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Sciopero di treni e metropolitane, Londra bloccata. A casa un milione di pendolari

Più di un milione di commuters della capitale inglese sono dovuti rimanere a casa martedì 21 a causa dello sciopero in Gran Bretagna. Altre astensioni dal lavoro in programma giovedì e sabato

Gran Bretagna, sciopero dei ferrovieri: il più grande in 30 anni

2' di lettura

Più di un milione di commuters londinesi (traducibile più o meno con “pendolari”) sono dovuti rimanere a casa martedì 21 a causa del primo giorno di sciopero dei trasporti su rotaia in Gran Bretagna. Decine di migliaia di lavoratori delle ferrovie hanno incrociato le braccia, con la rete ferroviaria costretta a funzionare a singhiozzo nel più grande sciopero dei trasporti del paese degli ultimi tre decenni.

Martedì circa 40.000 addetti alle pulizie, segnalatori, addetti alla manutenzione e personale della stazione hanno aderito allo sciopero di 24 ore. Altri due scioperi sono previsti per giovedì 23 e sabato 25. Le stazioni principali sono in gran parte deserte, con solo il 20% circa dei treni passeggeri in circolazione.

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I lavoratori delle ferrovie inglesi rivendicano retribuzioni più alte, migliori condizioni di lavoro e maggior sicurezza. Ad aggravare la situazione dei pendolari, lo sciopero ha coinvolto anche i servizi della metropolitana di Londra.

La situazione post-pandemia: finiti i sostegni di emergenza

Con il numero di passeggeri non ancora all’altezza dei livelli pre-pandemia e il governo che ha posto fine al sostegno di emergenza che ha tenuto a galla le ferrovie negli ultimi due anni, le compagnie ferroviarie stanno cercando di ridurre i costi e il personale.

Secondo i sindacati, gli scioperi di questi giorni potrebbero essere solo i primi di un’estate di malcontento: i lavoratori britannici stanno affrontando i peggiori aumenti del costo della vita da più di una generazione. Già ora, i sindacati degli insegnanti hanno in programma di consultare i propri membri su possibili azioni.

Inflazione al 9%, aumenti salariali al 3%

Con l’inflazione attualmente al 9%, il sindacato di categoria Rail, Maritime and Transport Union ha detto di non poter accettare l’ultima offerta delle compagnie ferroviarie di un aumento del 3%. Ma le società ferroviarie sostengono di non poter offrire di più, dato il numero attuale di passeggeri: ci sono stati quasi 1 miliardo di viaggi in treno nel Regno Unito nei 12 mesi che hanno preceduto marzo 2022, con un forte calo rispetto a 1,7 miliardi nei 12 mesi prima della pandemia.

Il ruolo del governo Johnson

Sebbene il governo di Boris Johnson abbia detto di non essere coinvolto direttamente nei colloqui, secondo il sindacato svolgerebbe invece un ruolo importante in un settore per sua natura fortemente regolamentato, e sostiene che potrebbe offrire alle compagnie ferroviarie maggiore flessibilità in modo che queste possano offrire un sostanziale aumento salariale. Il governo ha però avvertito che forti aumenti scatenerebbero una spirale salari-prezzi che spingerebbe l’inflazione ancora più in alto.

Tutte le parti stanno comunque tenendo sott’occhio le reazioni dell’opinione pubblica. Il primo ministro Boris Johnson ha subito detto che la responsabilità dello sciopero è tutta dei sindacati: martedì 21 giugno ha detto che gli scioperi sono «sbagliati e inutili», osservando che «i baroni del sindacato» dovrebbero sedersi con i responsabili delle aziende di trasporti ferroviari per trovare un accordo.

Il governo ha anche affermato di voler cambiare la giurisdizione in modo che le compagnie ferroviarie debbano comunque fornire un livello minimo di servizio durante gli scioperi, se necessario assumendo lavoratori a contratto per sostituire il personaleche ha incrociato le braccia.

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