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Lufthansa, scatta l’ora X sul piano di salvataggio

Giorno decisivo per il vettore tedesco che riunisce gli azionisti per l’approvazione del piano da 9 miliardi di euro. L’azionista Thiele ci ripensa e dichiara l’appoggio al piano.

di Mara Monti

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(REUTERS)

Giorno decisivo per il vettore tedesco che riunisce gli azionisti per l’approvazione del piano da 9 miliardi di euro. L’azionista Thiele ci ripensa e dichiara l’appoggio al piano.


2' di lettura

Salvataggio o fallimento. Il 25 giugno sarà il giorno decisivo per Lufthansa, la principale compagnia europea che questa mattina riunisce gli azionisti per l’approvazione del piano di salvataggio da 9 miliardi di euro dal risultato ancora incerto. «Un thriller politico» lo definiscono i giornali tedeschi perché il governo di Angela Merkel in questa partita si gioca la faccia. La sua visione di creare “campioni europei globali” sponsorizzati dallo Stato, nel caso di Lufthansa si è scontrata con la parte privata rappresentata dal primo azionista della compagnia, l’imprenditore Heintz Herrmann Thiele. Il quale con veemenza si era detto contrario all’entrata dello Stato con il 20% ad un prezzo fuori mercato, in una operazione che esclude di fatto gli azionisti privati. «Troppo potere per un aumento di capitale al di sotto del suo valore» avrebbe detto in uno degli incontri con il governo prima di cambiare posizione alla vigilia dell’assemblea.

Un cambio di rotta arrivato improvvisamente facendo sapere il suo voto a a favore del piano di salvataggio della compagnia aerea. «Voterò per il progetto», ha detto il miliardario al quotidiano tedesco Faz. Con il supporto di Thiele, il piano di salvataggio dovrebbe superare agevolmente la soglia dei due terzi richiesta per la sua approvazione. Poiché solo il 38% degli azionisti di Lufthansa si è registrato all’assemblea speciale, la partecipazione del 15,5% di Thiele nella società si traduce in circa il 41% dei voti. Lufthansa deve assicurarsi circa la metà dei voti rimanenti registrati per far passare la vendita di azioni.

La preoccupazione per un esito negativo era palpabile nel management che nei giorni scorsi si è preparato a dovere affrontare lo scenario peggiore (quello della procedura fallimentare) perché senza gli aiuti di Stato la compagnia non può sopravvivere. Preoccupati soprattutto i 138 mila dipendenti (in 22 mila rischiano il posto di lavoro) a cui la società ha pagato in anticipo gli stipendi lo scorso 22 giugno perché in caso il procedura tutti i crediti verranno congelati.

Prima del sì di Thiele si è cercata una mediazione fino all’ultimo secondo. Ieri il consiglio di Sorveglianza, in tutta fretta, ha messo a punto «un piano B», secondo quanto riportato dalla Reuters: il governo tedesco aveva immaginato di poter ancora ottenere una partecipazione del 20% nella compagnia, come originariamente previsto sborsando circa 300 milioni di euro, in due fasi senza l’approvazione dell’assemblea o del socio di maggioranza. Nel piano B, Berlino avrebbe potuto inizialmente ottenere una quota circa del 10% da un aumento di capitale senza diritti di opzione a 2,56 euro per azione, come stabilito dal piano. La quota rimanente sarebbe venuta da un regolare aumento di capitale a cui avrebbero potuto partecipare tutti gli azionisti di Lufthansa. In realtà, una delle critiche di Thiele riguardava il prezzo concordato con il governo, ben lontano dalle valutazioni di Borsa: ieri il titolo Lufthansa quotava 8,96 euro in calo di oltre il 4 per cento. Oltre alla diluizione della sua quota come conseguenza dell’entrata pubblica nel capitale di Lufthansa.

Ma con la presa di posizione di ieri, lo scenario cambia ancora: alle 12, dalla riunione dei soci, si attende solo il sì al piano di salvataggio di Lufthansa.

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