Frodi ed evasione, una catena da spezzare

Italia

Lotta all’evasione, la Gdf chiede il sequestro di 9,3 miliardi di euro

di Marco Mobili


Evasione fiscale e riciclaggio, una catena da spezzare

2' di lettura

«Evasione fiscale, riciclaggio, corruzione, la criminalità finanziaria e lo sperpero di denaro pubblico sono fenomeni fra loro interdipendenti in grado di minare lo sviluppo ordinato ed equilibrato delle dinamiche di mercato». Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in occasione della cerimonia del 245° anniversario della Guardia di Finanza. Un'occasione per le Fiamme Gialle di presentare il bilancio di 17 mesi di attività dal 1° gennaio 2018 al 31 maggio 2019.

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E i numeri danno ragione al ministro dell'Economia: l'attività di controllo per spezzare quella che da sempre è considerata la catena del malaffare ossia evasione, corruzione, riciclaggio e, per chiudere, il finanziamento alla criminalità organizzata, ha portato la Guardia di Finanza a chiedere sequestri patrimoniali all''autorità giudiziaria per 9, 3 miliardi. Poco meno di quelli che per il vicepremier Salvini servirebbero per far partire la riduzione delle tasse. Oltre nove miliardi emersi da circa 17mila indagini delegate dalla magistratura. Non solo. Le misure patrimoniali eseguite sono state pari a 1,5 miliardi di euro.

245° anniversario di Fondazione della Gdf: l'intervento Tria

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Una sfida da vincere per la crescita
Un'azione che vede tutti i comparti dell'amministrazione finanziaria impegnati per contrastare a monte l'evasione, le cui somme nascoste al Fisco oltre ad alterare la concorrenza tra le imprese danno origine a quella catena del malaffare e delle frodi. «Oggi ci troviamo impegnati coralmente – ha ricordato ancora Tria - ad affrontare la sfida di rilanciare il potenziale di crescita del nostro Paese e per raggiungere tale obiettivo non si può prescindere dalla rimozione dei fattori che possono limitare la capacità del sistema di generare valore attraverso la naturale combinazione delle forze economiche e legali».

Stop a vantaggi competitivi “illegali”
Per il ministro dell'Economia, «è dunque di fondamentale importanza per lo sviluppo economico che siano neutralizzati i vantaggi competitivi di cui godono le imprese illecite e che queste vengano emarginate dal mercato prima che possano nuocere al tessuto economico sano». Uno dei fenomeni che maggiormente alterano il mercato e la concorrenza tra le imprese sono le frodi carosello. Sono stati oltre 3mila i casi scoperti di società cartiere o fantasma che hanno emesso fatture inesistenti avvantaggiandosi dell'Iva non pagata e utilizzando le indebite compensazioni .

Da Asti a Napoli, la passa alla “pompa”
Per capire meglio come la criminalità e i professionisti dell'evasione e delle frodi utilizzano queste società cartiere è sufficiente ripercorrere quanto scoperto dalle Fiamme Gialle pochi mesi fa. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Asti, infatti, ha stanato un gruppo che acquistando oltre 300 milioni di litri di benzina dalla Croazia e dalla Slovenia attraverso società cartiere utilizzate per stampare ede emettere fatture inesistenti, ha omesso di versare l'Iva per abbassare il prezzo finale alla pompa ottenendo così un illecito vantaggio concorrenziale con un giro di fatture false di 365 milioni di euro e un'evasione Iva di 80 milioni.

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