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Lotta all’evasione, stretta sugli scontrini telematici

Nel contrasto alle frodi Iva fari puntati sui dati delle false lettere di intento

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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(IMAGOECONOMICA)

Nel contrasto alle frodi Iva fari puntati sui dati delle false lettere di intento


2' di lettura

La lotta all’evasione si allinea ai nuovi tempi e mette nel mirino gli scontrini telematici con una stretta sulle sanzioni e le lettere di intento ’”esterometro” perché il formato della fattura elettronica dovrà consentire di inviare anche i documenti emessi e ricevuti nei confronti di operatori oltreconfine.

Ma procediamo con ordine. Il Ddl di Bilancio riscrive la disciplina delle sanzioni sugli scontrini elettronici con una maggiore attenzione anche alle possibili manomissioni o alterazioni dei registratori telematici e delle altre modalità di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi all’agenzia delle Entrate.

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Di fatto, la sanzione del 90% dell’imposta riguarderà tutte le possibili violazioni che si possono verificare (omessa, tardiva e/o infedele memorizzazione e omessa, tardiva e/o infedele trasmissione), tanto singolarmente, quanto cumulativamente. Irregolarità nella memorizzazione e nella trasmissione vengono, dunque, sanzionate allo stesso modo e si applicherà una sola penalità di violazioni relative diversi momenti (memorizzazione e trasmissione) dell’adempimento a carico di commercianti ed esercenti.

Questo vale nei casi in cui l’irregolarità commessa incida sull’Iva da liquidare. Qualora, invece, non vi fosse alcun impatto sull’Iva dovuta, la sanzione diventa fissa di 100 euro per ciascuna trasmissione. In ogni caso, non sarà più consentito ravvedere la sanzione disposta per l’omessa memorizzazione dei corrispettivi o la memorizzazione con dati incompleti o inesatti quando la violazione è già stata constatata.

Ma, come anticipato, il regime sanzionatorio mira anche a colpire chi vuole bluffare dolosamente con i nuovi strumenti di registrazione e invio dei dati sulle vendite. In caso di mancato funzionamento dei registratori non segnalato la sanzione amministrativa può andare da 250 a 2mila euro. Mentre la penalità da 1.000 a 4mila euro per la mancata installazione di apparecchi per l’emissione di scontrino o ricevuta si applica anche all’omessa applicazione di strumenti e procedure per la trasmissione telematica. E anche in questi casi vale la sanzione per manomissioni o alterazioni da 3mila a 12mila euro.

La manovra 2021 punta anche a un’ulteriore stretta in chiave antifrode per giocare d’anticipo con la prevenzione. Dopo le nuove modalità di tracciamento delle lettere d’intento scattate da marzo 2020, arriva un sistema per effettuare un’analisi di rischio per gli esportatori abituali. E, qualora i riscontri evidenzino irregolarità, il diretto interessato non potrà più rilasciare nuove dichiarazioni d’intento tramite i canali telematici dell’agenzia delle Entrate.

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