INDUSTRIA AUTOMOTIVE

Luca De Meo: «Così Renault uscirà dalla crisi. Fondamentale sostenere l'Alleanza con Nissan»

In pochi mesi il manager italiano, Presidente e CEO, ha fatto cambiare marcia ad una gruppo in crisi per le consistenti perdite degli ultimi anni, ma anche un piano prodotto non all'altezza delle sfide che l'attendono in futuro

di Corrado Canali e Mario Cianflone

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(REUTERS)

In pochi mesi il manager italiano, Presidente e CEO, ha fatto cambiare marcia ad una gruppo in crisi per le consistenti perdite degli ultimi anni, ma anche un piano prodotto non all'altezza delle sfide che l'attendono in futuro


4' di lettura

A cento giorni ormai al vertice del Gruppo Renault, il Presidente e ceo italiano Luca De Meo dimostra di essere sempre più coinvolto nelle dinamiche di un Gruppo che pur non nascondendo le difficoltà che lo vedono perdere nei primi sei mesi del 2020 più di 7,3 miliardi di euro 4,5 dei quali da attribuire all'Alleanza con Nissan e Mitisubishi, ma che sta provando per invertire la tendenza negativa iniziata nel 2019. Ne ha parlato con i principlai giornalisti italiani dell'automotive in una tavola rotonda online. “Segnali incoraggianti – ha spiegato lo stesso De Meo – si potranno vedere quando annunceremo i risultati del terzo trimestre dell'anno. Non ho la bacchetta magica, ma stiamo lavorando per ritrovare serenità anche nei rapporti con gli alleati che negli ultimi dieci anni sono entrati in crisi”.

Operazioni nella strategia del brand
Per farlo e in fretta, De Meo sembra essere partito da argomenti come ad esempio il rilancio della presenza in Formula Uno del brand della Losanga attraverso la decisione di investire risorse e motivazioni sul marchio Alpine, da sempre sinonimo della sportività francese. “La sfida è di ribaltare la logica che considera le corse un costo e non un valore aggiunto – lo spiega così De Meo – ecco perché il nostro nuovo team di Formula 1 dall'anno prossimo si chiamerà Alpine che diventerà così la punta di diamante della sportività del gruppo Renault affiancando l'altra attività ufficiale nel classe LMP2 del WEC. E' una scommessa perché di questo si tratta che credo di avere vinto in passato sia con Abarth in Italia, ma anche con il brand Cupra in Spagna senza contare quella col marchio Audi Sport in Germania”.

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Capitolo fusioni: c'è chi in Francia considera un'occasione mancata la possibile integrazione con Fca sfumata proprio sul più bello e che ora rischia di rafforzare l'altro Gruppo francese Psa ormai alle vigilia del varo di Stellantis il gruppo che nascerà dalla fusione con Fca. Al riguardo De Meo sembra avere le idee chiare. “Non ci sembra di avere bisogno di un'altra alleanza, visti che ce l'abbiamo già e da 20 anni, infatti, lavoriamo a stretto contatto prima con Nissan e più recentemente anche con Mitsubishi – spiega il manager italiano – Non tutto è da buttare, anzi, il Gruppo infatti dispone ad esempio di un'unità di acquisti per tutti i brand che funziona bene. Restano la difficoltà di meglio finalizzare la competenza geografiche dei marchi e che vedrà sempre più impegnata Renault sul mercato europeo, ma anche sudamericano, mentre a Nissan toccherà puntare sulla Cina e il nord americano. Ci stiamo lavorando”.

L'auto per le famiglie alternativa all'offerta premium
Uno dei temi che da sempre ricorrono in Renault è la necessità di accreditarsi nel segmento premium per di tentare di fare concorrenza ai brand tedeschi. Sul tema De Meo ha una visione molto personale. “Nella storia di Renault il tema del premium ricorre da sempre, ma i tentativi non hanno mai portato a dei buoni risultati – lo spiega sinteticamente così De Meo – a mio avviso più che concentrarsi sull'alto di gamma Renault deve puntare sulle auto per le famiglie come la gamma Megane che negli anni novanta ha interpretato bene la risposta ad una domanda che è sempre stata cruciale sul mercato. Una sfida che i nostri cugini di Psa hanno vinto con modelli come la 3008, mentre noi abbiamo perso puntando ad esempio sul Kadjar.” Un'alternativa alla Qashqai di Nissan che De Meo pur non citando lascia intendere, oltre a giustificare la campagna acquisti attuata ai danni di Peugeot a cui ha strappato il responsabile dello stile quel Gilles Vidal la persona chiave nella rivoluzione estetica avvita della Casa del Leone e che ora è passato in forze a Renault.

Dacia sempre di più un'eccellenza del Gruppo francese
Un'eccellenza del Gruppo Renault è da considerarsi ormai il brand Dacia che De Meo di appresta a riconsiderare all'interno delle strategia dei marchi. “Sono più che mai convinto che Dacia non è più da considerarsi una sorta di sottomarca di Renault, ma una vera e propria eccellenza sia in termini di prodotto che di capacità di attaccare nuovi mercati con modelli come la Spring destinata a diventare un'offerta elettrica la più accessibile sul mercato. A Dacia garantiremo in futuro sempre di più risorse, ma anche l'autonomia necessaria per crescere ancora di più di quanto fatto fino ad ora”. Ma quello che è stato fatto sin qui non è in discussione per De Meo, sarebbe inelegante prendersela su cui ha gestito il Gruppo anche non è andato bene. Sulle scelte future, però, il manager italiano alla guida della casa della Losanga la pensa così.

Obiettivo profittabilità per un futuro di nuovo da protagonista
“Renault deve puntare sulla profittabilità per arrivare a fare più soldi su un business quello dell'automotive che grazie alla rivoluzione elettrica ormai avviata ha nuovi margini di crescita. Niente che non abbia già fatto in passato ad esempio nella mia recente esperienza in Seat che è riuscita ad aumentare la propria marginalità o anche in Fiat quando fra il 2003 e 2004 abbiamo invertito una tendenza negativa e messo le basi per una crescita che si sarebbe materializzata negli anni successivi”. Idee chiare soprattutto sugli obiettivi da raggiungere, ma anche la consapevolezza di un Gruppo quello Renault in grado di tornare ad essere protagonista, queste le linee guida che hanno ispirato il nuovo piano prodotto che Luca De Meo si appresta a presentare entro la fine anno in una veste completamente riveduta e corretta. Vedremo come.

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