NELLA CITTTA’ DEGLI ANGELI

Los Angeles, in “sala di montaggio” il Museo del cinema di Renzo Piano

di Vincenzo Chierchia


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Academy Museum of Motion Pictures, Exterior Rendering ©Renzo Piano Building Workshop/©Academy Museum Foundation/ Image from L'Autre Image

2' di lettura

Milano e Los Angeles di nuovo collegate direttamente dopo 17 anni con i voli di Air Italy. Nell'area della grande metropoli americana, ai piedi delle colline di Hollywood, dove è nata la moderna industria della comunicazione, sta sorgendo il Museo del cinema progettato dal grande architetto italiano Renzo Piano. La riapertura dei collegamenti aerei diretti tra Los Angeles e Milano è stata dunque anche l'occasione per visitare i cantieri di questa opera spettacolare in corso di realizzazione accanto al Lacma, ovvero il Los Angeles County Museum of Art.

“I lavori sono avanzati - commenta Stephanie Sykes, responsabile della comunicazione - contiamo di finire le parti strutturali prima dell'estate e poi si passa agli allestimenti definitivi. L'apertura sarà verso fine anno e rappresenterà un momento di particolare importanza a livello mondiale visto che costituirà il principale polo di riferimento per la storia del cinema che ha segnato l'evoluzione della cultura globale”.

Le sedi delle grandi Major sono a pochi passi - Paramount, Universal così come il gruppi della tv da Cbs a Nbc - percorrere le strade di Los Angeles da Beverly Hills alle spiagge di Venice, passando per la collina dell'Osservatorio astronomico è come ripercorrere idealmente i fotogrammi di un racconto mediatico che si rinnova di continuo. Il lavori intanto proseguono.

Spettacolare la cupola che dà una visione straordinaria su una megalopoli in cui ciascuno di noi ritrova frammenti di memoria associati a sogni ed emozioni. L'organizzazione del Museo sarà al tempo stesso emozionale, immersiva, didattica, operativa e interattiva. “Where Dreams are made” non è solo una frase fatta, ma la chiave di esplorazione ben visibile di un'opera destinata a costituire un grande elemento di attrazione per Los Angeles e gli Stati Uniti. “Stiamo portando avanti una operazione che si è rivelata complessa ed impegnativa più del previsto” aggiunge Stephanie che non nasconde il suo amore per l'Italia dove ha spesso soggiornato per approfondire le competenze di management della cultura. “L'impegno finanziario è salito a 388 milioni di dollari e la raccolta fondi è continua - aggiunge -. Questo è un elemento cruciale, che ha visto una mobilitazione su scala internazionale per un patrimonio che è dell'intera umanità”.

Il progetto è ormai assai visibile nella concretezza del cantiere. Sale di esposizioni, auditorium, corridoi, spazi, già si respira un'atmosfera particolare. “Apriremo sotto il segno di Hayao Miyazaki - aggiunge Stephanie - in collaborazione con lo Studio Ghibli, un tributo ad un grande artista, cui seguirà una grande iniziativa sul cinema afro-americano. Finalmente dopo un secolo la patria dell'industria cinematografica mondiale potrà cominciare ad avere un luogo di confronto e di riflessione oltre che di unificazione del grande patrimonio di produzioni e testimonianze che si è accumulato nel tempo”.

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