Formazione

Loro Piana a fianco dell’Itis di Biella per il progetto triennale «My Zelander»

Gli studenti hanno concluso un ciclo di alternanza scuola-lavoro con la presentazione dei loro progetti e grazie al supporto dell’azienda e dell’Unione industriale biellese

di Giulia Crivelli

5' di lettura

Tra le molte e quasi inspiegabili anomalie dell’Italia c’è n’è una che riguarda la formazione professionale. Siamo il paese delle arti e dei mestieri e delle “mani sapienti” che tutti i marchi del lusso francese cercano; siamo la seconda economia manifatturiera dell’Unione europea. Eppure la formazione professionale che prepari agli sbocchi, ad esempio nel tessile-moda-accessorio (ma anche nel settore metalmeccanico) è stata relegata in secondo piano. Il confronto con altri Paesi, Germania in testa, è impietoso. Un’anomalia ricordata persino dal premier Mario Draghi nel suo discorso di insediamento e sulla quale da allora è più volte tornato.

Le difficoltà della formazione professionale

Certo, si dirà, il federalismo come lo abbiamo concepito in Italia (un’altra anomalia, si potrebbe aggiungere) non favorisce l’investimento in programmi nazionali per gli istituti tecnici e professionali o in progetti di alternanza scuola-lavoro. Né, come ha ricordato molte volte Marino Vago, presidente di Sistema moda Italia, ha aiutato la scarsa considerazione che, da più parti, è data alle professioni e alla formazione professionale, considerata una sorella meno nobile dei corsi di laurea. Salvo scoprire che dopo aver frequentato com serietà un istituto professionale si trova lavoro con facilità e buone prospettive di carriera e di soddisfazioni economiche, mentre l’università lascia troppo spesso su un binario morto.

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Partnership tra privati a sostegno della scuola

Particolarmente lodevole è allora l’iniziativa di Loro Piana, eccellenza del tessile e dell’abbigliamento di alta gamma , promossa dall'Accademia dei Mestieri interna all’azienda piemontese con il supporto di Unione Industriale Biellese (Uib) . Un progetto triennale di triennale di alternanza, chiamato “My Zelander”, dal nome di un’iconica lana di Loro Piana, ideato da per gli studenti dell' Itis Quintino Sella Tessile e Moda di Biella . Il progetto si è appena concluso con la presentazione delle proposte realizzate dagli studenti della classe VA (foto in alto).

Un progetto ideato nei minimi dettagli

Nato nel 2018, il percorso ha avuto l’obiettivo di «salvaguardare, valorizzare e condividere il “sapere artigianale”, prezioso patrimonio della maison, e al tempo stesso di creare un dialogo tra scuola e impresa, contribuendo alla formazione e alla crescita di tecnici professionisti pronti ad affrontare le sfide future dell’industria tessile», si legge in una nota di Loro Piana, oggi parte del colosso del lusso francese Lvmh, ma fortemente radicata nel territorio dove è nata e cresciuta, fino a diventare una delle più note maison italiane nel mondo.

Un sostegno all’intero percorso di studi

«Loro Piana crede fermamente nel sostegno alle istituzioni scolastiche e all’educazione di qualità, in un dialogo fra scuola e azienda che siamo convinti possa essere sempre più stretto ed efficace nel tempo – spiega Cinzia Tito, direttore risorse umane di Loro Piana –. Questo impegno parte da progetti di orientamento nelle scuole medie e prosegue con il supporto concreto alle scuole tecniche, strategiche per lo sviluppo di tutti i distretti. Per questo è nato My Zelander, che proseguirà il prossimo anno».

Il punto di vista dell’Unione industriali

«Il dialogo fra scuola e impresa è fondamentale sia per gli studenti che per gli imprenditori – commenta Francesco Ferraris, vicepresidente di Unione Industriale Biellese (Uib) con delega all’education –. Progetti come questo sono l’esempio concreto dell’attenzione da parte di aziende come Loro Piana al futuro del territorio: grazie a iniziative come queste, che come Uib appoggiamo con convinzione, si possono gettare le basi per il futuro di tutti. È un’opportunità preziosa per i ragazzi, che così possono iniziare ad appassionarsi alla realtà manifatturiera tessile, con la soddisfazione di creare un tessuto che potrà essere indossato in tutto il mondo. È anche un’ottima occasione di confronto per le aziende, che possono dialogare con la prossima generazione di talenti. Insieme possiamo contribuire alla crescita del tessuto manifatturiero locale e allo sviluppo del territorio».

