Le Trimestrali

SocGen torna all’utile. Tenaris batte le attese e vola in Borsa

Situazione sanitaria permettendo, la compagnia aerea tedesca punta a riportare nel 2021 la propria offerta al 50% dei livelli pre crisi, rispetto alla capacità attuale, ridotta al 25 per cento

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Situazione sanitaria permettendo, la compagnia aerea tedesca punta a riportare nel 2021 la propria offerta al 50% dei livelli pre crisi, rispetto alla capacità attuale, ridotta al 25 per cento


8' di lettura

Giornata fitta di risultati trimestrali in Italia e all’estero, dalle banche alle compagnie aeree al settore riassicurativo.

Per il Monte dei Paschi rosso di 1,5 miliardi nei nove mesi

Il Monte dei Paschi chiude il terzo trimestre con un rosso di 541 milioni sul quale ha impattato da oneri operativi per 569 milioni, in gran parte per gli accantonamenti sulle controversie legali. Il risultato operativo lordo del trimestre cresce a 203 milioni (+8%) sul secondo trimestre. Il risultato dei nove mesi è negativo per 1,539 miliardi. L'Npe ratio, tenendo conto l'operazione con Amco che si perfeziona a inizio dicembre cala al 4%, ai minimi del sistema. La banca nella nota sui conti aggiunge che, con il pieno supporto dell'azionista di maggioranza, il ministero dell'Economia, «sta lavorando alla revisione del capital plan per le iniziative di rafforzamento patrimoniale in corso di valutazione, alla luce degli accantonamenti per rischi legati contabilizzati nel trimestre, degli impatti dell'accordo con Amco e delle future implicazioni del contesto regolamentare e macroeconomico».

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Cnh, perdita di 932 milioni nel III trimestre

Cnh Industrial ha chiuso il terzo trimestre 2020 con una perdita di 932 milioni di euro. L'utile netto adjusted è pari a 156 milioni di dollari, in calo del 29% su anno, (0,11 dollari eps diluito adjusted), dopo aver escluso dalla perdita netta effettiva, pari appunto a 932 milioni di dollari, l'adeguamento negativo pari a 1.207 milioni di dollari relativo alla valutazione al fair value dell'investimento in Nikola Corporation, e un beneficio fiscale pari a 82 milioni di dollari derivante dal rilascio del fondo svalutazione a fronte di attività per imposte differite in alcune giurisdizioni. I ricavi sono saliti del 2% a 6,92 miliardi di dollari e i ricavi netti delle attività industriali sono saliti del 4% a 6,107 miliardi di dollari. L'ebit adjusted delle attività industriali è sceso del 16% a 238 milioni, con il margine calato di 90 punti base al 3,9%. Per il 2020 Cnh Industrial si aspetta un calo dei ricavi netti delle attività industriali in calo tra il 10% e il 15% rispetto al 2019. Le stime, si specifica in una nota, assumono che i mercati finali del gruppo non siano ulteriormente impattati dalla pandemia durante le ultime settimane dell'anno e che, con tutte le misure sanitarie e di sicurezza messe in atto, gli stabilimenti e i fornitori siano in grado di continuare a operare con minime interruzioni.

Lufthansa, perdita di 2 miliardi

Lufthansa chiude il terzo trimestre con una perdita netta di 2 miliardi di euro: nel terzo trimestre 2019 aveva registrato un utile di 1,2 miliardi. Situazione sanitaria permettendo, la compagnia aerea tedesca punta a riportare nel 2021 la propria offerta al 50% dei livelli pre crisi, rispetto alla capacità attuale, ridotta al 25 per cento. «Vogliamo tornare a un flusso di cassa operativo positivo nel corso dell'anno prossimo», ha dichiarato il ceo Carsten Spohr e «a questo scopo stiamo portando avanti i programmi di ristrutturazione in tutto il gruppo». Lufthansa ha indicato di avere una liquidità disponibile di 10,1 miliardi.

