ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùrisiko dei listini

Lse, Londra potrebbe bloccare l’offerta della Borsa di Hong Kong

Lo sostiene il Wall Street Journal. Dall’altra parte dell’Oceano non è di sicuro vista di buon occhio la puntata cinese verso uno dei mercati finanziari più importanti al mondo, partner preferenziale degli Stati Uniti

di Riccardo Barlaam


default onloading pic
AP

2' di lettura

NEW YORK - Con la Brexit che incombe e la prospettiva di restare isolata dal resto del mondo o in ogni caso di doversi reinventare, l’industria dei servizi finanziari sarà sempre più centrale per il Regno Unito del prossimo futuro. E per questo motivo che il governo inglese potrebbe rifiutare il takeover da 36,6 miliardi di dollari su London Stock Exchange Group, che controlla anche Piazza Affari, proposto dalla Borsa di Hong Kong. È quanto sostiene il giornale americano Wall Street Journal.

«La Borsa di Londra è una parte fondamentale del sistema finanziario del Regno Unito, quindi, come ci si potrà aspettare, il governo e i regolatori guarderanno attentamente i dettagli dell’offerta», ha detto in maniera laconica un portavoce del Tesoro. «Non possiamo commentare ulteriormente» un argomento sensibile che impatta sulle quotazioni, ha fatto intendere il portavoce.

Un medesimo orientamento sembra trapelare anche dalla Bank of England: in maniera informale sarebbe stato evidenziato dai funzionari della banca centrale ai colleghi del Tesoro, rivela il Wsj.

Dall’altra parte dell’Oceano, peraltro, non è di sicuro vista di buon occhio la puntata cinese verso uno dei mercati finanziari più importanti al mondo, partner preferenziale degli Stati Uniti in ragione di quella “special relationship” che risale ai tempi di Winston Churchill e che Donald Trump e Boris Johnson hanno detto di voler rilanciare dopo la Brexit siglando al più presto un nuovo, più stretto, trattato di relazioni commerciali bilaterali.

Il gruppo London exchange ha centinaia di occupati negli Stati Uniti e opera in ambiti regolati dalla Securities and Exchange Commission, dalla Commodity Futures Trading Commission e dalla Financial Industry Regulatory Authority americane. Gli Stati Uniti insomma hanno l’autorità per bloccare i deal di società che hanno attività nel loro Paese. Il Comitato per gli investimenti stranieri negli Usa (Cfius) periodicamente esamina i takeover “sensibili” per gli Usa e non di rado li blocca (è capitato anche all'italiana Permasteelisa di recente, ora controllata dai cinesi).

LEGGI ANCHE / Quando Hong Kong lanciò (e vinse) l’assalto al London Metal Exchange

Il portavoce del Cfius non ha voluto rilasciare commenti sull'offerta della Cina per la Borsa di Londra. «Ma ha la giurisdizione per bloccare l’operazione», ha spiegato al Wsj Nova Daly, lobbista di Washington, ora allo studio legale Wiley Rein, che fino a non molto tempo fa ha seguito i dossier del Cfius sulle operazioni delle aziende straniere in rappresentanza del Dipartimento al Tesoro.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...