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Londra, il virus gela il mercato delle case

Secondo Savills i prezzi delle case di lusso a Londra sono aumentati del 2% tra metà dicembre e metà marzo, ma ora è tutto bloccato

di Nicol Degli Innocenti

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(Epa)

Secondo Savills i prezzi delle case di lusso a Londra sono aumentati del 2% tra metà dicembre e metà marzo, ma ora è tutto bloccato


2' di lettura

L’emergenza coronavirus sta soffocando la ripresa del mercato immobiliare londinese. I prezzi avevano ripreso a salire dopo le elezioni di dicembre, che avevano portato alla vittoria dei conservatori di Boris Johnson e alla certezza che Brexit sarebbe diventata una realtà.
Ora però l’epidemia ha riportato a una situazione di incertezza sul futuro, dato che nessuno sa quale impatto avrà e quanto durerà.

Inoltre le misure restrittive imposte dal Governo e la chiusura di tutte le attività non essenziali rendono impossibili le normali attività di vendita e acquisto di immobili.
«Sembra inevitabile quindi che ci sarà un periodo di attività molto limitata in primavera e in estate e che probabilmente sarà autunno prima che potremo avere un’idea del significato della crisi -, spiega Lucian Cook, responsabile della ricerca residenziale di Savills -. Solo quando le compravendite ripartiranno potremo valutare l’impatto che Covid-19 ha avuto sui prezzi. Molto dipenderà dall’impatto che il virus avrà sull’economia nazionale e globale e da fino a che punto la gente considererà gli investimenti immobiliari un bene rifugio per tutelare la loro ricchezza».

Secondo Mark Hayward, chief executive dell’Associazione nazionale agenti immobiliari, «la primavera è un periodo di grande attività sul mercato di solito, ma quest’anno vediamo pochi immobili sul mercato e poche richieste. La particolarità del settore immobiliare è che gli investitori hanno bisogno di vedere di persona prima di acquistare e che ora questa possibilità è fortemente limitata, quindi il processo decisionale è rallentato se non rinviato».

I prezzi delle case di lusso a Londra sono aumentati del 2% nei tre mesi tra metà dicembre e metà marzo, secondo gli ultimi dati Savills, invertendo la tendenza negativa per la prima volta dal 2015. In alcuni quartieri occidentali come Brook Green, Ealing e Chiswick l’aumento trimestrale è stato del 3,6 per cento.
«Nei primi due mesi dell’anno si è dissipata l’incertezza politica che aveva afflitto i mercati prime negli ultimi anni, portando a un rinnovato interesse da parte degli acquirenti» afferma Cook.
Ora l’emergenza ha congelato il mercato, ma le previsioni di lungo termine non sono pessimistiche perché l’aspettativa è di una crisi “a V”, cioè con un rapido indebolimento che dovrebbe essere seguito da un’altrettanto rapida ripresa una volta superata la fase più acuta.
Secondo Cook quindi è lecito essere ottimisti: «Riteniamo che i rischi di lungo termine per il mercato non siano significativi, anche se indubbiamente sul breve termine c’è molta incertezza».

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