dopo il tentato omicidio dell’ex spia russa

Londra rompe i rapporti con Mosca. May caccia 23 diplomatici: «Sono spie non dichiarate»

di Redazione Online


Gb, May ordina espulsione di 23 diplomatici russi

3' di lettura

La Gran Bretagna rompe i rapporti diplomatici con la Russia. Alle parole della premier Theresa May di lunedì, seguono oggi le contromisure e sono pesanti: rottura delle relazioni bilaterali ed espulsione di 23 diplomatici russi che hanno tempo una settimana per lasciare il Regno Unito, ha detto la premier alla Camera dei Comuni. Nel dibattito parlamentare la signora May, incalzata dai deputati, ha detto che i 23 diplomatici «sono stati identificati come ufficiali dell'intelligence non dichiarati».

Motivo della rottura è il tentato omicidio il 4 marzo di Sergei Skipral, ex spia russa che da anni viveva in Gran Bretagna, e di sua figlia Yulia, entrambi avvelenati con agente nervino prodotto dai russi, ha sottolineato la premier May. «L’uso di armi chimiche da parte del governo russo», denuncia la premier britannica, «e il totale disprezzo delle autorità russe verso le indagini».

Il governo britannico revoca così ogni prossimo invito o visita del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in relazione al caso Skripal. Lavrov dice non aveva mai accettato un invito che quindi adesso non può essere ritirato. Le reazioni russe sono di totale disprezzo in effetti. May però colpisce anche l’evento a cui Putin e Mosca tengono come ribalta mondiale: la premier annuncia infatti che non vi saranno delegazioni ufficiali né rappresentanti della famiglia reale ai Mondiali di calcio di Russia 2018 che si iniziano a giugno. Su Twitter la replica dell’ambasciata russa nel Regno Unito qui in basso è dura. «Consideriamo questo atto ostile totalmente inaccettabile, ingiustificato e miope», recita la dichiarazione dell'ambasciata russa in Gran Bretagna. «L'ambasciatore russo Aleksandr Yakovenko - si precisa poi - è stato convocato al Foreign and Commonwealth Office, dove è stato informato del fatto che 23 diplomatici sono stati dichiarati 'persona non grata'».

Misure contro gli oligarchi
Il governo britannico colpisce anche i patrimoni in Gran Bretagna di uomini d'affari e funzionari russi che si sospetta abbiano legami col tentato omicidio Skripal a Salisbury. Ha inoltre preannunciato misure restrittive e controlli sui voli privati, ingressi e movimenti di queste persone. Il governo britannico intende poi «congelare ogni asset dello Stato russo» che ritenga utilizzabile a scopi ostili.

Lo scontro Tory-Labour
Il caso Skripral rilancia l’immagine di una Theresa May percepita come leader debole di un governo sempre sotto pressione per il difficile processo della Brexit. May dà una dimostrazione di forza certo apprezzabile in un momento in cui la Gran Bretagna cerca nuove alleanze in vista dell’addio del blocco dei 27 Paesi Ue. Non poteva non essere così perché Londra non poteva tollerare l’uso di armi chimiche che dovrebbero essere chiuse a chiave nell’arsenale delle potenze straniere che le producono - l’agente nervino con cui è stato avvelenato Skipral.

May mette anche in un angolo il leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn con cui ha polemizzato: questo, dice la May, non è un caso di “hard diplomacy”, qui bisogna denunciare «la colpevolezza dello Stato russo». Accusa così il leader laburista di non aver condiviso apertamente una condanna diretta contro Mosca, pur avendo egli definito l'episodio di Salisbury «un attacco abominevole». May rivendica di aver costruito «un consenso internazionale» attorno alla posizione del Regno e di aver ottenuto «il sostegno degli alleati», ovvero Usa, Germania, Francia, Stati baltici, Ue e Nato e confermando l'intenzione di coinvolgere il Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Il portavoce di Corbyn ha invece suscitato polemiche perché ha dichiarato che è «problematico» per la leadership laburista fidarsi solo delle ricostruzioni dell'intelligence britannica sulla responsabilità diretta attribuita alla Russia per l'attacco chimico di Salisbury, tenuto conto delle false informazioni del passato sulle armi di distruzioni di massa dell'Iraq di Saddam. Le parole del portavoce sono state definite “oltraggiose” da alcuni deputati Tory in parlamento e condannate anche da Theresa May, la quale ha invece ricevuto pieno sostegno, dal fronte delle opposizioni, dai capi dei governi locali di Scozia e Galles: la nazionalista Nicola Sturgeon e il laburista Carwyn Jones, peraltro in rotta con May su Brexit.

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