agricoltura

Lotta al caporalato: dall’alloggio ai trasporti, più servizi per i lavoratori

Approvato dal ministero il piano triennale basato su 4 assi strategici e 10 azioni prioritarie

di Giorgio dell'Orefice

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(Ansa)

Approvato dal ministero il piano triennale basato su 4 assi strategici e 10 azioni prioritarie


3' di lettura

Quattro assi strategici e 10 azioni prioritarie. È l'articolazione del Piano triennale di contrasto al caporalato approvato al ministero del Lavoro e che ha visto il coinvolgimento anche del ministero delle Politiche agricole, di quello del Sud e della coesione territoriale, del ministero dell'Interno e di una nutrita rappresentanza delle parti sociali oltre che delle forze dell'ordine e degli enti locali riuniti nell'Anci.

«Il Piano – hanno spiegato al ministero del Lavoro – partendo da una mappatura dei territori e dei fabbisogni di manodopera agricola, affianca interventi emergenziali e interventi di sistema o di lungo periodo, seguendo 4 assi strategici: prevenzione; vigilanza e contrasto; protezione e assistenza; reintegrazione socio-lavorativa».

Nel dettaglio questi assi, saranno declinati in 10 azioni, considerate prioritarie: che vanno dalla messa a punto di un sistema informativo con il calendario delle colture e dei fabbisogni di manodopera definiti per area e per stagionalità a interventi strutturali che prevedano investimenti in innovazione e valorizzazione dei prodotti e l'efficienza del mercato dei prodotti agricoli. Uno degli obiettivi principali del piano è proprio la pianificazione dei flussi di manodopera e il miglioramento dell'efficacia e della gamma dei servizi per l'incontro tra la domanda e l'offerta (CPI) di lavoro agricolo.

Importante, è stato ribadito, sarà il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, l'espansione del numero delle imprese aderenti (attualmente fermo a quota 3.500 la stragrande maggioranza delle quali che operano in Emilia Romagna ndr) e l'introduzione di misure per la certificazione dei prodotti che diano rilevanza anche alla trasparenza lungo il processo produttivo e alle condizioni di lavoro del mercato del lavoro agricolo.

Ma di particolare importanza saranno le iniziative che riguardano due aspetti in particolare e cioè l’alloggio e il trasporto dei lavoratori. Due aspetti sui quali si fonda la forza proprio dei caporali che organizzano la forza lavoro e la spostano materialmente dai centri abitati o dalle strade di maggior traffico ai campi.

Sarà inoltre attuata una campagna di comunicazione istituzionale per sensibilizzare sullo sfruttamento lavorativo come sarà parallelamente imprescindibile il rafforzamento delle attività di vigilanza e contrasto allo sfruttamento lavorativo.

E infine sarà realizzato un sistema nazionale per il reinserimento socio-lavorativo delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura.
Tutta questa complessa strategia anti sfruttamento lavorativo, come è stato ricordato oggi al Tavolo, potrà ontare su uno stanziamento di 88 milioni di euro derivanti da varie fonti (su fondi Fnpm, Fami, Fse - Pon Inclusione).

«Il tavolo istituito ha realizzato fin dall’inizio un importante lavoro che ha già prodotto significativi risultati. Oggi tiriamo le somme di un lavoro complesso – ha commentato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo – e che nel tempo ha ricevuto varie adesioni da parte di nuovi soggetti il che testimonia un grande interesse nel paese nei confronti di questa problematica. In questa prima fase di lavoro abbiamo ricevuto più di 30 contributi alla riflessione dei quali stiamo cercando di fare una sintesi. Ma non solo. Alcuni significativi risultati già sono giunti. È infatti anche grazie all'attività di questo tavolo che oggi abbiamo nell'ambito del Dpcm sui flussi migratori un capitolo dedicato al lavoro stagionale. Il tavolo ha saputo proporsi come il flucro di una governance multilivello nel quale un ruolo significativo è stato svolto anche dagli enti locali. Adesso la priorità sarà definire un cronoprogramma delle azioni da svolgere, ognuno per la sua parte, con obiettivi chiari».

«Siamo soddisfatti per il lavoro svolto su una problematica che è complessa. Siamo tutti impegnati nell’attuazione delle norme sul contrasto al caporalato ognuno per le proprie competenze e tutti nel proseguire il lavoro comune. Come Mipaaf – ha aggiunto la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova – avvieremo il lavoro per la definizione dei fabbisogni di manodopera in agricoltura. Non è possibile che a fronte di richieste per 50mila lavoratori da parte delle imprese agricole poi abbiamo disponibilità per 18mila. A questo proposito ricordo come nel Collegato agricolo alla manovra ci sarà un capitolo sul lavoro agricolo di qualità. Dobbiamo lavorare sul decreto flussi e sul lavoro immigrato irregolare. Non possiamo far finta che non esistano le tendopoli. In quella di San Ferdinando in Calabria vivono 2mila immigrati. Dobbiamo farci carico di queste persone e lavorare, assumere decisioni, per dar loro certezze. Con l'ipocrisia non si risolvono i problemi».

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