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Lorenzo Lotto, pittore «dell’animo umano»

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

Nel 1549 Lorenzo Lotto , privo di patroni, a corto di soldi, mise all'asta 47 quadri. Riuscì a venderne solo sei. “L'arte non mi ha fatto guadagnare quello che mi è costata,” scrisse amareggiato l'artista veneziano, che finì i suoi giorni in povertà. Dopo la morte nel 1556 rimase nell'oscurità per oltre trecento anni.
Nel 1895 lo storico dell'arte Bernard Berenson dedicò una monografia a Lotto, descrivendolo come “il primo pittore italiano che è stato sensibile alle variazioni dell'animo umano. Nessun altro prima o dopo di lui è riuscito a dipingere sui volti dei suoi soggetti tanta parte della loro vita interiore.”

Una volta riscoperto, Lotto è stato riconosciuto come uno degli artisti più originali del Cinquecento e non è più tornato nel dimenticatoio. La National Gallery ora dedica una mostra ai suoi ritratti – la prima mai organizzata – che permette di capire e condividere l'entusiasmo di Berenson.

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Lorenzo Lotto in mostra alla National Gallery

Lorenzo Lotto in mostra alla National Gallery

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La mostra, organizzata in ordine cronologico, parte con gli inizi molto promettenti di Lotto. Dopo l'apprendistato da Alvise Vivarini l'artista già nel 1505 era descritto come “pictor celeberrimus”. Treviso, dove abitava, era sulle rotte commerciali con la Germania e Lotto ha adottato alcuni tratti dell'arte nordica come l'attenzione ai dettagli e un realismo nitido che non nasconde i difetti della persona ritratta, sposandoli però con le atmosfere belliniane e la luminosità spirituale di Antonello da Messina. Il periodo trascorso a Roma, dove ha lavorato alle Stanze Vaticane con Raffaello, ha poi aggiunto espressività e dinamismo ai suoi ritratti.

I soggetti dei quadri di Lotto hanno una personalità decisa e lo sguardo intenso, sono dipinti con empatia e introspezione psicologica indipendentemente dal loro status. Il vescovo o il nobiluomo ricevono la stessa attenzione e hanno pari dignità di un frate o del suo padrone di casa, di cui dipinse il ritratto perché non aveva soldi per l'affitto.

Il vescovo croato Thoma Nigris, che difendeva la Chiesa contro l'invasione degli Ottomani turchi, nel ritratto del 1527 ha le mani raccolte in preghiera e un'aria responsabile, pensosa e seria. La sua determinazione è indicata dal crocefisso stretto al cuore.

Il giovane nel “Ritratto di un uomo con una lucertola” del 1532 ha un'aria malinconica e sognante. Sul tavolo sono sparsi petali di rosa, considerati all'epoca una cura per la depressione, un rispettoso accenno alla sua tristezza.
Il capolavoro di Lotto è il ritratto del ricco collezionista veneziano Andrea Odoni del 1527, che fa parte della collezione della Regina. Circondato da statue romane della sua collezione, con la mano sinistra tocca il crocefisso d'oro che ha intorno al collo, mentre con la destra stringe una statuetta di Artemide, come a dimostrare che la sua fede cristiana convive con la sua passione per l'arte pagana.

Le donne di Lotto non rappresentano certo il “sesso debole” ma sono forti, volitive e determinate. Nel ritratto (presunto) di Lucrezia Valier del 1533 lo sguardo della donna è diretto a chi la osserva con decisione. E' una donna sontuosamente vestita ma anche colta, che legge Livio in latino e indica il ritratto nudo della sua omonima, l'eroina romana Lucrezia, come a sottolineare la diversità del loro fato.
Nel ritratto di Giovanni della Volta con moglie e figli, del 1547, è la moglie, in un sontuoso abito rosso, che con una posa decisa, mano sul fianco, domina la scena e di nuovo incontra direttamente lo sguardo di chi la osserva. Il marito appare scialbo e di poca importanza al confronto. La presenza della figlia accanto alla madre in un abito identico ma azzurro sembra indicare che la forza femminile continuerà nella prossima generazione.

La Vergine in Gloria del Duomo di Asolo è compresa nella mostra perché è un'immagine religiosa alquanto atipica: la Madonna, decisamente anziana e con fattezze molto particolari, ha le sembianze di Caterina Cornaro, ex regina di Cipro, che dopo l'abdicazione forzata ha governato Asolo ed è stata grande patrona delle arti.
E' una pratica ricorrente per Lotto inserire “criptoritratti” nei quadri religiosi, dando il volto di un patrono o di un amico a uno dei santi. Sempre profondamente religioso, l'artista ha finito i suoi giorni in un convento.
Lorenzo Lotto Portraits
Fino al 10 febbraio 2019
National Gallery, Londra
www.nationalgallery.org.uk

Riproduzione riservata ©

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