La lotta all’evasione

Lotteria degli scontrini, niente sconti per chi tenta la fortuna in farmacia

Il codice per l’estrazione è alternativo alla detrazione sanitaria. Validi solo i pagamenti con moneta elettronica

di Giovanni Parente

Lotteria degli scontrini: ecco cosa c'e' da sapere

2' di lettura

Oltre un milione di codici lotteria scaricati nei primi due giorni dall’avvio dell’operazione scattata il 1° dicembre sul portale lotteria testimoniano la voglia e la curiosità degli italiani di mettersi in gioco anche con gli scontrini.

Dopo vari rinvii e cambi in corsa, la lotteria sembra davvero destinata a partire dal 1° gennaio. E partirà nel segno del cashless, perché la modifica contenuta nel Ddl di Bilancio ora all’esame della Camera prevede che solo i pagamenti con moneta elettronica possono concorrere alle estrazioni. In questo modo, a partire dal prossimo anno, ogni pagamento elettronico per il quale sarà presentato il codice lotteria all’esercente consentirà di generare un biglietto virtuale per ogni euro speso, fino a un massimo di mille biglietti virtuali per ogni scontrino (quelli superiori daranno comunque mille ticket).

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Nel caso in cui l’importo speso sia superiore a un euro, l’eventuale cifra decimale oltre 49 centesimi produrrà comunque un altro biglietto virtuale. Questo, però, significa che non ci sarà la possibilità di tentare la sorte per chi acquisterà, ad esempio, un caffè nei bar dove costa ancora 80 o 90 centesimi. Per partecipare alla lotteria, insomma, dovrà acquistare anche un croissant.

Ma c’è un altro bivio davanti al quale si troveranno i consumatori-contribuenti. Le Entrate, infatti, hanno aperto alla possibilità di partecipare alla lotteria anche per le cessioni e le prestazioni da parte degli operatori obbligati a trasmettere i dati al sistema Tessera sanitaria. In pratica, tanto per considerare un caso diffuso, chi effettua un acquisto potenzialmente detraibile in farmacia potrà scegliere se presentare il codice lotteria o il codice fiscale al momento del pagamento.

Tentare la sorte per inseguire i premi della riffa di Stato (che arrivano a 5 milioni nel caso dell’estrazione annuale) rischia però di avere un costo in termini fiscali. Il provvedimento delle Entrate (il numero 351449 dell’11 novembre 2020) spiega che «i registratori telematici, in fase di registrazione dei dati dell’operazione, possono memorizzare o il codice fiscale, finalizzato all’ottenimento dell’eventuale detrazione/deduzione fiscale, oppure il codice lotteria finalizzato alla partecipazione a quest’ultima». Di fatto, il codice lotteria “scherma” il codice fiscale (soprattutto per impedire la ricostruibilità degli stili di acquisto e non a caso ogni contribuente può avere fino a 20 codici lotteria). Quindi non resterebbe traccia ai fini fiscali dell’eventuale farmaco detraibile acquistato. Niente scontrino parlante, niente associazione tra acquisto detraibile e codice fiscale nel Sistema tessera sanitaria e quindi niente possibilità poi di accedere alla detrazione del 19% per quella spesa nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Per la serie: anche la fortuna ha il suo prezzo.

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