L’ADDIO DI LONDRA

Londra, il rimbalzo post-Brexit farà salire affitti e prezzi delle case

Secondo le previsioni di Savills gli affitti nel settore lusso della capitale aumenteranno dell'1% nel 2020 e del 10,9% nei prossimi cinque anni

di Nicol Degli Innocenti

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(EPA)

Secondo le previsioni di Savills gli affitti nel settore lusso della capitale aumenteranno dell'1% nel 2020 e del 10,9% nei prossimi cinque anni


3' di lettura

Superata la boa di Brexit, il rilancio del mercato immobiliare londinese passa anche dagli affitti. Si prospettano tempi d'oro per i proprietari con un forte aumento delle locazioni a fronte di un aumento della domanda e di un calo dell'offerta.

Il mercato degli affitti lusso, o prime, è tornato a crescere dopo tre anni di calo. I prezzi nella capitale, che erano scesi del 15% dal referendum su Brexit nel 2016, ora hanno invertito la rotta e continueranno a salire, spinti dalla domanda da parte dei settori finanziario e tech.

Secondo le previsioni del gruppo immobiliare Savills gli affitti nel settore lusso o prime della capitale aumenteranno dell'1% nel 2020 e del 10,9% nei prossimi cinque anni. Come ciliegina sulla torta per i proprietari, si prevede un incremento ancora più marcato del valore degli immobili prime, del 20,5% nel centro di Londra e dell'11,5% in altri quartieri della capitale.
Anche Knight Frank prevede un aumento del 10% totale nel prossimo quinquennio, una media del 2% all'anno dal 2020 fino alle prossime elezioni previste per il 2024.

La percentuale di stranieri che hanno acquistato casa a Londra per affittarla è aumentata: ora i proprietari non britannici sono il 35%, contro il 27% del 2016, secondo Savills, ma l'imposta di bollo aggiuntiva del 3% per i non residenti che dovrebbe entrare in vigore in aprile potrebbe essere un deterrente.
L'offerta sarà anche limitata dalla ripresa del mercato immobiliare dopo le elezioni del dicembre scorso che hanno riportato la stabilità politica in Gran Bretagna. Molti proprietari vorranno sfruttare il “rimbalzo” post-Brexit e metteranno il loro immobile sul mercato. Nel contempo, il previsto aumento dei prezzi delle case in vendita porterà a un aumento del numero di potenziali inquilini, persone che non sono in grado di acquistare e sono costretta a optare per l'affitto.
Dato che la domanda continua ad aumentare si prevede che i prezzi degli affitti resteranno alti, soprattutto in assenza di un aumento significativo dell'offerta.

Già nel 2019 la domanda è aumentata del 25%, mentre l'offerta di immobili in affitto è calata del 14 % e il trend non farà che accelerare, secondo sia Savills che Knight Frank. A spingere la domanda di case in affitto, soprattutto nel segmento lusso nei migliori quartieri, sono due settori-chiave: il tradizionale settore finanziario e il “nuovo” settore tech, che sta emergendo con sempre più prepotenza.
Secondo Savills banchieri e finanzieri hanno rappresentato il 40% della domanda di immobili di lusso in affitto a Londra, in aumento dal 35% del 2016.

In futuro però potrebbero essere superati dagli imprenditori tech. Facebook ha appena annunciato la creazione di mille posti di lavoro a Londra, mentre Apple ha scelto Battersea Power Station per il suo ampliato quartier generale europeo. Dietro i giganti ci sono migliaia di start-up e imprese del settore.

«C'è stato un aumento del 10% nel numero di inquilini tech che hanno cercato appartamenti di lusso nei migliori quartieri di Londra nel 2019 -spiega David Mumby, regional partner di Knight Frank -. Questa tendenza ha preso piede ora che le società del settore stanno espandendo la loro presenza nella capitale». Aumentano in particolare le richieste di appartamenti che costano tra le 4mila e le 20mila sterline al mese.
Gli affitti stanno aumentando in tutta la capitale, non solo nel segmento lusso. I prezzi sono saliti del 2,8% nel 2019, il massimo da quattro anni, a causa della scarsità di offerta – il numero di case disponibili è calato del 20%, secondo gli ultimi dati Zoopla.

La situazione è simile nel resto della Gran Bretagna, con affitti in aumento del 2,6%, il doppio del tasso di inflazione, a fronte di un aumento della domanda dell'8% e di un calo dell'offerta del 4 per cento.

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