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Londra, alla Royal Academy in mostra l’arte americana degli Anni 30

di Nicol Degli Innocenti

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Thomas Hart Benton, Cotton Pickers, 1945 - Oil on canvas, 81.3 x 121.9 cm - Prior bequest of Alexander Stewart; Centennial Major Acquisitions Income and Wesley M. Dixon Jr. funds; Roger and J. Peter McCormick Endowments; prior acquisition of the George F. Harding - (c) Benton Testamentary Trusts/UMB Bank Trustee/VAGA, NY/DACS, London 2016


3' di lettura

LONDRA - Una mostra di quadri che è una lezione illustrata di storia, il racconto di come diversi artisti abbiano reagito alla grande crisi economica degli Anni 30 negli Stati Uniti in modo diverso, per denunciarla o superarla, interpretarla o contrastarla, raccontarla o sublimarla.

Il 1929 era stato l'anno del crollo di Wall Street, ma anche dell'apertura del Moma a New York, il primo museo di arte moderna negli Usa. Nel 1930 il tasso di disoccupazione era raddoppiato al 9%, e poi salito ancora al 16,3% nel 1931, anno in cui a New York è nato il Whitney, il primo museo dedicato all'arte americana contemporanea.

A Londra in mostra l'arte americana degli Anni 30

A Londra in mostra l'arte americana degli Anni 30

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“America after the fall”, alla Royal Academy, segue un decennio di parallelismi e contrasti tra economia e arte, rivelando come gli artisti dell'epoca abbiano rappresentato nelle loro opere non solo la grande crisi economica e gli stravolgimenti sociali che la crisi ha causato, ma anche il New Deal di Roosevelt e gli eventi dell'epoca, dalla fine del proibizionismo all'ascesa della musica jazz. I punti di vista sono molto diversi, così come sono molteplici gli stili usati dagli artisti. Il fil rouge che unisce le opere è una sottile inquietudine, un impalpabile senso di ansia. L'American dream – termine coniato nel 1931 – potrebbe non realizzarsi mai.

Tre quadri si fanno notare perché sono i più noti e riconoscibili. Due opere di Edward Hopper con tutta l'atmosfera e la malinconia misteriosa tipiche di questo artista: “New York Movie”, l'interno di un cinema con una donna persa nella sua tristezza, e “Gas”, un distributore di benzina al tramonto nel mezzo del nulla.

Il terzo è il celeberrimo “American Gothic” di Grant Wood, diventato simbolo di una certa America rurale e tradizionale, la coppia dai volti severi davanti alla loro casa di legno, lui con il suo forcone impugnato come uno scettro. È la prima volta che il quadro ha lasciato gli Stati Uniti, grazie all'Art Institute di Chicago che ha collaborato con la Royal Academy all'organizzazione della mostra.

Non è il solo: uno dei meriti di questa mostra è di esibire quadri che non sono mai stati visti prima in Europa, e far conoscere artisti che sono perlopiù ignoti – 32 artisti sono rappresentati. Come “American Justice” di Joe Jones, un titolo dal sarcasmo amaro per un quadro che rappresenta l'omicidio di una giovane donna di colore da parte del Ku Klux Klan.

In “Wrigley's gum” di Charles Green Shaw un gigantesco pacchetto di gomme da masticare fluttua in un cielo celeste, davanti alla silhouette dei grattacieli di New York. È un invito all'ottimismo, ma anche la Pop Art con vent'anni di anticipo.

Il “Paesaggio americano” di Charles Sheeler non è un'immagine della campagna ma della fabbrica della Ford. Non c'è nessuno, forse per ricordare che Henry Ford aveva licenziato migliaia di operai.
Anche Jackson Pollock è presente con uno dei suoi primi quadri, un'opera ancora figurativa dipinta quando aveva 26 anni.

«Da un punto di vista estetico e artistico, gli anni Trenta sono stati il decennio più ricco e diverso dell'arte americana», spiega Judith Evans dell'Art Institute di Chicago. Il successo della mostra sta proprio nel condensare in 45 quadri tutta l'America degli anni Trenta: il boom delle metropoli e la fiducia nel progresso, le fabbriche e i licenziamenti, la crisi economica e il razzismo esacerbato dalla povertà, il mito della campagna e il sogno di un idillio agreste, la carestia e la fame, la passione per lo sport, per le auto e per il cinema.

In quegli anni il “sogno americano” viene messo a dura prova, arriva quasi a infrangersi sulle rocce della dura realtà, ma poi resiste, sopravvive e trionfa. Anche grazie all'arte.

America after the Fall: Painting in the 1930s - Royal Academy, Londra - Fino al 4 giugno 2017
www.royalacademy.org.uk

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