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Lotta all’evasione: le lettere del fisco portano altri 2 miliardi di incassi

L’agenzia delle Entrate procede spedita sulla trasmissione degli alert che segnalano anomalie ai contribuenti e li mette in condizione di decidere se procedere o meno alle autocorrezioni

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Il Fisco a caccia delle frodi su bonus e ristori

3' di lettura

Quasi due miliardi già recuperati dal Fisco con le lettere di compliance. Per centrare a pieno gli obiettivi fissati dal Pnrr nel capitolo dedicato alla riforma dell’amministrazione fiscale, l’agenzia delle Entrate procede spedita sulla trasmissione degli alert che segnalano anomalie ai contribuenti e li mette in condizione di decidere se procedere o meno alle autocorrezioni. La strategia soft, che non passa da un atto di recupero, si è già concretizzata in quasi 2,6 milioni di comunicazioni inviate.

Il dato (aggiornato allo scorso 30 agosto) è contenuto nella seconda relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) depositata in Parlamento dal Governo Draghi la scorsa settimana. In sostanza, lo stato di avanzamento lavori si è già attestato al 73,1% dell’obiettivo complessivamente fissato per tutto il 2022. Gli importi già versati dai contribuenti sono, invece, il 79,7% del target indicato per l’anno in corso (in questo caso l’aggiornamento è allo scorso 20 agosto). Con una prospettiva che fa passare la lotta all’evasione ancora di più dall’azione di prevenzione, anche alla luce delle difficoltà di procedere al recupero e alla riscossione dopo gli accertamenti.

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L’obiettivo nel Pnrr: +20% di lettere di compliance

A tal proposito, va ricordato che il Pnrr aveva indicato come obiettivo da raggiungere l’aumento del 20% delle lettere di compliance. Per tagliare il traguardo l’agenzia delle Entrate, come riporta la relazione depositata dal Governo in Parlamento, ha pianificato i criteri per predisporre le liste di contribuenti nei cui confronti attivare le iniziative di stimolo della compliance e ha condiviso un cronoprogramma con il partner tecnologico Sogei. Per ogni lista è stata indicata la platea di riferimento e individuato il periodo dell’anno in cui le comunicazioni saranno inviate ai contribuenti.

Da ultimo, il provvedimento firmato martedì 18 ottobre dal direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha dato il via alla campagna di segnalazioni per gli errori o i dati non coerenti relativi agli aiuti di Stato relativi ai modelli dichiarativi (Redditi, Irap e 770) relativi all’anno d’imposta 2018. E prossimamente potrebbe essere la volta dei 730, la cui scadenza di presentazione dei modelli è stata il 30 settembre, per segnalare possibili anomalie, ad esempio, a chi, pur avendo ricevuto più certificazioni uniche sui redditi ed essendo a debito d’imposta, non ha trasmesso nessuna dichiarazione.

Destinatari sempre più mirati

Quantità ma anche qualità. C’è, infatti, un altro passaggio chiave che il Pnrr individua per affinare sempre di più la strategia dell’adempimento spontaneo per stanare i veri evasori. Si tratta della riduzione dei «falsi positivi» del 5 per cento. In pratica, si tratta di fare in modo che le lettere di compliance siano effettivamente indirizzate a soggetti che hanno commesso omissioni o errori e non ai contribuenti in regola. Anche perché, in questo caso, la strategia del «Fisco amico» si rivelerebbe in realtà un boomerang. Secondo le informazioni fornite dall’amministrazione finanziaria a Palazzo Chigi per la messa a punto della relazione alle Camere, i falsi positivi sono stati ridotti a 5.025, che rappresentano lo 0,3% delle lettere trasmesse e il 4% del target prefissato (126.500). Naturalmente, il contenimento del dato ha richiesto un lavoro “preparatorio”. Ogni criterio di incrocio delle informazioni è stato sottoposto a una fase preliminare di sperimentazione per consentire di individuare le possibili anomalie presenti nelle platee di riferimento come, tra gli altri, la sovrarappresentazione di singoli codici Ateco e la presenza di regimi speciali di tassazione. Verifiche che, come emerge sempre dalla relazione del Governo, continueranno fino all’invio di ciascun “pacchetto” di comunicazioni.

Tutto ciò è stato reso possibile anche a seguito delle iniziative adottate dalle Entrate per migliorare il livello qualitativo delle proprie basi di dati e la loro interoperabilità attraverso il potenziamento di piattaforme di analisi avanzata. Una strada intrapresa ha anche una sua ricaduta pratica nel miglioramento dell’analisi di rischio per individuare le platee di contribuenti da sottoporre poi a veri e propri controlli.

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