ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa classifica Bcg

Londra e New York migliori città per vivere, Roma al 32° posto. In Asia corre lo sviluppo

La classifica Cities of choice di Boston Consulting Group rileva poche opportunità economiche nella Capitale - unica città italiana nell’indagine - ma un elevato capitale sociale. «Lente» nei cambiamenti Parigi e Berlino. Nella top ten Helsinki, Copenhagen e Madrid

di Michela Finizio

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3' di lettura

Sono Londra e New York le città dove è meglio vivere. Sul podio dell’indagine internazionale «Cities of Choice», condotta dal Boston Consulting Group e dal BCG Henderson Institute, svettano le due megalopoli, seguite dalla piccola capitale europea Helsinki. Delle 45 città considerate, Roma - unica italiana sotto esame - si colloca invece al 32° posto ottenendo una buona posizione solo nella categoria «capitale sociale» (che racchiude connessioni sociali, inclusività e uguaglianza, identità culturale e sicurezza), ma risulta quint’ultima invece per opportunità economiche offerte.

Il ranking riflette i bisogni dei residenti

Il ranking è stato elaborato utilizzando 155 indicatori e con la partecipazione di 25mila residenti che hanno risposto a questionari mirati. Sono state prese in considerazione le principali capitali del mondo, escludendo quelle per cui non erano disponibili i dati. Il risultato è una fotografia delle metropoli con le più interessanti dinamiche di sviluppo, valutate in base a cinque categorie che “sintetizzano” i bisogni dei residenti: opportunità economiche, qualità della vita, interazioni con le autorità, capitale sociale e velocità del progresso urbano.

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Conferme, sorprese e astri nascenti

Dopo le prime tre città che conquistano il podio, si incontrano Copenaghen e Abu Dhabi. Ottimo il piazzamento di Madrid, che arriva sesta nel mondo. Cinque le città europee nella top ten: insieme a Madrid, Helsinki e Copenhagen si incontrano anche Vienna e Zurigo. Qualche sorpresa, invece, nel vedere finire a metà classifica città come Parigi, Toronto e Vancouver. La capitale francese, in particolare, viene bocciata per capacità di cambiamento praticamente nulla, le due località canadesi per lo scarso capitale sociale. Qualche problema si avverte anche a Berlino (29° posto) dove pesano, anche qui, la lentezza nell’adattamento ai cambiamenti e i rapporti con le istituzioni locali. A tutto vantaggio di città emergenti come Pechino, Shanghai e Dubai, incluse nel report di Bcg tra gli «astri nascenti» per la rapida trasformazione registrata negli ultimi anni: divenute presto riferimenti economici e poli culturali importanti, ricche di infrastrutture, la loro metamorfosi però spesso non è stata omogenea in tutte le aree e stridono alcune valutazioni. A Pechino, ad esempio, la qualità della vita da parte dei residenti è considerata ancora scarsa, soprattutto per quanto riguarda la cure mediche e le interazioni con le autorità. Ultima nella graduatoria, Santiago del Cile.

La scarsa velocità di cambiamento frena le città europee

Così, mentre in Italia si avvicina l’appuntamento elettorale del 3-4 ottobre (le città metropolitane che andranno al voto sono Milano, Roma, Torino, Bologna e Trieste e Napoli), i risultati di questa nuova classifica aiutano a comprendere le priorità dei cittadini e a scoprire come sono cambiate le esigenze di chi vive in città con l’arrivo della pandemia da Covid-19.

Nessuna città tra quelle esaminate ottiene ottimi risultati in tutte le cinque categorie di valutazione. È interessante notare, ad esempio, che chi svetta per capitale sociale e nel rapporto con le autorità, spesso ottiene risultati mediocri nell’ambito delle opportunità economiche.

Da un lato ci sono le megalopoli, come Londra e New York, “regine” in tutti gli ambiti ma più restie al cambiamento. Poi ci sono città più a misura d’uomo, che offrono il miglior standard di vita grazie a un buon rapporto fra stipendi e costo della vita. L’esempio, in questo caso, è la svizzera Zurigo, che con la sua alta specializzazione nel settore finanziario è una città molto vivibile, ma già matura, quindi con una capacità di cambiamento bassa e performance non brillanti nel capitale sociale. Ci sono poi alcune realtà - come Sidney, Helsinki o Vienna - molto avanzate nei servizi e nelle comodità offerte a chi vi abita, frenate però da condizioni economiche non sempre all’altezza delle ambizioni lavorative dei residenti.

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