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Lotta all’evasione, più armi con un unico target: la tracciabilità

di Salvatore Padula

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2' di lettura

C’è una (piccola) eredità, in chiave contrasto all’evasione, che il vecchio governo Conte ha lasciato al nuovo governo Conte. Non grandi piani, non strategie rivoluzionarie. Piuttosto alcuni progetti concreti ai quali l’amministrazione, sia l’Agenzia sia la Guardia di Finanza, stanno già lavorando.

In primo luogo, è pronta all’uso la super-anagrafe dei conti, dopo il via libera del Garante della Privacy arrivato prima dell’estate. Era bloccata da 8 anni: tecnicamente si chiama «Archivio dei rapporti finanziari» e consentirà di creare liste selettive per controllare i contribuenti che mostrano anomalie nei movimenti di denaro.

Nei mesi scorsi si è poi parlato di un’azione congiunta GdF e agenzia delle Entrate per il contrasto alle frodi Iva. In più, l’amministrazione sarà impegnata in un progetto per scovare irregolarità per i contribuenti Iva che utilizzano il regime forfettario. I controlli riguarderanno sia chi ha adotto il nuovo regime da quest’anno, sia chi lo aveva fatto negli anni precedenti.

Quanto ai nuovi scenari, le parole d’ordine del nuovo governo sembrano essere digitalizzazione e tracciabilità. È un piano ancora in divenire ma, a quanto risulta, si punterebbe in primo luogo – anche a conferma delle dichiarazioni programmatiche del premier – sull’ottimizzazione dell’uso delle tecnologie sia per il contrasto delle frodi (si parla di una nuova importante campagna contro le false compensazioni), sia per fare emergere le attività dell’economia sommersa e il lavoro nero (dove però, come sappiamo, occorre anche un adeguato presidio territoriale).

Il monitoraggio dei movimenti di denaro dovrebbe muoversi su un doppio binario: da un lato, incentivi per l’uso della moneta elettronica (senza quindi modificare gli attuali limiti di utilizzo del contante e senza tasse di alcun tipo sui prelievi, come ha riferito Il Sole 24 Ore di venerdì scorso); dall’altro lato, si ragiona sulla possibilità di un più diffuso utilizzo dell’obbligo di effettuare determinati pagamenti con metodi tracciabili, anche come condizione per la deducibilità di quelle spese, sulla falsa riga di quel che già ora è previsto per i carburanti.

Altri due fronti decisivi sono il potenziamento della fatturazione elettronica, accreditata già quest’anno di ottimi risultati dei quali molti si attribuiscono i meriti. E alla quale si chiederebbe ancora di più, provando in prospettiva a limitare gli esoneri: si pensi ai contribuenti con ricavi-compensi fino a 65mila euro che utilizzano il forfait e che sono esclusi da ogni vincolo di invio-ricezione telematica del documento. E poi c’è il completamento dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi (scontrini e ricevute fiscali), che andrà a regime proprio a gennaio, con l’impegno a non concedere esclusioni e/o rinvii e anzi, anche in questo caso, verificando piuttosto i margini di rafforzamento ed estensione.

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