Per Commerzbank perdita di 69 milioni nel trimestre

Conti in rosso per Commerzbank al giro di boa dei nove mesi del 2020. La seconda banca tedesca ha registrato una perdita netta di 69 milioni di euro nel terzo trimestre contro l'utile di 297 milioni un anno prima e di 162 milioni da gennaio contro l'utile di 681 milioni nello stesso periodo del 2019. Commerzbank, che ha avviato un processo di ristrutturazione, ha confermato che l'esercizio si chiuderà in rosso. Nel terzo trimestre la banca ha contabilizzato oneri per riassetto di 201 milioni per la chiusura di 200 sportelli e per un piano di pre-pensionamento dei dipendenti. Sull'andamento hanno pesato anche 272 milioni per fare fronte a perdite sui crediti, legate principalmente alla crisi innescata dal coronavirus. La cifra è inferiore alle attese degli analisti, che si aspettavano però anche un rosso inferiore nel trimestre (62 milioni). I ricavi sono diminuiti del 6,8% nel trimestre a 2,03 miliardi di euro, mentre le spese operative sono in calo del 2,4% a 1,52 miliardi. Nell'ambito della ristrutturazione la banca sta prendendo in considerazione la riduzione dell'organico, la chiusura di filiali e la razionalizzazione delle attività internazionali. «Abbiamo aperto la strada a ulteriori risparmi», ha spiegato la cfo Bettina Orlopp.

Ritorno all’utile per SocGen

Il gruppo Société Générale è tornato in utile nel terzo trimestre dopo la pesante perdita del precedente, sulla spinta del rimbalzo delle sue attività' e degli sforzi di riduzione dei costi. Nei tre mesi a settembre, il risultato netto del gruppo bancario francese è stato positivo per 862 milioni di euro, in progresso dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 9,8% a perimetro e valute costanti. I conti del primo semestre avevano per contro subito in pieno l'impatto della crisi economica innescata dalla pandemia, accusando una perdita complessiva di 1,59 miliardi di euro, con un secondo trimestre in rosso per 1,26 miliardi. Nei primi nove mesi dell'anno, SocGen segna una perdita netta di 728 milioni, contro l'utile di 2,59 miliardi del 2019.

Banca Generali: utile 9 mesi stabile a 196 milioni, ricavi +10%

Banca Generali ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto di 195,8 milioni di euro, invariato rispetto allo stesso periodo del 2019, a causa di alcuni oneri di natura straordinaria, mentre l'utile ricorrente è salito del 7% a 11,6,1 milioni. Nel periodo, si legge in una nota, i ricavi sono cresciuti del 10% a 447,4 milioni mentre i costi operativi 'core' del 2% a 136,8 milioni. I risultati finanziari sono stati trainati da una performance commerciale che ha superato i livelli dello scorso anno nonostante le criticità legate alla pandemia da Covid-19. La raccolta netta è cresciuta dell'8% a 4,1 miliardi mentre quella gestita è più che raddoppiata a 1,8 miliardi (+111%), in scia alla crescente domanda di consulenza per l'ottimizzazione della liquidità. Le masse gestite hanno così toccato un nuovo massimo di 70,4 miliardi (+2% da inizio anno, +7% sul 2019).

Bper in evidenza dopo i conti

Il mercato ha premiato con gli acquisti (anche se la corsa ha rallentato con il passare delle ore) i risultati presentati da Bper, che vanta un utile netto di 200,6 milioni nei primi nove mesi dell’anno, nonostante il contesto macroeconomico determinato dalla pandemia. Utile anche nel terzo trimestre pari a 95,9 milioni.

Banca Ifis: utile di 52,3 milioni, conferma parte alta guidance 2020

Banca Ifis ha riportato per i primi nove mesi dell'anno un utile netto di 52,3 milioni di euro (contro gli 84 dei primi mesi del 2019) chiudendo in attivo tutti i trimestri nonostante l'impatto della pandemia. Il gruppo nel periodo ha rafforzato la posizione patrimoniale con Cet1 all'11,69%, in rialzo di 73 punti base rispetto al 31 dicembre 2019. La raccolta complessiva nei nove mesi è cresciuta dell'8,1% a oltre 9,1 miliardi di euro. Nel corso dei primi nove mesi dell'anno, il gruppo ha effettuato accantonamenti per 47 milioni di euro a fronte del Covid-19, di cui 11 milioni di euro in via prudenziale nel terzo trimestre 2020 per stima di potenziali effetti negativi connessi principalmente alle moratorie. Da inizio gennaio a tutto ottobre, inoltre, Banca Ifis ha acquistato portafogli Npl per un valore nominale di 1,7 miliardi di euro nel periodo gennaio. Per l'intero anno fiscale, Banca Ifis prevede un utile nella parte alta della guidance 2020 (tra 50 e 65 milioni di euro) comunicata lo scorso 6 agosto.

