sostenibilitÀ

Lombardia, la valutazione di impatto entra nelle carceri

Un gruppo di studio della Bocconi ha analizzato l’impatto di attività rieducative come il teatro. Per quantificare l’effetto sui detenuti, sulla società e per allocare al meglio le risorse

di Alessia Maccaferri


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2009 - I luoghi dell’altro

3' di lettura

Che il teatro, l’arte, la letteratura facciano bene ai detenuti non ci sono dubbi. Ma come organizzare al meglio queste attività per avere un impatto realmente efficace sui detenuti, sulla società, anche in termini di calo della recidiva? Un gruppo di ricercatori della Bocconi ha calcolato l’impatto delle attività teatrali di Opera Liquida, dentro il carcere milanese di Opera. Un’esperienza che diventerà utile per estendere il modello di valutazione in altri istituti di detenzione della Lombardia.

“Stiamo discutendo con il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Pietro Buffa per introdurre questi concetti di valutazione, ex ante, in itinere, ex post all’interno degli istituti di pena lombardi” racconta Filippo Giordano, professore associato di economia aziendale all’Università Lumsa di Roma. Giordano è ricercatore Icrios Bocconi, centro di ricerca dell’Università Bocconi dove è incardinata questa attività di ricerca sulle carceri che sta andando avanti da tre anni.

Il processo di valutazione- raccontato nel libro “Misurare l’impatto sociale Sroi e altri metodi per il carcere” firmato da Giordano, assieme a Francesco Perrini e Delia Langer, edito da Egea - è stato sperimentato all’interno del carcere di Opera, a Milano. Protagonista l’associazione culturale e compagnia teatrale Opera Liquida, fondata nel 2009 all’interno dell’istituto penitenziario. Il metodologia prescelta è stata quella del social return on investment (Sroi).

Il teatro in scena dietro le sbarre

Il teatro in scena dietro le sbarre

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Quali risultati ha dato l’indagine a Opera?
Gli esiti dello studio saranno presentati a Opera il 15 novembre nell’ambito di Bookcity alla presenza degli autori del libro e del provveditore Buffa (per partecipare e assistere anche al laboratorio teatrale è necessario registrarsi qui entro il 12 novembre ore 8). Dall’indagine risulta che nell’anno 2018 per ogni euro investito si stima un ritorno pari a 2,23 euro, considerando i benefici derivanti esclusivamente dall’attività del laboratorio teatrale e drammaturgico. La ricerca ha quantificato il miglioramento di tutte le dimensioni degli stakeholder coinvolti:

detenuti: miglioramento delle relazioni sociale, delle relazioni familiari, del benessere psicofisico, delle capacità linguistiche ed espressive; aumento dell’autostima, dell’empatia,; miglioramento delle condizioni di vita data dalla possibilità di spesa maggiore.

detenuti ex tossicodipendenti;: riduzione di comportamenti dannosi

detenuti genitori : miglioramento delle relazioni con i figli

detenuti stranieri: miglioramento dell’integrazione

detenuti spettatori: possibilità di fruire di un evento culturale, sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne

familiari: miglioramento delle relazioni familiari

figli: miglioramento del benessere psicologico

studenti: sensibilizzazione e riduzione del rischio di commettere crimini in età giovanile

volontari: aumento delle competenze e sviluppo di capacità e maggiore abilità nella gestione dello stress

ex-detenuti: stabilità finanziaria data dal reddito addizionale, miglioramento del benessere psicologico, aumento delle capacità professionali

Polizia penitenziaria: maggiore abilità nella gestione dello stress e riduzione del rischio di burnout, miglioramento della relazione con i detenuti

Stato: riduzione della recidiva e volontariato

“Per noi è stato importante non focalizzarsi sul tasso di recidiva che peraltro presuppone un lungo periodo di ricerca ma sui driver che impattano sulla recidiva (in Italia circa al 68,5% ndr.)” spiega Giordano, che nel libro insieme ai coautori, presenta una review della letteratura internazionale sugli studi relativi agli impatti delle diverse tipologie di attività svolte in carcere per la rieducazione e il reinserimento. L’obiettivo è offrire una guida per avvicinarsi in modo consapevole non solo al tema della valutazione degli interventi ma anche alla loro progettazione e implementazione. Un tema che richiama sempre più l’attenzione degli studiosi: due anni fa Human Foundation, assieme alla Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, ha redatto lo studio di fattibilità per uno strumento simile al social impact bond da introdurre all’interno del carcere Lorusso-Cutugno di Torino.

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