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Lufthansa, stretta finale per l’ingresso dello Stato nel capitale della compagnia

Il piano di aiuti da 9 miliardi da parte del governo prevede una quota statale del 25% più un’azione. EasyJet torna a volare dal 15 giugno con l’obbligo di mascherine a bordo

di Mara Monti

(EPA)

2' di lettura

È quasi fatto l’accordo tra Lufthansa e il governo tedesco per il piano di aiuti alla compagnia. Dopo giornate di intensi colloqui in queste ore si lavora agli ultimi dettagli del piano che prevede un pacchetto di aiuti per 9 miliardi di euro, l’entrata dello Stato nel capitale con una quota del 20% e due membri nel consiglio di sorveglianza in rappresenzanza dell’esecutivo. Il governo avrà così potere di veto incircostanze eccezionali come nel caso di takeover ostili al fine di proteggere la compagnia tedesca.

L’accordo prevede anche dei limiti alla distribuzione dei dividendi e alle retribuzioni del management. Il pacchetto di aiuti dovrà essere approvato dalla commissione europea che nelle scorse settimane ha dato il via libera agli aiuti di Stati per 10 miliardi di euro a Air France-KLM.

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Il piano include un prestito di 3 miliardi di euro da parte di KfW (la CDP tedesca) e l’emissione di un’obbligazione convertibile in azioni Lufthansa con lo scopo di fare salire la quota del governo di un ulteriore 5% più un’azione nel caso di un’offerta pubblica di acquisto ostile da parte di terzi.

Lufthansa in un comunicato ha dichiarato di sperare che l’accordo possa essere concluso quanto prima per garantire la stabilità a lungo termine.

Sul fronte del traffico aereo si cerca di tornare alla normalità compatibilmente con le restrizioni ai voli dei singoli paesi. EasyJet ha annunciato che dal 15 giugno tornerà a volare su alcune destinazioni dagli aeroporti di Londra Gatwick, Bristol, Birmingham, Liverpool, Newcastle, Edimburgo, Glasgow, Inverness, Belfast e l'Isola di Man. Riprenderanno anche alcuni voli in Francia da Nizza, Parigi Charles De Gaulle, Tolosa, Bordeaux, Nantes, Lione e Lille, alcuni da Ginevra, in Svizzera, da Lisbona e Oporto in Portogallo e da Barcellona in Spagna. L’Italia per ora è esclusa.

Ryanair, a sua volta, ha già dichiarato di essere pronta a tornare a volare dal primo luglio con il 40% del suo operativo. Easyjet, invece, inizialmente introdurrà collegamenti principalmente nazionali, con un numero molto ridotto di rotte internazionali prevedendo di aumentare il numero dei collegamenti man mano che le restrizioni si allenteranno e la domanda continuerà a crescere. «Durante il periodo di lockdown in cui la flotta è stata messa a terra, gli aerei sono stati mantenuti pronti per consentire alla compagnia di riprendere rapidamente a volare non appena fosse stato possibile», si legge in un comunicato.

Il vettore ha introdotto nuove misure per la sicurezza dei passeggeri dalla disinfezione approfondita degli aeromobili, all’obbligo di indossare la mascherina sia per i passeggeri sia per il personale di cabina e di terra e, almeno nella prima fase, la sospensione del servizio di ristorazione a bordo dei voli su tutti a corto raggio.

«Le misure sono state individuate e definite in accordo con le autorità aeronautiche ICAO ed EASA, nel pieno rispetto delle indicazioni delle autorità nazionali competenti e in linea con le norme di tutela della salute».

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