le nozze tra i listini

Londra-Francoforte, l’Ue: fusione solo senza quota Mts di Borsa italiana

di Maximilian Cellino

(Reuters)

2' di lettura

Rischia di saltare la maxifusione fra la Borsa di Londra e quella di Francoforte, l’operazione da 13 miliardi di dollari che dovrebbe creare il più grande mercato finanziario in Europa. A metterla in forse è la condizione posta dalla Commissione europea alla London Stock Exchange (Lse) di cedere la quota in Mts, la piattaforma di Borsa italiana per la contrattazione dei titoli di Stato europei, per permettere il perfezionamento dell’accordo con Deutsche Boerse. Una richiesta che il gruppo britannico (che controlla anche la piazza finanziaria di Milano) non sarebbe appunto intenzionata a soddisfare.

Lo scoglio Mts
In precedenza Lse e Db avevano proposto in alternativa la cessione di Lch Sa, la controllata francese di London Clearing House (Lch) del quale il gruppo britannico possiede la maggioranza, ma per l’antitrust europeo non sarebbe stato sufficiente. L'idea di privarsi di Mts (del quale detengono il 60% circa attraverso Borsa italiana) non piace però ai londinesi, a tal punto di mettere a repentaglio l’intera operazione. «Tenendo conto di tutti i fattori rilevanti e agendo nei migliori interessi dei soci, il Consiglio di Lse che si è tenuto oggi ha concluso di non potersi impegnare alla cessione di Mts», si legge in una nota diffusa ieri dalla società che controlla fra l’altro la Borsa di Londra e quella di Milano.

Loading...

Il comunicato della Commissione europea

Visualizza

Una porta ancora aperta
Non si tratta comunque di un addio alla mega Borsa europea progettata prima della Brexit: «Il board resta convinto dei benefici strategici della fusione e riconosce il forte sostegno dei soci alla transazione », ha infatti rassicurato Lse, che «continuerà a intraprendere azioni per cercare di portare a termine» l’operazione. Da parte sua, Deutsche Boerse si è messa in posizione d’attesa, ribadendo questa mattina che «le parti attenderanno le ulteriori indicazioni da parte della Commissione Ue», dalla quale si aspettano una decisione definitiva sul progetto Db-Lse «entro fine marzo».

Lo snodo cruciale per i BTp
La questione Mts pesa però come un macigno sull’intera vicenda, anche per il ruolo di rilievo che il mercato all’ingrosso con sede a Milano riveste per gli stessi titoli di Stato italiani. «È un’attività di importanza sistemica in Italia a causa del suo ruolo significativo nello scambio dei titoli governativi italiani», rilevano da Lse, aggiungendo anche che «sebbene non siano in sé il principale contributore ai ricavi di Lse, le attività italiane rappresentano una porzione significativa del fatturato e della redditività del gruppo».

Il ruolo delle authority italiane
Un’eventuale cessione di Mts, fa ancora notare il consiglio di Lse, richiederebbe in particolare il via libera da parte delle autorità di controllo italiane e comporterebbe anche un processo parallelo di approvazioni da pare di authority di altre giurisdizioni incluse quelle britanniche, statunitensi, di Francia e Belgio. Un motivo ulteriore per cui, anche se la stessa Lse si impegnasse a liberarsi delle attività del mercato all’ingrosso dei titoli di Stato, difficilmente secondo quanto pensa lo stesso gruppo britannico sulla base dei colloqui tenuti con le authority italiane si potrebbe giungere all’esito richiesto dalla Commissione Ue.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti