Il graffio del lunedì

Lombardia da record con tre squadre in Champions: Inter, Milan, Atalanta

Il Napoli non c’entra l’obiettivo e Gattuso viene esonerato con un tweet. Juve qualificata nonostante Ronaldo in panchina

di Dario Ceccarelli

4' di lettura

Sorpresa: anche per la corsa agli ultimi due posti di Champions, finisce come meno te l'aspetti. Con il solito maghetto del campionato, questo Harry Potter del calcio, che si diverte a sparigliare tutte le previsioni.
Le previsioni davano quasi per sicuro il Napoli (comodo impegno casalingo col Verona) e chances molto più incerte per Milan e Juventus. I rossoneri perchè sembravano arrivati al traguardo con le gambe molli e dovevano vedersela con l'Atalanta, incarognita dopo la finale di Reggio Emilia.
I bianconeri, pur rivitalizzati dalla Coppa Italia, e con l'agevole trasferta di Bologna, avevano però un problema: che per farcela dovevano comunque contare su un passo falso delle altre due. Altrimenti, picche.

Gattuso licenziato con un tweet

Ebbene, come non detto. Scordatevi tutto. Nelle due poltrone ancora libere di Champions, poltrone da 50 milioni, si accomodano il Milan, che passa a Bergamo con due rigori, e la Juventus che dilaga a Bologna (4-1) Resta invece fuori il Napoli che con il Verona fa il classico harakiri da ultima giornata. Un pareggio (1-1) nervoso e beffardo che spedisce il Napoli in Europa League e sancisce il divorzio tra Gattuso e De Laurentiis. Il presidente non ha infatti aspettato un minuto in più. E con un agile tweet dei suoi ha chiuso il rapporto. Si è tolto il pensiero. Una serata da incubo per Gattuso che è caduto sull'ultimo ostacolo dopo un quasi perfetto girone di ritorno.

Loading...

Lombardia record: tre squadre in Champions

Un finale da montagne russe, dicevamo. Il Milan, dopo la sbandata casalinga col Cagliari, si è di nuovo ritrovato proprio nella partita più temuta. Quella con l'Atalanta di Gasperini, il tecnico che fa venire il mal di denti agli avversari. Ma la squadra di Pioli, che centra la sedicesima vittoria esterna in campionato (un record) ha saputo evitare altri dolori imbrigliando bene i bergamaschi che, pur premendo, non sono quasi mai stati pericolosi. Meglio il Milan che, nei rari contropiedi, ha però messo in allarme la difesa bergamasca.

Sui due penalty, uno per tempo, ed entrambi realizzati da Kessie, si può discutere, ma non sono scandalosi. Sono quel tipo di rigori che, ormai, con le nuove regole gli arbitri danno quasi in automatico. Nel primo c'è una maldestra scivolata in area di Maehle che travolge Teo Hernandez. L'arbitro Mariani non ha dubbi. Come non ha dubbi neppure quando, al quarto minuto di recupero, Gasens respinge con un braccio allargato una conclusione di Chalanoglu. Nel convulso finale da saloon De Roon si fa espellere, ma Kessie, con la sua calma presidenziale, realizza il suo 12esimo gol senza batter ciglio. Il Milan, che conquista il secondo posto e il posto in Champions dopo un'astinenza di sette anni, pur non giocando una delle sue migliori partite, ha avuto il merito di mantenersi freddo e compatto lasciando una prevalenza sterile all'Atalanta che comunque, con il suo terzo posto, agguanta per il terzo anno consecutivo la qualificazione in Champions. Anche se ha perso un po' di smalto, la squadra di Gasperini realizza una impresa quasi miracolosa. Va anche ricordato che il suo monte ingaggi (42 milioni) è l'undicesimo tra le squadre di serie A. Un'altra piccolo record è quello della Lombardia che con Inter, Milan e Atalanta porta tre squadre in Champions. In Italia è la prima volta che succede.

L’incerto futuro di Pirlo e Ronaldo

Se Pioli e Gasperini chiudono in bellezza per Pirlo, risorto sul filo di lana, invece il futuro resta più problematico. La Coppa Italia e la qualificazione in Champions lo fanno finalmente sorridere, però restano molte nubi sul suo futuro. Come restano tanti aspetti da chiarire anche su Ronaldo, lasciato in panchina proprio nella partita decisiva. il portoghese. poco brillante anche nella finale di Coppa Italia, ha accolto la decisione di Pirlo senza scomporsi troppo. Però l'episodio resta. E potrà pesare. Non è normale che un bomber come Ronaldo (29 reti in campionato) rimanga ai box nel giorno della verità. Adesso, in casa Juve, c'e soprattuto aria di pericolo sventato, di incubo svanito. E anche su Pirlo si ragionerà a mente più fredda. In un mondo normale, forse gli verrebbe concessa un'altra chances. Ma il calcio da tempo non è più un mondo normale.Anche la Roma ha vissuto un finale con il cuore in tumulto. Con lo Spezia finisce due a due grazie a una rete in extremis di Mkhitaryan che permette ai giallorossi di salvare il settimo posto e di entrare in Conference League, l'Europa più piccola. Insomma, un congedo non esaltante per Fonseca. Per Mourinho, che già scalda i motori, già si profila un obiettivo che non ha ancora raggiunto.

Giro d'Italia. tra pioggia, cadute e macumbe

Chiudiamo col Giro d'Italia. A furia di dire che non ci sono tappe facili, anche quelle all'apparenza più innocue finiscono per diventare trappole micidiali. Nella Grado-Gorizia, frazione interlocutoria in attesa del tappone dolomitico di questo lunedi, non erano attese grandi sorprese. E neppure Emozioni forti. E invece, al di là del successo del belga Victor Campenaerts, detentore del record dell'ora (che però non aveva mai vinto al Giro), va detto che la nuvola di Fantozzi ha crudelmente accompagnato la corsa non dandole mai tregua e colpendola già dalla partenza: dopo solo due chilometri, c'è stata una maxi caduta che ha mandato a gambe all'aria mezzo plotone costringendo la giuria a neutralizzare la tappa per almeno mezz'ora. Chi ne è uscito più malconcio, tra i big, è il tedesco Emanuel Buchmann (sesto in classifica) costretto al ritiro per commozione cerebrale e un profondo taglia al labbro. Tra i contusi anche Vincenzo Nibali, investito quando ormai era fermo, che ha riportato una forte contusione costale. Un nuovo trauma che si aggiunge a una condizione fisica già precaria( sullo Zoncolan ha perso più di 12 minuti) dovuta ai postumi della recente frattura al polso. Piùche di esami radiologici, Vincenzo avrebbe bisogno di una benedizione.Ma la nuvola di Fantozzi ha infierito ancora. Dopo lo stop, è scattata una fuga di una quindicina di corridori (tra i quali il vincitore Campenaerts) più inseguita dal maltempo che dai big. Il gruppo dei migliori, vista la malaparata, ha infatti preferito prendersela (molto) comoda arrivando al traguardo con oltre 17 minuti di ritardo. Egan Bernal resta in maglia rosa davanti a Yates (+1' 33”) e Caruso (+1'57”). E adesso si va sulla Marmolada, Pordoi e Giua. Incrociamo le dita. I più furbi sono i velocisti come Giacomo Nizzolo e Cabel Ewan. Che dopo aver vinto una o due tappe, hanno tagliato la corda prima delle montagne e del maltempo. Davvero veloci. Come fulmini.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti