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Londra, dopo-Corbyn: Starmer, un europeista alla corte dei laburisti

57 anni, è stato il responsabile di Brexit del partito, da sempre filo-europeista e favorevole a un secondo referendum

di Nicol Degli Innocenti

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(AFP)

57 anni, è stato il responsabile di Brexit del partito, da sempre filo-europeista e favorevole a un secondo referendum


3' di lettura

Londra - Sir Keir Starmer è il nuovo leader del partito laburista britannico. L'annuncio è stato fatto oggi al termine di tre mesi di votazioni. Ogni membro del partito ha potuto esprimere la sua preferenza per posta o via email tra i tre candidati rimasti in lizza: Rebecca Long-Bailey, Lisa Nandy e Starmer.

Un europeista alla guida dei labour
Starmer, 57 anni, è stato finora il responsabile di Brexit del partito, da sempre filo-europeista e favorevole a un secondo referendum per evitare l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Prima di entrare in politica solo cinque anni fa era stato un esperto legale e avvocato di grande successo specializzato in difesa dei diritti umani. Nel 2008 era diventato Procuratore capo e nel 2014 aveva poi ottenuto la nomina a “Sir”, che lo rende il primo baronetto a diventare leader del partito laburista.

La vittoria di Starmer non è stata una sorpresa, dato che era considerato dall'inizio in pole position per la sua esperienza. L'ex avvocato ha ottenuto il 56,2% dei voti, con 275.780 preferenze, conquistando una netta vittoria sulla Long-Bailey, che ha ottenuto il 27,6% e la Nandy, che ha avuto il 16,2% dei consensi. Angela Rayner è stata eletta numero due del partito.

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«È l'onore e il privilegio della mia vita essere eletto leader del partito laburista -, ha detto Starmer in un video diffuso via twitter a causa delle restrizioni in vigore -. Intendo condurre questo partito verso una nuova era, con fiducia e speranza, in modo che quando sarà il momento potremo servire di nuovo il nostro Paese come partito di Governo».

Ha giocato a favore di Starmer la sua posizione di sinistra moderata, al contrario del suo predecessore Jeremy Corbyn, che aveva prima galvanizzato ma poi spaccato il partito con il suo radicalismo.

La fine dell’era Corbyn
Finisce così l'era Corbyn, il leader di estrema sinistra che aveva avuto grandi consensi soprattutto dai giovani e dai sindacati quando era stato eletto, ma che aveva portato il Labour alla peggiore sconfitta della sua storia nel dicembre scorso. Il partito aveva ottenuto solo 191 seggi mentre i conservatori di Boris Johnson avevano conquistato la maggioranza assoluta in Parlamento.

Unire un partito diviso
Starmer ha di fronte il difficile compito di unire un partito diviso e demoralizzato dopo quattro sconfitte consecutive alle urne. Il nuovo leader dovrà tenere testa a Johnson e presentare politiche e scelte chiare dopo le titubanti incertezze di Corbyn su Brexit, ma dovrà anche dimostrare di poter collaborare con il Governo in questa fase di emergenza nazionale.

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L’appello del premier contro il coronavirus
Proprio oggi il premier ha scritto una lettera aperta ai leader dei partiti di opposizione chiedendo loro di partecipare alla lotta contro l'epidemia di coronavirus, mettendo da parte le rivalità politiche per lavorare insieme per il bene del Paese.

Non è una coincidenza che Johnson abbia inviato la lettera oggi, segnale che il premier conservatore pensa di poter avere un rapporto più collaborativo con il diplomatico Starmer dopo anni di scontro aperto con Corbyn.

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Lavoro costruttivo
Il nuovo leader oggi ha dichiarato che il partito laburista intende lavorare in modo costruttivo con Johnson ma anche puntare i riflettori sull'operato del Governo durante la crisi. «In tempi come questi abbiamo bisogno di un buon Governo, che salva vite e protegge il nostro Paese -, ha detto -. Quando vedremo esitazioni o errori, o cose che non accadono con la rapidità necessaria, noi denunceremo e sfideremo il Governo».

Dopo il trionfo dei Tories alle elezioni di dicembre e l'uscita formale della Gran Bretagna dalla Ue il 31 gennaio di quest'anno, Starmer aveva detto che ora che Brexit era diventata realtà avrebbe fatto tutto il possibile per raggiungere un accordo il più stretto e collaborativo possibile con la Ue, tutelando soprattutto i diritti dei lavoratori e dei cittadini e la protezione dell'ambiente.

Per approfondire:
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