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Lotta all’evasione, il Fisco potrà dribblare tutti i vincoli della privacy

Trattamento dati personali sempre consentito alle Pa e alle loro partecipate se perseguono interessi pubblici. Pnrr: pareri del Garante entro 30 giorni

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Detto e contraddetto, il catasto della discordia

3' di lettura

Non è entrato nella delega fiscale. Ma lo stop ai vincoli privacy nella lotta all’evasione trova la corsia rapida del decreto legge 139/21 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 241 dell’8 ottobre 2021) destinato a disciplinare anche le riaperture delle discoteche. Un decreto in cui sono entrate anche le segnalazioni alla Privacy per la diffusione di immagini in caso di revenge porn e le disposizioni sull’esame da avvocato 2021.

I confini dell’azione preventiva

Una delimitazione dell’intervento preventivo del Garante che in realtà ha un perimetro molto più ampio. Il trattamento dei dati personali da parte di un’amministrazione pubblica - comprese le Autorità indipendenti e le amministrazioni inserite nell’elenco Istat, ad esempio le Agenzie fiscali - così come da parte di una società a controllo pubblico o di un organismo di diritto pubblico sarà sempre consentito se necessario per l’adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l’esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti.
E ancora, la finalità del trattamento, se non espressamente prevista da una norma di legge o di regolamento, è indicata dall’amministrazione, dalla società a controllo pubblico o dall’organismo di diritto pubblico in coerenza al compito svolto o al potere esercitato.

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La priorità dell’interesse pubblico

Di fatto, si riconosce una priorità alla finalità del pubblico interesse rispetto a quella del trattamento dei dati personali. Anche perché il decreto legge cancella il potere del Garante di prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell’interessato nel caso dei trattamenti svolti per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico che possono presentare rischi elevati.
E non è finita perché si introduce una disciplina particolare anche per il Pnrr. Tutti i pareri dell’Autorità garante dei dati personali su riforme, misure e progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza dovranno essere forniti entro 30 giorni dalla richiesta. Una volta decorso invano questo termine, si potrà procedere indipendentemente dall’acquisizione del parere.
Un intervento che va quindi a colpire i poteri interdittivi del Garante. Poteri preventivi che nel corso degli ultimi 10 anni sono stati esercitati, ad esempio, per diverse misure sul fronte dell’accertamento: dal debutto del nuovo redditometro all’avvio della Superanagrafe dei conti correnti.

Gli altri strumenti di lotta all’evasione

Proprio mentre sul tavolo del confronto con l’amministrazione finanziaria ci sono altri 2 strumenti, che erano stati messi a disposizione della lotta all’evasione dalla manovra 2020. È il caso del dossier sulla fattura elettronica, per cui la norma approvata circa 2 anni fa punta a consentire un utilizzo più ampio nel tempo (8 anni) e nella quantità di dati (non solo quelli strettamente fiscali).
A fine giugno agenzia delle Entrate e Garante avevano fatto sapere dei passi compiuti per arrivare a soluzioni condivise per la gestione e la memorizzazione delle fatture elettroniche sia relative alle cessioni di beni e prestazioni di servizi tra operatori economici (B2B), sia relative a operazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali (B2C). Proprio su questo fronte restava l’ultimo miglio da compiere. E che non restasse molto è confermato indirettamente anche dal fatto che non è stata ulteriormente prorogata la possibilità di aderire al servizio di memorizzazione delle e-fatture, scaduta lo scorso 30 settembre.
L’altro fronte aperto è rappresentato dall’«anonimometro», ossia la possibilità di pseudoanonimizzare i dati presenti in Anagrafe tributaria per l’analisi del rischio evasione e definire dei parametri su cui poi andare a calare i controlli. Al parere dell’Authority era già stato inviato uno schema di decreto ministeriale per disciplinare tutta la procedura e sbloccare così la possibilità di procedere agli incroci delle informazioni.

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