SPAZI BUSINESS

Londra guida gli hub del fintech

Fintech e domanda di uffici “flessibili”, una correlazione messa in evidenza dal report Savills-Workthere. Londra guida il trend, seguono New York e San Francisco

di Laura Cavestri


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2' di lettura

Blockchain e Intelligenza artificiale, l’avanzata dei Millenial e i servizi di home-banking mettono il turbo agli investimenti sul Fintech nel mondo. E cambiano la geografia degli uffici e degli spazi-lavoro. Coworking per le start up al servizio dei big di finanza e assicurazioni. Che a loro volta si ristrutturano in hub tecnologicamente avanzati.
Londra, New York e San Francisco guidano la classifica di questo nuovo trend e costituiscono, da sole, il 38% del volume dei venture capital destinati a investimenti fintech. Lo rileva l’ultimo rapporto congiunto di Savills e Workthere.

LA TOP 10 DELLE CITTÀ PER SEDI DI SOCIETÀ FINTECH

(FONTE: Savills and Workthere)

Nei primi nove mesi del 2019, Londra è in cima per contratti fintech (194), seguita da New York (164) e da San Francisco (123). Per volumi di investimento, le parti si invertono (di poco): prima San Francisco a (3,1 miliardi di sterline) seguito da Londra (2,1 miliardi) e New York (1,7 miliardi di investimento).
La ricerca evidenzia che la flessibilità degli spazi (dalle metrature che si riducono alle vere e proprie aree di coworking) è perfettamente funzionale alle esigenze delle società fintech, che necessitano di spazi agili in cui possano espandersi e contrarsi in linea con le esigenze della loro attività. E cambia anche la geografia dei prezzi. Per un office desk, il canone d’affitto mensile va dalle 815 sterline di San Francisco alle 775 di Stoccolma. A 750 si trova una postazione lavoro a Boston e New York e a 700 a Londra. Prezzi medi più bassi per Parigi (595) e Berlino (555). Chiude Pechino, dove un office desk costa. mediamente, 225 sterline.

E Milano? Non è nemmeno citata. Cresce quì l’ecosistema startup fintech italiano, ma siamo chilometri dietro ai grandi hub internazionali, come Usa e Cina, paesi in cui si sfiorano i 14 miliardi di dollari investiti nel settore nel 2018. In Italia, 8 startup (tra fintech e insurtech) hanno già superato la soglia del milione di dollari di finanziamenti ricevuti per 44 milioni di dollari complessivi.

«Emerge una chiara correlazione, soprattutto a Londra, che da sola negli ultimi 5 anni ha attratto il 30% degli investimenti, tra uffici “flessibili” e investimenti in capitale di rischio fintech» ha spiegato Cal Lee, responsabile globale di Workthere.

«Il settore tecnologico nel suo insieme è stato per lungo tempo un motore importante per l’adozione di uffici convenzionali a livello globale – ha aggiunto Matthew Fitzgerald, direttore Savills area Emea – . Oggi, il fintech, costituito da un’alta percentuasle di start up, esprime esigenze di estrema flessibilità. Appena queste aziende andranno a consolidarsi e a aumentare il personale, anche aumentando le posizioni di figure senior del mondo finanziario, ci aspettiamo di vedere un ritorno di domanda di sedi e uffici più “convenzionali”».

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