Tre anni di intenso lavoro e un obiettivo

Gli studenti della classe VA tessile e moda dell’Itis di Biella hanno preso parte a workshop, visite aziendali, testimonianze e digital meeting con i responsabili e i tecnici dell’azienda: tecnici di laboratorio, filatori, tessitori, tintori, disegnatori, addetti al controllo qualità. Al termine del fitto programma di attività, è stato loro assegnato il compito di creare una mini collezione di tessuti, con target e destinazione d’uso diverse, a partire dalla preziosa lana Zelander, alla quale nel 2000 fu persino dedicato un breve saggio di 35 pagine intitolato Loro Piana presenta Zelander: una fibra straordinaria per tessuti unici.

A ciascun capo il suo tessuto

Divisi in tre gruppi, gli studenti hanno ideato tre diversi tessuti, immaginando i seguenti capi: un capospalla con mano serica creata dal Gruppo Tessuto Uomo, una giacca sofisticata e femminile disegnata dal Gruppo Tessuto Donna e una giacca antipioggia e antivento per il Gruppo Tessuto Sport. Nonostante le difficoltà dovute all’attuale emergenza sanitaria che dallo scorso anno ha impedito ogni contatto diretto tra le parti, l’iniziativa è stata portata avanti grazie alla determinazione e alla passione di tutti i soggetti coinvolti: tutor aziendali, docenti e allievi hanno trasformato la nuova sfida in un’opportunità per lavorare in modo diverso e acquisire nuove abilità digitali.

La pandemia ha cambiato il progetto senza fermarlo

«A causa della pandemia, è stato necessario rivedere il percorso, ma gli studenti hanno comunque potuto approfondire tutti gli aspetti della filiera dal punto di vista tecnico e creativo, con l’obiettivo di realizzare un tessuto e capirne la destinazione finale», sottolinea la professoressa Roberta Zanone Poma, responsabile del progetto.

Il successo di un’alleanza pubblico-privato

«Ringrazio Loro Piana, i docenti e gli studenti del triennio tessile per non aver rinunciato a portare avanti il progetto nonostante la situazione di emergenza – sottolinea Giovanni Marcianò, dirigente scolastico Itis Quntino Sella Biella –. My Zelander testimonia che, anche a distanza, la scuola in una logica di miglioramento continuativo e di innovazione, non si ferma. Chi, come Loro Piana, ha grande considerazione per la scuola, merita tutta l’attenzione del nostro istituto. E ciò vale pure per le pmi biellesi dei settori meccanico, elettronico, informatico, chimico con cui - anche tramite l’Uib - tanti progetti vanno rilanciati».

La parola ai protagonisti

Durante la presentazione finale gli studenti hanno dimostrato di aver saputo coniugare le conoscenze e le competenze tecniche acquisite con la creatività, la dedizione e l’entusiasmo tipico della loro età. Gli studenti, divisi nei tre gruppi, hanno voluto firmare altrettante dichiarazioni congiunte: «Non dimenticheremo mai la grande opportunità che la nostra scuola e Loro Piana ci hanno offerto. L’ultimo anno è stato difficile, ma l’impossibilità di vedere concretamente i nostri progressi non ci ha demoralizzato e il risultato finale ha superato ogni nostra aspettativa. Ringraziamo tutto il team della maison e in particolare la nostra tutor Roberta Rama, che ci ha sempre supportato», sono le parole scelte dal Gruppo Tessuto Uomo, composto da Lorenzo La Cognata, Marta Maffeo, Gessica Manzo,Chiara Savia, Sofia Rossi e Ilaria Pasotto (capogruppo).

«Non tutti i giorni capitano opportunità così grandi. Questa l’abbiamo colta con entusiasmo e portata a termine con determinazione. Siamo grati ai tutor aziendali che ci hanno seguito, aiutato e spronato a fare del nostro meglio, fino alla fine del progetto. My Zelander ci ha dato la possibilità di toccare con mano, mettere in pratica ciò che abbiamo studiato a scuola e avvicinarci al mondo del lavoro», sono invece le parole del Gruppo Tessuto Sport, composto da Federico Deni, Elisa Lazzarotto, Martina Tagliabó e Matteo Castaldelli (capogruppo).

Last but not least, il terzo gruppo, quello del Tessuto Donna: «Sapere di avere a che fare con un’azienda conosciuta a livello mondiale e con professionisti che lavorano esclusivamente nel mondo del lusso è molto coinvolgente e stimolante. È stato un onore per noi aver collaborato con Loro Piana; è stata un’esperienza che ha contribuito non solo ad arricchire la nostra formazione scolastica, ma ha favorito anche la nostra crescita personale. Ringraziamo tutti i nostri tutor: ci hanno coinvolto nel progetto e trasmesso la passione che mettono nel loro lavoro», hanno scritto Marco Abbate, Desada Bregu, Nicolò Cerri,Giorgia Mitidieri, Vittoria Ogliaro e Carlotta Blumetti (capogruppo).

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