Tenaris batte tutte le attese e vola in Borsa

Scatto al rialzo di Tenaris in Borsa, dopo la trimestrale che ha battuto le attese e l'annuncio a sorpresa di un dividendo. Il titolo, che non ha fatto prezzo in apertura arrivando a segnare un rialzo teorico del 18%, è poi entrato in contrattazione salendo di oltre il 12% a 5,01 euro. Tenaris ha registrato nel terzo trimestre 2020 un ebitda adjusted nettamente oltre le attese, a 135 mln (+20%) di dollari a fronte di un consensus di 36 mln. E “ben al di sopra della parte alta della forchetta della guidance della società”, sottolineano gli analisti del Credit Suisse. Il dato include 28 mln di costi per trattamenti di fine rapporto, prevalentemente in Italia. Il fatturato è calato del 43% a 1,01 mld di dollari ma sempre oltre le attese che erano di 960 mln. L'ebitda è stato di 107 mln dlr contro i 13 mln attesi. La perdita netta, di 33 mln, è stata inferiore alle attese (91 mln). A sorpresa, il board ha approvato un interim dividend di 0.07 dollari per azione o 83 mln di dollari, «mentre noi non ci aspettavamo il pagamento del dividendo», dice Equita. Per il futuro, il gruppo si aspetta che gli investimenti nei settori Oil&Gas ed Energy&Power si riprendano lentamente, visto che le scorte restano elevate. Tuttavia, Tenaris stima una graduale ripresa nelle vendite e nei margini nel quarto trimestre e nel 2021 e stima di mantenere un free cash flow positivo. Per il Credit Suisse, i numeri sono “solidi” e “superiori alle attese”, grazie al taglio dei costi e al miglioramento dei volumi. Sul fronte dei costi, Credit Suisse si chiede quanto questa riduzione sarà strutturale e quanto invece contingente, mentre per quanto riguarda le stime, sottolinea che la traiettoria del recupero rimane incerta visto che anche le attese sull'attività di perforazione restano caute. Il targe price resta a 3,90 con rating underperform. Equita invece consiglia di mantenere il titolo (hold) con target price a 5,8 euro.

Munich Re: -77% utile a 199 milioni, impatto Covid per 800 milioni

Il gruppo riassicurativo ed assicurativo tedesco Munich Re ha accusato nel periodo a settembre una netta flessione dell'utile per l'impatto della crisi del Covid e dato il contesto di grande incertezza non fa previsioni per la conclusione dell'esercizio. Il risultato netto del terzo trimestre è calato del 77% a 199 milioni di euro, sotto il peso di 800 milioni di perdite legate alla pandemia. Nei nove mesi da gennaio l'utile ammonta a 999 milioni (da 2,5 miliardi) a fronte di perdite legate alla crisi per 2,3 miliardi. L'utile operativo del trimestre è diminuito a 353 milioni da 844 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. La raccolta premi è aumentata del 3% a 14,1 miliardi nel trimestre e del 6% a 41,3 miliardi nei nove mesi. La Solvency è migliorata al 216% dal 211% di giugno. Nel terzo trimestre il RoE annualizzato è del 3,6%. “In considerazione dell'elevato livello di incertezza riguardo le future conseguenze economiche e finanziarie del Covid-19”, Munich Re ha deciso, nuovamente, di non fornire una guidance per il 2020.

La francese Veolia in utile di 142 milioni

Il gruppo francese di trattamento acque e rifiuti Veolia ha segnato nel terzo trimestre un utile netto corrente di 142 milioni di euro, in progresso del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2019, dopo avere chiuso il primo semestre in rosso a causa dell'impatto della pandemia. Il fatturato è per altro calato a 6,29 miliardi da 6,44 miliardi. Nei primi nove mesi l'utile netto corrente ammonta a 149 milioni, in flessione del 69% rispetto allo stesso periodo del 2019 e il fatturato arretra del 5,4% a 18,7 miliardi. «Il rimbalzo avviato a giugno si è ampliato nel corso dell'estate e ci ha permesso di realizzare un terzo trimestre molto buono», ha commentato il presidente e ad del gruppo Antoine Frerot. Questo porta il gruppo a prevedere «una performance operativa nel quarto trimestre 2020 equivalente a quella del quarto trimestre 2019». Veolia resta impegnata nell'operazione per acquisire la concorrente Suez, dopo avere già rilevato il 29,9% delle azioni da Engie a 18 euro per azione. L'impatto di questa transazione, avvenuta il 5 ottobre, si vedrà sui conti del quarto trimestre.

Arcelormittal dimezza la perdita nel III trimestre

Il gruppo siderurgico ArcelorMittal ha chiuso il terzo trimestre dimezzando la perdita netta a 261 milioni di dollari (539 milioni nel terzo trimestre del 2019, 559 nel secondo trimestre 2020). Le vendite ammontano a 13,3 miliardi, in calo del 20,2% su anno ma con un rimbalzo del 20,9% sul trimestre precedente. ArcelorMittal sottolinea di aver approfittato di un miglioramento delle condizioni del mercato dell'acciaio.

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