella zona gialla. Calabria, Emilia-Romagna e Veneto erano già in zona arancione la scorsa settimana: i dati (Rt sotto 1 e rischio complessivo basso o moderato) sono migliorati. Ma anche in questo caso dovrebbero essere necessaria un’altra settimana di dati analoghi per consentire il passaggio in zona gialla.

Nessuna regione in zona bianca: Toscana si piazza meglio

Nessuna regione ha ancora i requisiti per accedere alla zona bianca. Una fascia più “permissiva” dove saranno aperte palestre, piscine, bar e ristoranti anche se bisognerà continuare a rispettare il distanziamento e usare la mascherina.

Servono requisiti stringenti per la “bianca”, così come previsto dal decreto legge n. 2 del 14 gennaio 2021: Rt sotto 1, un livello di rischio basso e una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. Tra le regioni gialle quelle piazzate meglio sono la Toscana (72,12 contagi ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni) e la Basilicata (96,96): entrambe con rischio basso e margine inferiore dell’Rt sotto 1.

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