La fase 2

Lombardia, Roche si aggiudica la gara per i test sierologici

La gara bandita dopo l’affidamento diretto della Regione alla Diasorin per 2 milioni di euro

di Sara Monaci

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(IMAGOECONOMICA)

La gara bandita dopo l’affidamento diretto della Regione alla Diasorin per 2 milioni di euro


2' di lettura

Ancora una novità nel campo dei test sierologici in Lombardia . La Regione, attraverso la sua centrale acquisti Aria, darà l’incarico all’azienda Roche, che si è aggiudicata la gara, a cui avevano partecipato, almeno nella fase preliminare della manifestazione di interesse, circa 40 società. La comunicazione verrà data la prossima settimana.

Roche ha annunciato il suo nuovo test a inizio maggio , da Berlino. L’ad Christoph Franz aveva spiegato che «il test ha una sensibilità del 100% e una specificità del 99,8%», sottolinando che sarebbero state distribuite decine di milioni di esemplari al mese su scala mondiale.

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Ora sbarcherà anche in Lombardia, che intanto però a fine marzo si era affidata alla società Diasorin, attraverso un affidamento diretto. Affidamento che era stato poi oggetto di contestazione da parte della concorrente TechnoGenetics, promotrice di un esposto in procura di Milano e di un ricorso al Tar e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Sotto la lente la decisione della Regione Lombardia di seguire le indicazioni del Policlinico San Matteo di Pavia, che ha visto nella Diasorin l’azienda più affidabile.

Al momento la procura ha aperto un fascicolo conoscitivo, mentre il Tar e il Consiglio di Stato non hanno concesso la sospensiva, anche se il tribunale amministrativo ha chiesto un giudizio collegiale per approfondire la questione della mancata concorrenza, della presunta violazione dei contratti pubblici e del vantaggio dato alla Diarosin nella sperimentazione, avendo l’azienda un rapporto privilegiato con il San Matteo di Pavia. Il giudizio deve ancora arrivare.

Il San Matteo ha sempre sottolineato di aver aperto a tutte le aziende i propri laboratori, e di aver semplicemente visto nella Diasorin le maggiori potenzialità per la realizzazione dei test, certificati il 17 aprile.

La Regione Lombardia ha fatto quindi richiesta di 500mila test alla Diasorin, per una commessa da 2 milioni. L’accordo è stato preso il 28 marzo e ampliato l’11 aprile. Si parlava nel contratto di «300mila determinazioni nel mese di maggio e 200mila nel mese di giugno». Ora rimane da capire se verranno ritirati o se potranno “convivere” con quelli di Roche.

Braccio di ferro con i comitati dei disabili

Intanto sul tema dei tamponi ai disabili si inasprisce il clima in Lombardia. La commissione sanità del consiglio regionale ha bocciato la mozione che chiedeva impegni «concreti» per i disabili, con test, tamponi e dispositivi di sicurezza da fornire gratis. Lo stop alla proposta del Pd ha fatto infuriare le associazioni dei disabili.

Qualche passo in avanti in realtà c’è stato. La Lombardia con due delibere di maggio ha approvato le linee guida per la riapertura dei centri diurni chiusi a causa dell’emergenza Covid e l’adeguamento di 300 euro nei contributi per bambini e ragazzi con disabilità grave. Una mozione dei democratici ora proponeva ulteriori impegni per la messa in sicurezza dei disabili, ma su possibili aggiustamenti “a ribasso” proposti dalla maggioranza non sono stati trovati accordi. Il comitato delle famiglie dei disabili parla di «ennesimo schiaffo», a causa del quale si dice «pronto a scendere in piazza».

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