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Louis Vuitton porta a Milano la sua «capsula del tempo»

Dal 20 settembre al 20 ottobre approda in Piazzetta Reale l’allestimento che racconta 165 anni della storia della maison, con 170 creazioni fra bauli antichi, edizioni limitate, creazioni di design e abiti

di Chiara Beghelli


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2' di lettura

Lucente e monocroma, come un’astronave, la “Time Capsule” di Louis Vuitton è approdata in piazzetta Reale a Milano, a pochi passi dal Duomo, pronta a offrire il suo viaggio nel tempo nei 165 anni di vita della maison. La mostra resta aperta al pubblico (con ingresso gratuito) dal 20 settembre al 20 ottobre, un mese in cui offrirà ai visitatori l'occasione di ripercorrere le tappe fondamentali della storia Vuitton attraverso 170 oggetti circa disposti su una superficie di 500 metri quadri.

Il progetto itinerante (che quest’anno ha già fatto tappa anche a Kuala Lumpur, Chengdu e Città del Messico) inaugura a Milano proprio nei giorni della settimana della moda, per rendere omaggio alla città dove nel 1984 Louis Vuitton inaugurò la sua prima boutique italiana. E proprio “Milano” fu battezzato il baule da viaggio (inserito nella selezione in mostra) del 1925, presentato all'Expo di Parigi di quell'anno, che contiene oggetti da viaggio dalle forme affilate ispirate a quelle delle guglie del Duomo.

Il percorso di visita si apre con un tavolo che mostra il lavoro gli artigiani della maison, provenienti dall'atelier di Asnières-sur-Seine - la cittadina nei dintorni di Parigi dove Louis Vuitton visse e fondò il suo primo laboratorio -, eredi di quel savoir faire che portò l'imperatrice Eugenia, consorte di Napoleone III, a scegliere Vuitton come suo fornitore di valigie ed esperto “imballatore”.

Il baule da viaggio “Milano” del 1925

Si prosegue poi lungo il filo rosso dei bauli da viaggio, esplorandone l'evoluzione, la nascita delle diverse tele, dalla Trianon Grey del 1854 alla celebre Monogram del 1896, ed esaminando anche l'inventiva della maison nel progettare oggetti da viaggio sempre più leggeri e comodi, compagni di coloro che iniziavano a spostarsi nel mondo su navi a vapore, treni sempre più veloci, aerei. Un approccio creativo contemporaneo sia per tecniche e uso dei materiali, sia per la capacità di adattarsi alle diverse esigenze, preconizzando le personalizzazioni: ne sono un esempio le valigie speciali realizzate per le avventurose traversate “nera” e “gialla” di André Citroën fra 1924 e 1932, o la Steamer Bag del 1901 che poteva essere piegata e riposta nel baule-armadio.

Baule del 1903

La storia conduce al presente, con il pret-à-porter firmato Nicolas Ghesquière per la donna e da Virgil Abloh per l'uomo, ma anche con gli Objects Nomads, la collezione di design nata nel 2012 che Vuitton presenta tradizionalmente proprio a Milano nei giorni del Salone del Mobile, e le creazioni frutto di collaborazioni d'eccellenza con artisti come Yayoi Kusama, Cindy Sherman e Takashi Murakami. Infine, la capsula del tempo toccherà il futuro, trasformando un baule in un'installazione digitale immersiva.

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